11 Ottobre 2020

Dopo i contagi, due anziane morte

erano ospiti della rsa di montagnaga dove è scoppiato un focolaio
Patrizia Todesco Quando il Covid entra nelle Rsa il rischio che possa uccidere è altissimo. E così, dopo il freddi numeri sui contagi dei giorni scorsi, ieri alla Rsa di Montagnaga gli operatori hanno dovuto fare i conti con la morte. Due le anziane decedute nella notte tra venerdì e sabato. Una aveva 90 anni, l’ altra 96. Si tratta di due donne. Entrambe erano risultate positive a Covid-19. «Erano persone affetta da pluripatologie – spiega il direttore della Spes Italo Monfredini – e quindi è difficile dire se siano decedute con Covid e per Covid. Erano persone molto, molto fragili». Oltre che per i decessi, a Montagnaga la situazione rimane critica anche per i contagi. 14 gli operatori positivi e 24 gli ospiti, per un totale di 36 persone. «Gli ospiti positivi sono stati separati. È stato costituito un nucleo interno e alcune persone verranno spostate a Volano anche per questioni legate all’ assistenza avendo una fetta così consistente di personale “fuori gioco”. Fortunatamente la maggior parte sono asintomatiche, ma non possono comunque lavorare». In Azienda sanitaria da giorni stanno cercando di tracciare i contagi per capire eventuali collegamenti. Sotto la lente, oltre alla festa di laurea del 12 settembre, anche un matrimonio il 20 settembre a Cembra al quale ha partecipato numeroso il personale della Rsa di Montagnaga. Proprio a quella messa, nei giorni scorsi, erano stati collegati i casi di positività del coro di Cembra. Non si esclude che dunque, dalla festa di laurea Covid sia passato attraverso la festa di matrimonio per entrare poi nella casa di Riposo. «L’ indagine per capire dove e come le persone si sono contagiate non spetta a noi – fa presente Monfredini – Le altre 7 strutture Spes sono indenni, questa di Montagnaga è sicuramente una struttura molto colpita e queste sono le giornate peggiori. Noi faremo tutto il possibile. Le nostre priorità sono dare assistenza alle persone e proteggere il personale. Non ne abbiamo altre». Sul fronte case di riposo, la Provincia fa sapere che l’ attenzione è altra. «Con un monitoraggio accurato che riguarda il focolaio individuato nei giorni scorsi: qui sono emersi altri 9 casi (4 operatori e 5 ospiti), la maggior parte sono asintomatici (solo 1 operatore e 1 ospite presentano sintomi al momento). Il totale dei positivi sale pertanto a 45 (29 ospiti e 16 operatori)». Numeri ballerini e in continua evoluzione quelli dei contagiati nelle strutture. Numeri che preoccupano. «Stiamo preparando la struttura di Volano – conferma la presidente di Upipa Francesca Parolari – e entro la prossima settimana tutti i posti ora riservati al transito saranno convertiti in posti Covid mentre per il transito rimangono le strutture di Ala e Dro. Ovviamente però il passaggio alle strutture dipende dal fatto che queste rimango Covid free». A preoccupare, oltre ai contagi degli ospiti, è anche quello del personale. «L’ unica strategia è quella dei tamponi anche perché non si può impedire a questi lavoratori di avere una vita fuori. Pur non avendo colpe, però, loro spesso si sentono responsabili ed è nostro compito curare il loro benessere. Gli operatori vanno tutelati. La denuncia del Codacons la ritengono un gesto ingeneroso. Hanno parlato di ospiti denutriti e abbandonati. Ma scherziamo? Non è assolutamente verso. Il personale si è ammalato, ha lavorato ore e ore per supplire alle assenze dei colleghi, ha dato il massimo e alla fine si sente anche incolpato. Non è assolutamente giusto».

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