CORONAVIRUS: DEPOSITATO RICORSO CODACONS A TAR CONTRO ORDINANZA REGIONE LAZIO** (2) =
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fonte:
- Adnkronos on line
(Adnkronos) – L’ordinanza impugnata “risulta emanata senza alcuna
previa interlocuzione con il Governo. Non solo. Essa risulta emanata
senza alcun preventivo parere del Comitato Tecnico Scientifico. Nel
provvedimento impugnato si dà semplicemente atto di averlo sentito
‘per le vie brevi’! Del resto il Comitato tecnico-scientifico è stato
istituito appositamente per i profili tecnico-scientifici e per le
valutazioni di adeguatezza e proporzionalità di provvedimenti/misure
volte a fronteggiare la diffusione delle patologie derivanti da
Covid-19. Palese è, pertanto, l’eccesso di potere per carenza di
istruttoria […]”, afferma il Codacons nel ricorso.
“Al di là della inconsistenza e illogicità della motivazione -prosegue
il documento depositato al Tar- resta poi la abnormità di un
provvedimento che è assoluto e generalizzato. Per esso anche un
cittadino che transita da solo in una strada o in un giardino o in un
bosco, o che si siede da solo su una panchina di un parco a mangiare
un gelato o panino o solo a leggere il giornale dovrebbe indossare la
mascherina. Lo stesso gli abitanti del comune di Mercetelli in
provincia di Rieti che conta 85 abitanti in tutto di cui la metà
anziani sempre in casa dovrebbero indossare la mascherina anche solo
per uscire a prendere una boccata d’aria nella strada di casa, il che
mostra l’assurdo della disposizione. Inoltre la disposizione per la
sua assurdità demolisce la fiducia della gente nelle istituzioni e
nella loro serietà e porta la massa dei cittadini a rifiutare l’uso
della mascherina anche laddove sarebbe utile o necessario con un
effetto contrario a quello voluto”.
“Siamo totalmente favorevoli all’uso della mascherina per limitare i
contagi da Covid, ma riteniamo illegittimo introdurre obblighi
generalizzati e indiscriminati per i cittadini che non tengano conto
delle situazioni in cui vi siano reali pericoli sanitari – spiega il
presidente Carlo Rienzi – Ordinanze come quella della Regione Lazio
scaricano sulla collettività le incapacità dello Stato di far
rispettare le norme anti-Covid, e pertanto sono destinate a cadere
dinanzi al Tar”.
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