Scuola, battaglia dinanzi al Tar Oggi la sentenza dei giudici
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
BARI Tutti collegati in videoconferenza per circa un’ora dinnanzi alla Terza Sezione. Ma senza ascoltare il presidente Michele Emiliano, la cui richiesta di intervento, avanzata alla fine della camera di Consiglio, non è stato ammessa dai giudici amministrativi. Il Tar Puglia si è riservato di decidere con sentenza breve nelle prossime ore se confermare o meno l’ordinanza con la quale la Regione il 28 ottobre scorso ha sospeso (fino al prossimo 24 novembre) la didattica in presenza in tutte le scuole pugliesi, eccetto quelle dell’infanzia. Un provvedimento regionale poi superato da quello emanato il 6 novembre che – dopo la sospensiva cautelare della prima ordinanza disposta dai giudici amministrativi su ricorso del Codacons e di alcune associazioni di genitori – ha ripristinato le lezioni in presenza, lasciando alle famiglie la facoltà di sceNell’udienza gliere tra la didattica in aula o a distanza. E aprendo di fatto a una situazione caotica e a macchia di leopardo, anche a causa dei limiti organizzativi della Dad.
tenutasi ieri mattina alle 11 e 30 la Regione si è costituita in giudizio (lo ha fatto anche il ministero dell’Istruzione attraverso l’Avvocato dello Stato Vincenzo Zuccaro)
presentando un’articolata memoria contenente le motivazioni alla base del provvedimento e due relazioni, firmate dall’epidemiologo, nonché neo assessore alla Salute Pier Luigi Lopalco e dal capo del dipartimento Salute, Vito Montanaro, con i dati relativi all’andamento dei contagi correlato all’apertura delle scuole.
«Su un totale di 562 scuole – si legge in uno dei passaggi chiave – sono stati individuati ben mille e 55 casi di positività fra alunni e personale scolastico, pari al 6,5% dei casi riportati in totale durante il periodo successivo alla apertura delle scuole (16.155). Questi casi di positività nella comunità scolastica, nello stesso periodo, hanno generato ben 7.180 provvedimenti di isolamento domiciliare fiduciario». Ma non solo. In un successivo passaggio si sottolinea che «il periodo successivo alla apertura delle scuole ha fatto registrare nella regione un netto incremento del numero assoluto dei contagi» e che «la proporzione di casi nei soggetti di età 6-18 anni, rispetto al totale dei casi nello stesso periodo, è quasi raddoppiata passando dal 5,5% al 10,7%». Infine una considerazione non secondaria: «Nella prima settimana successiva alla emanazione della ordinanza si è osservata una riduzione» di casi tra gli under 18».
La Regione (con l’Avvocatura rappresentata da Rossana Lanza) ha ribadito le ragioni della prima ordinanza di chiusura delle scuole, mentre i legali dei genitori e delle associazioni dei consumatori hanno anche citato l’intervista di Angelo Miozzo (componente del Cts nazionale) rilasciata al Corriere tre giorni fa nella quale difendendo l’importanza della didattica in presenza ribadisce che «i vantaggi di tornare in classe superano di gran lunga il basso rischio di ammalarsi di coronavirus e le scuole possono intervenire per ridurre ulteriormente i rischi».
Il Miur Si è costituito anche il ministero che chiede il rispetto del Dpcm
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