19 Novembre 2020

Pop Bari, oggi via al processo ma senza spazi sarà rinviato

di Chiara Spagnolo Si aprirà soltanto per essere rinviato, questo pomeriggio, il processo per il crac della Banca Popolare di Bari, nel quale sono imputati Marco e Gianluca Jacobini, ex presidente ed ex condirettore dell’istituto Padre e figlio sono accusati di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza e contro di loro si sono costituiti parte civile circa 1.200 piccoli azionisti, che ritengono di essere stati truffati. Proprio il gran numero di persone intenzionate a chiedere il conto agli Jacobini, rende difficile la celebrazione del processo, considerato che Bari è una città priva di aule di udienza molto grandi e che le norme sul distanziamento sociale, imposte dall’emergenza Covid, rendono necessari spazi ancora più ampi. Una location sembrava essere stata reperita nel padiglione 7 della Fiera del Levante ma l’allestimento dell’aula in quello spazio, per quanto condiviso, è ancora scritto nel libro dei sogni. Ne consegue che le udienze devono essere celebrate nell’aula bunker dell’ex Tribunale di Bitonto, laddove alle 14.30 arriveranno altri avvocati a depositare ulteriori richieste di costituzione di parte civile, compresa quella della Regione Puglia. parte tali questioni preliminari, però, l’udienza non entrerà nel vivo e sarà rinviata al 10 dicembre. Anche in quella data, però, si ipotizza un altro rinvio, considerato che l’allestimento dell’aula alla Fiera del levante non è nemmeno iniziato. Tale ritardo che lascia perplessi gli avvocati delle associazioni dei consumatori (tra le altre Avvocatideiconsumatori, Adusbef, Codacons, Confconsumatori), ognuno dei quali rappresenta centinaia di cittadini, che avevano dato la disponibilità ad effettuare sostituzioni processuali che consentissero una turnazione tale da avere ad ogni udienza solo un numero limitato di parti. Del resto, già a settembre, pur di iniziare a celebrare il processo, era stata trovata una soluzione creativa da parte del collegio presieduto dal giudice Marco Guida, che aveva fissato tre udienze (24, 25 e 26) e disposto che le costituzioni di parte civile sarebbero avvenute in base a un ordine alfabetico spalmato sui tre giorni. Quel tipo di organizzazione, però, poteva essere applicata solo alle fasi preliminari e non al dibattimento vero e proprio, durante il quale teoricamente tutte le parti hanno diritto a seguire tutto e solo la nomina di un sostituto processuale può fa venir meno il diritto di partecipare. Vista l’assenza di una struttura adeguata, le istituzioni (dal Comune ai vertici degli uffici giudiziari) inizio ottobre si sono mosse per cercare una soluzione, indicando la Fiera del Levante. Ad oggi, però, la scelta resta teorica e il processo non si può celebrare. Intanto Marco e Gianluca Jacobini sono stati coinvolti in un’altra inchiesta, quella sul crac del gruppo Fusillo, che il 29 settembre ha fatto finire agli arresti domiciliari Gianluca Jacobini e Giacomo Fusillo e interdetti i genitori, Marco e Vito. Quest’ultimo sta collaborando intensamente con la Procura e, dalle sue dichiarazioni, sono derivati approfondimenti investigativi importanti della Guardia di finanza. Le indagini sulla Banca Popolare, del resto, hanno fatto aprire numerosi filoni. Oltre a quello principale e a quello su Fusillo, ce n’è uno relativo alle operazioni baciate, che coinvolge anche grossi imprenditori pugliesi, uno sul gruppo Sorgente e uno sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Vista la vastità delle questioni da approfondire è stato creato un pool BpB coordinato dal procuratore Roberto Rossi, composto dai pm Lanfranco Marazia, Savina Toscani, Federico Perrone Capano e Luisiana Di Vittorio

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