>>>ANSA/Antitrust, PagoPa non è l’unico mezzo di pagamento
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fonte:
- Ansa
Chiarire nodo domiciliazione bancaria. PagoPa, bene segnalazione
ROMA
(ANSA) – ROMA, 05 NOV – Direttive troppo confuse sui metodi di pagamento accettati dalle amministrazioni pubbliche. Tra modifiche e deroghe normative, si è creata un’incertezza che – sebbene la piattaforma PagoPa non sia ancora lo strumento esclusivo adottato – ha portato a escludere de facto e in modo del tutto “ingiustificato” opzioni come la domiciliazione bancaria per il pagamento di tasse come la TARI. Opzione che, peraltro, grazie al decreto Rilancio premierebbe l’utente con uno sconto applicando una riduzione fino al 20% dell’aliquota . L’ Antitrust mette sotto la lente il sistema e chiede che si faccia chiarezza sulle modalità di pagamento che le amministrazioni pubbliche possono accettare visto che la piattaforma PagoPa non è il mezzo ‘esclusivo’. In un parere l’Autorità rileva che, nonostante il Codice dell’Amministrazione Digitale preveda un obbligo di utilizzo esclusivo della piattaforma PagoPA, le relative Linee Guida precisano che si possano affiancare anche altri metodi di pagamento, tra cui la domiciliazione bancaria. Una segnalazione, quella dell”Autorità, che viene accolta “con favore” dalla società PagoPa non solo perchè ritiene necessario “eliminare questo tipo di incertezze” ma soprattutto per aver messo in evidenza “un aspetto rilevante riguardo l’adesione obbligatoria alla piattaforma pagoPA da parte degli Enti pubblici”. Le Amministrazioni, viene spiegato dalla società, devono poter “consentire ai cittadini di continuare a utilizzare anche i metodi di pagamento non ancora integrati su pagoPA, tra cui la domiciliazione bancaria e il modello F24” così come “già precisato nelle Linee guida”. Anche il Codacons condivide i rilievi sollevati dall’Autorità e chiede di “ampliare le modalità di pagamento in favore della P.A”, mentre l’Unione Nazionale Consumatori boccia la creazione di un “monopolio per i pagamenti alle amministrazioni pubbliche”. Nelle sue considerazioni, l’ Antitrust rileva anche che “deroghe e proroghe hanno interessato il dies a quo di decorrenza dell’obbligo, che è stato dapprima prorogato al 30 giugno 2020 e poi, da ultimo al 28 febbraio 2021”. E proprio questo susseguirsi di modifiche normative ha generato incertezza nelle Amministrazioni Pubbliche, tanto che alcune hanno “ristretto al solo sistema pagoPA le modalità ammesse per i pagamenti” basandosi sul “presupposto dell’entrata in vigore del sistema pagoPa”. Per l’Autorità l’incertezza normativa determina anche “effetti sulla concorrenza” dal momento che ha portato “all’ingiustificata e non corretta esclusione di una modalità di pagamento, quale il Sepa Direct Debit, senza che essa sia stata al contempo integrata nel sistema pagoPA, impedendone, quindi, l’uso tout court, con possibili effetti anche sull’efficienza della riscossione e sui costi sopportati dai debitori”. (ANSA).
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