15 Novembre 2020

Natale, «pochi e a casa» è il messaggio che passa

dilemma coprifuoco
MILANO. Il Coronavirus sembra rallentare, ma è presto per capire come gli italiani trascorreranno le feste di Natale. «Dipenderà dai dati dell’ epidemia. Vedremo dopo la scadenza dell’ ultimo Dpcm, il 3 dicembre», spiega Francesco Boccia. Il ministro degli Affari regionalipromette «rigore, perché la priorità è mettere insicurezza sul piano sanitario il Paese», ma nel governo più d’ uno spera di salvare almeno il cenone della vigilia, e quello di Ca podanno, posticipando di qualche ora il coprifuoco che ora scatta alle 22. Ma un eventuale allentamento si deciderà in base ai dati anche alla luce dei risultati alla scadenza del Dpcm, ovvero il 3 dicembre. Tra i virologi c’ è chi frena, temendo che il ‘liberi tutti’ torni a far crescere il virus. Come la scorsa estate. In molte città le luminarie accendono già le strade e dai negozi ancora aperti spunta qualche addobbo, ma è difficile dire se tra 40 giorni ci si potrà trovare tutti attorno all’ albero senza fare i conti con la pandemia. «L’ auspicio è di arrivarci con il Rt più basso possibile, ma non possiamo poi pensare di fare eccezioni in quel periodo dando luogo ai festeggiamenti cui eravamo abituati», sostiene il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, secondo cui «andranno tenute presenti le misure per non vanificare gli sforzi». Insomma in attesa delle regole per ora il buon senso detta un «Natale con i tuoi» ma pochi e a casa. Il Codacons prevede già consumi in calo a 8,55 miliardi di euro (-14,5%), con una perdita che potrebbe sfiorare 1,5 miliardi e toccare anche il settore alimentare, oltre a regali e addobbi per le feste. È il prezzo da pagare per uscire il prima possibile dalla pandemia, anche se si riuscisse ad avere qualche ora di serenità. «Togliere il coprifuoco a Nata le? Non ne abbiamo ancora parlato – spiega il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova -. Non è questione di essere favorevoli o contrari, si tratta di lavorare e impegnarsi con responsabilità per arrivare alle feste con una condizione sanitaria migliore». Nessuno dunque s’ illuda, saranno feste casalinghe, da trascorrere con i parenti stretti, ma… distanziati. «Sappiamo conclude Bellanova – che sarà sobrio nei comportamenti di ognuno, perché abbiamo visto cosa ha comportato l’ estate con l’ allentamento, nel momento in cui si è pensato che l’ apertura delle discoteche potesse dare spazio a una maggiore socialità senza rispettare le regole che comunemente avevamo condiviso. Il Natale non dovrà essere questo». //

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