7 Novembre 2020

Retromarcia obbligata: elementari e medie in aula «ma scelgono i genitori»

nuova ordinanza di emiliano dopo la decisione dei giudici: solo per le superiori resta la dad
Vincenzo DAMIANI Contrordine, da oggi si torna a scuola. Potranno farlo gli alunni delle elementari e delle medie, per gli studenti delle superiori si prosegue con la didattica online. Però, se i genitori dei bimbi delle primarie vorranno, potranno chiedere agli istituti di continuare con le lezioni a distanza ed eventuali assenze saranno giustificate. Dopo una settimana di sospensione delle lezioni in presenza, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, fa retromarcia e con una nuova ordinanza riapre gli istituti scolastici. In realtà, nonostante il nuovo Dpcm, il governatore e l’ assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, avrebbero voluto confermare lo stop alla didattica in aula, tanto che giovedì sera, durante un incontro, ai sindacati era stato detto chiaramente che non c’ erano le condizioni dal punto di vista epidemiologico per riportare gli alunni a scuola. Almeno sino al 23 novembre. Ieri mattina, però, la doccia fredda, inattesa per Emiliano e il suo staff: il Tar di Puglia ha accolto il ricorso del Codacons Lecce, sospendendo l’ efficacia dell’ ordinanza. A quel punto, la strada si è fatta in salita, nonostante contemporaneamente il Tar di Lecce, invece, avesse respinto un altro ricorso contro la chiusura delle scuole. Due le soluzioni possibili per la Regione: insistere sulla interruzione delle lezioni in presenza, con la consapevolezza, però, che sarebbe arrivato immediatamente un altro ricorso che, presumibilmente, il tribunale amministrativo di Bari avrebbe accolto di nuovo; oppure incanalarsi nella decisione del Tar, evitando uno scontro infruttuoso che avrebbe aggiunto altro caos e smarrimento tra studenti, professori e famiglie. Emiliano ha scelto la seconda via, però ha concesso una facoltà alle famiglie: i genitori che decideranno di non mandare a scuola i propri figli e vorranno chiedere la didattica online potranno farlo, le assenze saranno giustificate se gli istituti non saranno in grado di garantire le lezioni a distanza. Un provvedimento che inchioda gli istituti scolastici che ancora non si sono attrezzati. «Con decorrenza dal 7 novembre 2020 si legge nella nuova ordinanza firmata ieri sera – e sino a tutto 3 dicembre 2020, l’ attività didattica si deve svolgere in applicazione del Dpcm 3 novembre 2020». Però, poi, viene specificato che le scuole elementari e medie dovranno, «al fine di consentire anche in Puglia la tutela della salute pubblica» e per «ridurre il rischio di diffusione epidemica», «garantire il collegamento online in modalità sincrona per tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente per i propri figli di adottare la didattica digitale integrata, anche in forma mista, e anche per periodi di tempo limitati coincidenti con eventuali quarantene o isolamenti fiduciari, in luogo dell’ attività in presenza». Emiliano evidenzia che «agli studenti che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza e che pertanto l’ eventuale assenza deve sempre considerarsi giustificata». Per quanto riguarda, infine, le scuole secondarie di secondo grado queste «adottano forme flessibili nell’ organizzazione dell’ attività didattica» in modo «che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata». «Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’ uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’ effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali». «Nessuno commenta Emiliano – potrà essere obbligato ad andare a scuola in presenza e le eventuali assenze saranno giustificate. Tutti avranno diritto a richiedere la didattica a distanza per tutelare la propria salute. Le scuole dovranno dotarsi immediatamente della possibilità di fare didattica a distanza». Emiliano commenta anche la decisione del Tar di Bari che, ieri mattina, aveva sospeso l’ efficacia dell’ ordinanza che, lo scorso ottobre, aveva disposto la chiusura delle scuole. «Finalmente la verità da parte dei giudici sulle gravi difficoltà a tutelare la salute dei bambini pugliesi attraverso un efficiente sistema di didattica a distanza. I giudici del Tar di Bari preso atto della inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la dad, sono costretti a mandare a scuola i nostri bambini più piccoli in presenza. Mentre al contrario per i ragazzi delle superiori lo stesso governo ha ammesso l’ insicurezza della didattica in presenza, tanto da vietarla. Una drammatica contraddizione che ha messo in contrapposizione due sezioni dello stesso Tar Puglia visto che la sezione di Bari ha sospeso la mia ordinanza e quella di Lecce ne ha confermato la legittimità. Un pasticcio perché non si è investito abbastanza sulla didattica a distanza che durante una pandemia avrebbe dovuto essere messa a punto già da tempo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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