Istat: l’ incertezza regna sovrana
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fonte:
- La Sicilia
crescita. dopo il rimbalzo estivo i dati sono tornati tutti negativi ed è difficile fare previsioni migliori circa le prospettive dei prossimi mesi, a causa delle conseguenze delle nuove restrizioni
Domenico ContiROMA. Dopo il rimbalzo estivo «le prospettive per i prossimi mesi appaiono incerte» e, di fatto, la ripresa va in «pausa». A fotografare i rischi per la ripresa dell’ economia è l’ Istat, che nella nota di aggiornamento mensile usa la prudenza: i dati finora disponibili su ottobre-dicembre «evidenziano un quadro ancora parziale». Tuttavia, fra le righe è difficile non cogliere rischi per lo scenario dei prossimi mesi, con una fiducia dei consumatori in negativo, e consumi che già a settembre, senza ancora alcun “lockdown” e, dunque, per il solo effetto dei contagi, rallentavano su anno (+1,3%) e scendevano rispetto ad agosto (-0,8%) indicando l’ esaurirsi del forte rimbalzo del trimestre (+13% rispetto ai tre mesi primaverili). Numeri che raccontano la situazione delle famiglie italiane al rientro dalle ferie, fra contagi che tornavano in rialzo, e dunque grande prudenza a uscire, andare al ristorante, al bar, per non parlare dei viaggi. Dati «estremamente negativi» e «destinati a peggiorare» ora che si torna a metter mano a restrizioni, secondo il Codacons. Un quadro, secondo Confcommercio, «peggiore rispetto alle attese» e «destinato ad amplificarsi nei prossimi mesi col riacutizzarsi della pandemia e il ritorno a misure di limitazione della mobilità e delle attività produttive». Coldiretti mette il dito nella piaga delle nuove misure di contenimento del virus appena annunciate dal governo: 128.000 fra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi sarebbero chiusi nelle 6 regioni arancioni e rosse, con una perdita di fatturato mensile che l’ associazione stima in almeno 2,7 mld, aspettandosi un «effetto a valanga» sull’ intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. Nella sua nota, l’ Istat evidenzia un «forte peggioramento» delle aspettative sul lavoro, frutto probabilmente del timore di ciò che accadrà una volta terminata la Cig che obbliga chi aderisce a non licenziare. E ancora, una tenuta della fiducia nel commercio al dettaglio e nell’ industria, ma anche il peggioramento nel terziario, appesantito dal turismo congelato. Sintomi di una «pausa nella ripresa» dopo il rimbalzo di oltre il 16% nel terzo trimestre cui il governo, in parallelo con i Dpcm “antivirus”, cerca di rispondere con una nuova tranche di ristori economici alle categorie più colpite. C’ è chi è più netto dell’ istituto statistico, tenendo conto in particolare di ciò che succede in Europa, con “lockdown” più pesanti di quello italiano che impatteranno su crescita ed export della Penisola. Lo ha spiegato chiaro e tondo Paolo Gentiloni, a valle delle nuove stime della Commissione Ue che hanno ridimensionato la recessione italiana 2020 a -9,9%, ma anche la crescita 2021 a +4,1%, due punti in meno rispetto al precedente 6,1%: implicito che scontino un quarto trimestre difficile che si trascina sui primi mesi del nuovo anno. Di fronte alla recrudescenza della pandemia – ha spiegato Gentiloni – «sono state adottate nuove misure di contenimento. Il rimbalzo è stato interrotto. La crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021». Al di là dei numeri, che in tempi di Covid ballano con gli alti e bassi dei contagi, la parola che rimbalza dalla Bce all’ Istat al Fmi è proprio «incertezza».
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