12 Ottobre 2020

«Famiglie in grande difficoltà e la teledidattica non decolla»

in campo le associazioni dei consumatori «chiamati da tanti genitori che sono allo sbando» «studenti costretti a non frequentare le lezioni pure per uno starnuto: si compromette l’ apprendimento»
Maurizio TARANTINO Famiglie in difficoltà con le assenze dei figli da scuola: le associazioni dei consumatori pronte ad intervenire. Problemi che vanno ad aumentare in maniera notevole, con l’ arrivo dei primi freddi, mettendo in crisi genitori e alunni, privati del diritto all’ istruzione per questioni, il più delle volte, meramente burocratiche. Uno dei nodi è la teledidattica che gli istituti sono pronti ad attivare in caso di lockdown generalizzato, ma non ancora per i singoli casi se non per situazioni eccezionali. La normativa prevede la riammissione degli alunni in classe con la presentazione del certificato medico dopo tre giorni di assenza e nella scuola dell’ infanzia e dopo cinque giorni nelle altre scuole. «Mancano delle linee guida regionali – sottolinea Cristian Marchello del Codacons -, che puntualizzino quanto previsto dalle indicazioni nazionali. E fare delle distinzioni se le assenze non rientrano tra i problemi di salute. È necessario verificare se il ragazzino ha avuto dei sintomi relativi al covid ovviamente e quindi la certificazione del medico è indispensabile. Da quello che sappiamo, c’ è stato un intasamento degli uffici sanitari: molte famiglie hanno chiesto il tampone con un rallentamento delle operazioni con conseguente ritardo nei rientri a scuola. Bisogna trovare un sistema per tutelare le famiglie costrette a tenersi i figli a casa anche solo per uno starnuto e che fanno assenze a manetta, senza poter recuperare adeguatamente. C’ è un cortocircuito che va eliminato». L’ avvocato Marchello punta sui cosiddetti tamponi rapidi: «Bisogna capire le famiglie, vogliono risposte chiare, senza mettere in pericolo la salute dei figli. I tamponi veloci possono dare quell’ accelerata che ci aspettiamo. Se non c’ è la possibilità di farlo, allora deve essere garantita la didattica a distanza. E il tampone deve essere fatto di frequente, con una periodicità che dia la possibilità a tutti di poter lavorare. L’ istruzione deve essere garantita e non ci devono essere aggravi per le famiglie. Quindi linee guida regionali che garantiscano certezza e uniformità di azione e poi i test gratuiti periodici. Abbiamo intenzione di essere vigili su questa situazione: siamo pronti ad intervenire a tutela della salute di studenti e insegnanti e ovviamente delle famiglie». Timori raccolti anche dalla Cisl attraverso l’ Adiconsum che ha già raccolto diverse segnalazioni di genitori in difficoltà, come spiega il referente Lucio Paolo Guida: «Non nascondo che molte famiglie ci hanno chiamato non sapendo bene come comportarsi. Ci sono problemi anche solo per un semplice mal di pancia, e magari il padre e la madre, sono impegnati e lavorano. Spesso quando vengono chiamati i figli, non sempre si ha la disponibilità di avere a che fare con i nonni, che hanno sopperito a tanti problemi. La maggior parte delle segnalazioni riguarda come comportarsi il giorno dopo l’ avvertimento dei sintomi. E inizia il calvario che mette in croce i genitori, impedendo ai ragazzi di restare al passo con la classe. Il certificato è importante anche per evidenziare come non ci sia rischio di contagio, ma in molti casi i medici sono restii a dare il via libera. Non è facile prendersi questa responsabilità. Di certo siamo in una fase interlocutoria, ma non possiamo continuare. Se le cose dovessero continuare così, ci muoveremo quanto prima in maniera ufficiale». Allarme ripreso dall’ Unione nazionale dei consumatori, il cui referente, l’ avvocato Andrea Maggiulli è pronto a sostenere le richieste delle famiglie, soprattutto con l’ arrivo della stagione invernale: «Siamo preoccupati perché da quello che è il trend di queste prime settimane di scuola, c’ è il rischio che si vada avanti in maniera scoordinata e questo non può essere che un danno per tutti. I genitori dovrebbero essere tutelati, con delle disposizioni chiare e soprattutto con l’ ausilio della teledidattica. Malgrado tutto abbiamo gli strumenti e la tecnologia necessaria per avviare servizi alternativi per i ragazzi, in modo da non far perdere neanche un giorno a chi resta indietro. Se così non dovesse essere, allora interverremo in maniera ufficiale, chiedendo interventi immediati». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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