10 Novembre 2020

Sanità scontro in Campania, ma sulla didattica integrata il Tar dà ragione a De Luca

il governatore all’ attacco: «sul nostro sistema sanitario sciacallaggio mediatico. scandalosa, però, la folla sul lungomare»
NAPOLI. Mentre all’ esterno dell’ ospedale Cotugno a Napoli i pazienti nelle auto in fila nel piazzale attendono di essere visitati e in tutta la regione cresce l’ allarme per l’ assenza di bombole d’ ossigeno, la sanità campana, tra polemiche su posti letto disponibili e sistema di cure in tilt, diventa terreno di scontro. Tanto che il governatore Vincenzo De Luca non usa mezzi termini quando afferma che in questi giorni si sta «assistendo a vicende intollerabili: uno sciacallaggio mediatico senza precedenti sulla sanità campana, teso ad accreditare l’ idea di manovre oscure messe in atto per nascondere la realtà». Nel suo mirino «dichiarazioni estemporanee di qualche “consulente” scientifico che continua ad esternare a ruota libera». Le scene del week end lo hanno sconcertato. Parla di «esempi di comportamenti scandalosi e irresponsabili sul piano delle competenze istituzionali e delle responsabilità personali. Sono clamorose e davvero insostenibili le immagini del lungomare di Napoli con assembramenti vergognosi e nella più totale assenza di ogni forma di controllo. Agli occhi dell’ Italia basterebbero quelle immagini per motivare una zona strarossa al di là dei dati ospedalieri e sanitari». La questione dei dati sanitari è particolarmente delicata. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, prende posizione ufficiale per smentire le notizie di stampa «secondo le quali sarebbero state avviate indagini preliminari sull’ ipotizzata falsità di dati sanitari rilevanti per la gestione dell’ emergenza epidemiologica in Campania». A questo riguardo, precisa il procuratore, «nessuna iniziativa è stata assunta né tanto meno annunciata da questo Ufficio». De Luca, intanto, incassa un altro pronunciamento positivo dalla giustizia amministrativa. Il Tar, con tre decreti pubblicati oggi, ha infatti respinto le richieste di sospensione dell’ ordinanza n.89 con la quale il presidente della Campania, lo scorso 5 novembre, ha disposto la chiusura di tutte le scuole (primarie, secondarie e dell’ infanzia) fino alla 14 novembre. Oggi si registra un calo dei casi in Campania, 3.120 ma con molti meno tamponi, 15.793: la percentuale tamponi-positivi è comunque del 19.75% e la situazione sul campo è molto pesante. Lo testimonia la situazione degli ospedali (il Codacons parla di caos e annuncia la presentazione di un esposto in Procura), le file ai pronti soccorso mentre gli infermieri, in trincea sulla prima linea della lotta al Covid, sollecitano «provvedimenti più restrittivi per la tutela della salute pubblica e la salvaguardia della nostra famiglia professionale. Gli Infermieri stanno lavorando in condizioni estreme, con turni massacranti, con Dpi insufficienti e non sempre adeguati e con la grave carenza di organici più volte denunciata. Il numero di Infermieri e Infermieri Pediatrici contagiati ormai è incontrollabile. Poniamo rimedio prima che sia troppo tardi».

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