Fermato lo screening per i cittadini Troppi positivi anomali tra i risultati
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
SAN PIETRO APOSTOLO – «Il Comune di San Pietro Apostolo sospende attività di screening dopo la denuncia Codacons. Un ringraziamento doveroso a tutti i cittadini che si sono sottoposti volontariamente al test, al gruppo di protezione civile comunale “I Rapaci” ed all’Associazione Santa Maria del Carmelo per il prezioso supporto logistico durante la fase organizzativa». Così scrive l’amministrazione dopo una denuncia del Codacons relativa ai tamponi antigenici utilizzati per lo screening di massa. Dalla denuncia sembrerebbe vi sia stato tentativo di lucro da parte dell’amministrazione comunale. In realtà il motivo della sospensione dei tamponi sembrerebbe legata al fatto che in seguito all’adesione volontaria di alcuni cittadini allo screening eseguita tramite tamponi antigenici dalla ditta che rispondeva ai requisiti richiesti dal bando deliberato dalla Giunta Comunale il 23 novembre e con successiva determina del 24 novembre, sono risultate positività anomale. Un tampone fatto male o reali positività? La ditta vincitrice nota azienda farmaceutica, aveva proposto il prezzo migliore per uno screening di massa per la ricerca del virus covid 19 attraverso tamponi antigenici e ai cittadini di San Pietro Apostolo è stata offerta la possibilità di fare il test a 15 euro, anziché 23 e della restante quota se n’è fatta carico l’amministrazione comunale. Il problema reale è stato che in seguito all’esecuzione del test fatto presso il campo sportivo comunale di San Pietro Apostolo sono risultate anomale positività che come a tutti è noto sono da verificare con successivo tampone molecolare. Anche lo stesso sindaco e la segretaria comunale sono risultati positivi a questi test antigenico rapido rinofaringeo e orofaringeo, dunque il Comune è stato chiuso per sanificazione dei locali sia venerdì che sabato ed i positivi sono in quarantena nell’attesa del test molecolare. Date le continue pressioni di alcuni cittadini e familiari dei positivi che intendevano avere immediata conferma della positività o meno tramite tampone molecolare, conoscendo i tempi a volte biblici dell’Asp l’amministrazione comunale aveva cercato di venire incontro alla richiesta proponendo l’esecuzione di un tampone molecolare a laboratori privati, come spiega il sindaco Raffaele De Santis «al prezzo di circa 85 euro e non 100 come riportato da Codacons. E dopo l’intervento del Codacons, che ha denunciato il fatto come se l’amministrazione lucrasse sulla questione, il laboratorio privato che si era reso disponibile con i cittadini per svolgere in loco i tamponi molecolari, quindi soddisfare la pressante richiesta degli stessi, ha inteso sospendere l’iniziativa non potendo disporre nell’immediato di una location diversa da quella comunale e molti degli stessi cittadini si sono trovati costretti ad organizzarsi con mezzi propri, recandosi personalmente presso i laboratori presenti nella provincia, riferendomi successivamente di aver affrontato un costo superiore ai 100 euro per l’esecuzione del tampone molecolare». Il Comune dunque in realtà non avrebbe avuto alcun profitto dall’iniziativa portata avanti solo a causa delle continue richieste di cittadini. Accertamenti ulteriori tramite test acquistati in farmacia (da parte di alcuni cittadini risultati precedentemente positivi ai test antigenici con certificazione della ditta) hanno dato ai cittadini esito negativo. In molti in queste ore si stanno chiedendo se si è trattato di un test antigenico fatto male dagli operatori, con reattivi scadenti o se sono i test acquistati in farmacia ad essere inaffidabili. Le stesse persone risultate positive al test antigenico fatto al Comune e risultate negative con il test acquistato in farmacia di fatto sono costrette comunque a rimanere in quarantena fino all’esecuzione del tampone molecolare fatto dall’Asp e sono in attesa di capire dove sia la verità. Alla luce di questi episodi è stato deciso lo stop agli screening.
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