15 Novembre 2020

Covid, si lavora per “salvare” il Natale. Che sarà comunque “a distanza”

toti punta a uscire dalla zona arancione entro l’ 8 dicembre, il governo valuta di eliminare il coprifuoco per il cenone della vigilia
Liguria. Se nella nostra regione e nel resto d’ Italia l’ epidemia sembra iniziare a rallentare , l’ orizzonte economico e sociale è sempre più definito: bisogna fare di tutto per salvare il Natale . “Dipenderà dai dati dell’ epidemia. Vedremo dopo la scadenza dell’ ultimo Dpcm, il 3 dicembre”, ha spiegato ieri il ministro Francesco Boccia . Che comunque ha promesso ” rigore “, perché ” la priorità è mettere in sicurezza sul piano sanitario il Paese “. Eppure nel governo si inizia a discutere di un assetto normativo in grado di salvare almeno il cenone della vigilia e quello di Capodanno, posticipando di qualche ora il coprifuoco che adesso scatta alle 22. I commercianti si stanno organizzando per anticipare la corsa ai regali , prima che la curva dei contagi subisca un’ inversione di tendenza in grado di portare a ulteriori restrizioni. D’ altra parte hanno fatto discutere ieri le immagini di via XX Settembre a Genova affollata per lo shopping , tanto che il presidente ligure Giovanni Toti è tornato a bacchettare i genovesi , come ai tempi della polemica su via Sestri, spiegando che va bene andare nei negozi ma non va bene lo “struscio” con gli amici. L’ obiettivo di Toti è uscire dalla zona arancione entro l’ 8 dicembre , festa dell’ Immacolata che per tradizione dà il via al periodo natalizio. “Me lo immagino con l’ albero di Natale, tanta musica natalizia e spero con gli italiani che hanno voglia di un sorriso dopo tanto dolore, spero con una ripresa dei consumi anche in un momento difficile per i nostri amici commercianti”, si era augurato il presidente ligure cinque giorni fa. Il Codacons nazionale, intanto, prevede già consumi in calo a 8,55 miliardi di euro (-14,5%), con una perdita che potrebbe sfiorare 1,5 miliardi e toccare anche il settore alimentare, oltre a regali e addobbi per le feste. E’ il prezzo da pagare per uscire il prima possibile dalla pandemia, anche se si riuscisse ad avere qualche ora di serenità. “Togliere il coprifuoco a Natale? Non ne abbiamo ancora parlato – spiega il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova -. Non è questione di essere favorevoli o contrari, si tratta di lavorare e impegnarsi tutti con responsabilità per arrivare alle feste con una condizione sanitaria migliore rispetto a quella di adesso”. In ogni caso dovrà essere un Natale sobrio , con distanziamento e mascherine, con molti divieti che rimarranno in vigore. Anche se un grosso rischio potrebbe arrivare proprio dalle abitudini tipicamente italiane legate a questa festa: cenoni in famiglia con decine di invitati e viaggi da una parte all’ altra del Paese per ritrovare i parenti. Tradizioni che il governo proverà certamente a “scoraggiare”, anche se questo non potrebbe bastare.

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