11 Novembre 2020

Scuola, i prof in quarantena devono fare la didattica a distanza Le scelte di Puglia e Basilicata

 

, devono svolgere attività di didattica digitale integrata . Nel caso in cui le stesse classi possano svolgere l’ attività in presenza il docente svolgerà la didattica integrata laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste dai quadri orari ordinamentali. La norma adesso è inserita ufficialmente n. Il documento sottoscritto prevede che la Ddi si svolge «nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli organi collegiali e dell’ autonomia progettuale e organizzativa delle istituzioni scolastiche». E ancora che «qualora intervengano sospensioni dell’ attività didattica in presenza a causa dell’ emergenza sanitaria in atto, e si faccia ricorso alla Ddi, il personale docente sarà tenuto al rispetto dell’ orario di servizio e alle prestazioni connesse all’ esercizio del profilo professionale e assicurerà le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza utilizzando gli strumenti informatici o tecnologici a disposizione». A «L’ abitazione è un luogo di lavoro? La sicurezza come viene configurata? E la privacy? Un’ ora di lezione in presenza equivale ad un’ ora on line? La DAD è diversa dalla DID? L’ esposizione al video di docenti ed alunni come va regolamentata? Come si garantisce la vigilanza ? E gli infortuni sul lavoro?». Rileva il segretario Pino Turi: «». Ma è anche vero che le famiglie sono preoccupate per l’ andamento didattico dei propri figli. Perché ad ogni quarantena di classe, cioè ogni stop imposto da un caso positivo, si rischia di perdere dai dieci ai 20 giorni di lezione. E anche se le lezioni online non sono sempre amate (è di oggi la protesta degli studenti della scuola media Calvino e del liceo Gioberti che hanno seguito le lezioni davanti agli ingressi degli istituti a Torino) senza didattica a distanza «automatica», la perdita per gli studenti è netta. «Col massimo rispetto per chi ha fatto scelte diverse, parlare di un contratto poco chiaro, tanto da aver bisogno di una nota illustrativa del Ministero, quanto priva di alcun fondamento», difende Maddalena Gissi, Cisl. Intanto la didattica a distanza sta sempre più prendendo piede, anche alla luce del peggioramento dei dati generali. «Poche ore fa ho sentito i rappresentanti del mondo della scuola, per valutare insieme le condizioni della `Didattica a distanza’ per le medie e le elementari, seguendo l’ andamento della pandemia, perché », ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo nel corso della riunione del Consiglio regionale, che si sta svolgendo a Potenza. Da domani la Basilicata passerà dalla zona gialla a quella arancione. Potrebbe rischiare un nuovo scontro con il ministero dell’ Istruzione? Perché. Il Ministero dell’ Istruzione si è costituito nel giudizio in corso dinanzi al Tar Puglia sull’ ordinanza regionale che da fine ottobre ha disposto la didattica a distanza anche nelle scuole elementari e medie. Il procedimento nasce dal ricorso del Codacons Lecce e di alcuni genitori di figli in età scolare che hanno chiesto l’ annullamento della delibera regionale ottenendone la sospensione.. Una scelta ancor più criticata dalla ministra Lucia Azzolina.
Valentina Santarpia

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