Scuola nel caos prof e genitori: “Ci serviva una decisione”
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fonte:
- la Repubblica
di Silvia Dipinto Tutti hanno vinto, a sentire il parere dei contendenti. La Regione Puglia, che vede legittimata la didattica a distanza su richiesta. Il Codacons di Lecce, contrario alla chiusura con ordinanza delle scuole. L’avvocatura dello Stato, che in rappresentanza del ministero dell’Istruzione vede affermata la prevalenza del decreto del presidente Conte sull’ordinanza regionale. Gli scontenti, però, si trovano fuori dal tribunale, nelle aule scolastiche. Sono tanti docenti e genitori, che avrebbero preferito una presa di posizione decisa, che non carichi le famiglie della responsabilità di scegliere tra tutela della salute e diritto all’istruzione In pratica da oggi nulla cambia, l’organizzazione “mista” resta invariata fino al prossimo 3 dicembre, come stabilito dall’ultima ordinanza di Emiliano dello scorso 6 novembre. Le scuole pugliesi rimangono aperte, ma le famiglie possono chiedere la didattica a distanza se lo ritengono opportuno, anche non in caso di certificata fragilità degli alunni. Il Tar Puglia ha respinto ieri il ricorso del Codacons Lecce e di due gruppi di genitori salentini, spiegando che l’ordinanza contro cui avevano fatto causa (quella del 28 ottobre che chiudeva le scuole) è di fatto superata dal dpcm del 3 novembre e dalla conseguente ordinanza del 6 novembre che sostanzialmente sdogana forme di didattica mista – in presenza e da casa discrezione dei genitori. «La Regione Puglia, anche dopo l’emanazione del nuovo dpcm, mantiene pieno il potere di tutelare la salute pubblica con provvedimenti temporanei che possano riguardare anche la scuola – è la soddisfazione di Michele Emiliano dpcm può quindi essere derogato dai presidenti di regione con provvedimenti più restrittivi. Lo spirito di collaborazione col Ministero della pubblica istruzione e la stretta osservanza del diritto ci ha portato ad una buona soluzione che nel dialogo tra le parti potrà essere ulteriormente migliorata». La didattica digitale integrata, dunque, continua con la piena legittimazione dei giudici amministrativi. Ed è proprio contro il concetto di «scuola come servizio a domanda individuale» che si scaglia la Cgil Puglia, che insieme alla Flc Cgil chiede ancora la convocazione di un tavolo e invoca scelte politiche responsabili. La sentenza era molto attesa nelle scuole, che da giorni cercano a fatica un equilibrio e contengono le proteste dei genitori, contrari alla didattica a distanza asincrona (spesso unica soluzione possibile). comprensivo Mazzini Modugno ha pubblicato l’articolato orario delle lezioni in presenza e on line, ricordando a tutti i genitori che non è possibile «erogare una Dad a intermittenza, per rispetto nei confronti dei docenti che sono impegnati contemporaneamente nel lavoro in presenza e a distanza». numeri alle elementari si mantengono stabili, mentre aumentano le richieste di seguire da casa soprattutto alle medie, come conferma il comprensivo Japigia 1 Verga. «Alla primaria abbiamo appena una quarantina di bimbi da remoto – dice la dirigente del Massari Galilei, Alba De Cataldo – mentre alla secondaria arriviamo al 50 per cento, con qualche domanda in più nelle terze medie». Il preside Giuseppe Capozza dell’Umberto I San Nicola ha convocato i docenti per confrontarsi sulla sentenza Tar. «Solo un paio di classi sono dimezzate, ma abbiamo otto bimbi su dieci a scuola – dice – Visto che le scuole restano aperte, se la situazione rimane stabile inviteremo chi può a tornare in aula». Fotografia variegata ma stabile nel 26esimo circolo di Mungivacca. «Le docenti fanno tripli salti mortali, la segreteria segue tutte le esigenze nonostante la fatica», ammette la dirigente Maria Iaia”
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