11 Novembre 2020

Buche, il mago dei ricorsi perde la causa con il Comune

niente risarcimento a rienzi (codacons) cadde in via in arcione mentre pioveva l’ avvocatura capitolina: mancano prove e non c’ è la relazione della polizia locale
IL CASO Risarcimento per la caduta sulla buca negato e causa archiviata. Così Carlo Rienzi, presidente Codacons, è finito nel labirinto burocratico del Campidoglio. Questa volta da vittima. In più di un’ occasione ha infatti offerto la copertura legale a chi, proprio come lui il 12 dicembre del 2019, è inciampato su una buca. Tra i tanti, il ballerino professionista originario della Campania che due anni fa, a Roma per un casting, aveva visto sfumare il sogno di essere selezionato in una compagnia di ballo rompendosi il malleolo su una voragine poco distante dalla stazione Termini. Con il referto del policlinico Umberto I, si era presentato al Codacons che aveva avviato la procedura legale – ancora in corso – contro il Comune di Roma per il risarcimento. E così ha fatto Rienzi: dopo la caduta in via in Arcione, dietro Fontana di Trevi che gli aveva causato lesioni ed escoriazioni alle gambe, ha avviato l’ iter per il risarcimento. Che è stato però rimandato al mittente. Dall’ Avvocatura capitolina è arrivato il «parere negativo del tentativo di conciliazione». L’ ACCERTAMENTO «Il sinistro» si legge nel documento siglato da Raffaella Fantauzzi, responsabile di dipartimento «non appare sufficientemente provato. Inoltre difetta del requisito di invisibilità e imprevedibilità. Inoltre, manca il verbale della polizia Locale pertanto non è disponibile una relazione dell’ intervento sull’ accertamento dello stato dei luoghi». Motivazioni che, secondo Rienzi «non sono adeguate per non procedere». Così come era stato chiarito nella documentazione, quel giorno via in Arcione era allagata per un violento temporale. La buca quindi, era coperta dall’ acqua. Non è tutto. Alla contestazione della mancanza del verbale dei vigili, il presidente chiarisce: «Non è un atto obbligatorio, viene chiaramente indicato nei parametri del ricorso. Si tratta in realtà di un documento aggiuntivo». IL DOCUMENTO Le contestazioni sono state poi riportate in una diffida già inoltrata al Comune di Roma e all’ agenzia assicuratrice. Un atto per contestare: «Le motivazioni che lasciano trapelare segni di noncuranza e negligenza», viene sottolineato. Il capitolo sul risarcimento dunque non è ancora concluso. Anche perché nel documento legale inviato per aprire il procedimento, erano stati inseriti tutti gli elementi richiesti. Cioè il materiale fotografico con le immagini dell’ avvallamento, delle ferite riportate, la dichiarazione di un testimone. Ancora: i certificati e gli esami medici eseguiti dopo la caduta e quindi, le ricevute delle spese mediche sostenute. «Ma tra gli elementi contestati – precisa il presidente Rienzi – quello che lascia perplessi è il verbale dei vigili che mancherebbe alla documentazione per procedere. Eppure – sottolinea – il sito stesso del Comune di Roma, nella sezione come rivolgersi alla camera di conciliazione, in riferimento all’ elenco della documentazione richiesta al cittadino precisa che il verbale della polizia Locale relativo all’ incidente è fortemente raccomandato. Ma non obbligatorio». Proprio questi sono i presupposti della diffida inoltrata e che potrebbero riaprire il caso: «Procederò attraverso tutte le vie legali a mia disposizione per ottenere quanto mi spetta. Le motivazioni sull’ archiviazione – conclude Rienzi – non sono accettabili in questi termini. Senza considerare che il Comune, proprio sulla documentazione, si contraddice da solo». Flaminia Savelli [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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