1 Novembre 2020

Scandalo del crematorio La silenziosa protesta con quattrocento lumini

mauro zola BIELLA Ha un forte valore simbolico la manifestazione organizzata oggi dai parenti di defunti che sono stati cremati nel tempio di Biella. Questo pomeriggio si ritroveranno alle 16,30 prima davanti al crematorio, dove accenderanno quattrocento lumini a ricordare la perdita dei tanti che hanno presentato denuncia e che aspettano di sapere se potranno sostenere le proprie ragioni nel corso di un processo. Subito dopo il gruppo si sposterà davanti alla sede dell’ ecocentro di via per Candelo, davanti al quale verranno deposti altri cento lumini e un mazzo di fiori. «Per ricordare i nostri parenti gettati nei rifiuti» è la motivazione di questa seconda celebrazione dura e così sincera da essere inquietante. Neppure la condanna in primo grado dei due fratelli Alessandro e Marco Ravetti, è infatti riuscita a rasserenare gli animi dei circa 400 familiari di defunti, cremati prima che iniziassero le indagini dei carabinieri sugli abusi compiuti dalla So.Cre.Bi, dalle doppie cremazioni alle ceneri umane gettate nei cassonetti dell’ immondizia. Certo, non sono mancate pubbliche esibizioni di soddisfazione, con un gruppetto di irriducibili che ha sostato fuori dal tribunale in tutte le udienze, ma resta tanta la voglia di poter avere una propria giustizia. A organizzarne la maggior parte è stato il Codacons, insieme all’ avvocato Alessandra Guarini, che hanno redatto e presentato le denunce e, quando la Procura ha chiesto l’ archiviazione, ha predisposto il ricorso. Sempre Il Codacons ha contattato l’ ex comandante del Ris Luciano Garofano e organizzato l’ esame delle ceneri contenute in alcune urne alla ricerca di un Dna diverso da quello dei familiari o di più Dna nello stesso contenitore. Analisi affidate un laboratorio torinese e che hanno richiesto un esborso economico non indifferente, 2440 euro a urna. Spesa che molti tra i familiari hanno affrontato senza tentennamenti, alla ricerca disperata di una certezza e forse anche di una consolazione, nell’ ansia di sapere se effettivamente le ceneri davanti a cui si raccolgono in preghiera da anni sono quelle dei loro cari defunti. Se ancora una volta il ricorso verrà rigettato e non si potrà aprire un processo penale nei confronti dei Ravetti, l’ intenzione è di passare alla causa civile. «Ma non certo perché ci interessano i soldi di un eventuale risarcimento » ci tengono a precisare. Sempre soltanto per quella urgenza insopprimibile di sapere anche a costo di soffrire ancora. – © RIPRODUZIONE RISERVATA Oggi la manifestazione organizzata dai parenti di defunti che sono stati cremati nel tempio di Biella micheletti il caso.
mauro zola

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this