13 Ottobre 2020

Il calcetto è già in trincea «Sui campi niente contagi»

i gestori degli impianti: «abbiamo investito in sicurezza, perché le restrizioni?» ma il codacons promette battaglia: «subito i rimborsi a chi ha già pagato»
PRATO «Siamo stati gli ultimi a riaprire e ora vietare le partite fra privati nelle nostre strutture significa rinunciare a buona parte degli introiti necessari a ripagare le spese dell’ impianto. Questo è un settore già in ginocchio, il governo deve evitare di dargli il colpo di grazia». I gestori degli impianti del calcio a 5 e a 7 amatoriale si ribellano alle ulteriori restrizioni prospettate dal governo come forma di prevenzione del contagio da coronavirus. La paura di perdere parte di quelle entrate necessarie a fare fronte alle spese è tanta. E la mobilitazione in ogni sede è già scattata. «Non ho mai sentito la notizia di un contagiato su un campo da calcetto – commenta Paolo Figna dell’ Opes Toscana Calcetto – Abbiamo riaperto a luglio, eppure non mi pare ci sia stato un boom di contagi né a Prato, né in Toscana, né nel resto d’ Italia. Adesso che possiamo entrare nel vivo dell’ attività tornano a volerci imporre delle limitazioni. Eppure noi abbiamo sempre rispettato le regole, misurato la temperatura, tenuto il registro delle presenze. Quindi mi domando: perché sempre noi?». D’ accordo anche Cristiano Sonetti dello Sporting Club Mezzana: «Le nostre sono realtà controllate – dice – Abbiamo fatto investimenti in misure anticontagio, chiediamo solo di poter lavorare nel rispetto delle regole. Le spese sono tante, le utenze arrivano tutti i mesi, convivere con sempre nuove limitazioni significa portare questo settore alla crisi definitiva». Sui social nel frattempo si sono formati gruppi di gestori di impianti di tutta Italia nei quali si minaccia di non rispettare le nuove limitazioni. Ma di pari passo a mobilitarsi è stato pure il Codacons Toscana che chiede rimborsi in caso di stop alle attività amatoriali già pagate. «Lo stop agli sport amatoriali determinerà l’ impossibilità di praticare tutta una serie di discipline – si legge su una nota – Attività spesso già pagate dai cittadini, attraverso ad esempio abbonamenti a campi sportivi, tessere di iscrizione alle strutture, corsi, lezioni. Soldi che, in caso di divieto alle attività sportive, dovranno essere restituiti agli utenti, non tramite voucher, ma ricorrendo ai rimborsi in denaro. Altrimenti il Codacons Toscana si farà promotore di una valanga di ricorsi in regione per far ottenere ai consumatori i rimborsi delle spese sostenute per attività sportive che non potranno più praticare». Matteo Giusti dell’ Msp parla invece di «situazione preventivabile. Era logico, vista che la seconda ondata di contagi, che saremmo stati i primi sui quali potevano piovere restrizioni, però non si può limitare a tempo indeterminato tutta l’ attività». Stefano De Biase © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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