5 Ottobre 2020

L’obbligo di mascherine all’aperto “sempre e comunque” ha senso?

 

Questione di ore, ormai lo si dà per scontato: l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia pare cosa fatta (con tanto di multe), e sarà messo nero su bianco all’interno del prossimo Dpcm. Il governo Conte sarebbe anche intenzionato inoltre a introdurre un divieto per le Regioni di adottare provvedimenti meno restrittivi rispetto a quelli nazionali. Tutte le misure sono orientate al contenimento dei contagi che stanno tornando ai livelli della fase più acuta dell’emergenza, nonostante il numero di ricoveri e di terapie intensive non sia nemmeno lontanamente paragonabile. Ieri in Italia sono stati registrati 2.578 nuovi contagi (con più di 92 mila tamponi).
Mascherine obbligatorie anche all’aperto: Toti guida il fronte del no

Dalle Regioni c’è chi storce il naso. “L’introduzione dell’obbligo di indossare la mascherina ovunque in Italia anche all’aperto “sarebbe un passo indietro francamente inaccettabile”. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti a Radio1 a proposito dell’indicazione che potrebbe essere contenuta nel prossimo decreto del presidente del Consiglio. “Ritengo che un provvedimento universale e identico per tutto il Paese senza tenere conto delle varie situazioni sia un passo indietro. Francamente un provvedimento che dovesse in qualche modo colpire i poteri delle Regioni lo riterrei gravemente intollerabile”. Altri presidenti di regione potrebbero seguire Toti nel fronte del no alla mascherine all’aperto. “Le mascherine non possono diventare un bavaglio” diceva a giugno Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Non bisogna essere indovini per immaginare che la mascherina obbligatoria anche all’aperto possa diventare elemento di scontro politico.

Non la pensa così Zaia però. Il presidente del Veneto ha detto la sua: “In questo momento la mascherina all’aperto in Veneto non è necessaria ma magari domani cambia tutto. Le decisioni, quindi, le prendiamo di giorno in giorno. Poi, a prescindere dal decreto, questa è una scommessa sulla vita: indossare questo pezzo di tessuto sulla bocca e sul naso, non è un vezzo ma è una salvezza e di fronte ad un aut-aut così è assurdo che una persona debba aspettare l’imposizione del governo, lo trovo davvero inconcepibile. Invito tutti a continuare a non abbassare la guardia, a tenere le distanze, a igienizzarsi le mani e a proteggere naso e bocca. Non è un obbligo ma un dovere”.

L’eventuale obbligo di mascherine in ogni situazione “sta lasciando ancora molte perplessità tra i cittadini che non ne capiscono la necessità anche per circostanze in cui, ad esempio, si è da soli all’aperto” scrive sui social Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle: “A loro dobbiamo essere in grado di spiegare che i dati sull’aumento dei contagi ci impongono di adottare dei provvedimenti cautelativi per contrastare i rischi derivanti da un diffuso calo dell’attenzione”.
L’obbligo di mascherine all’aperto “sempre e comunque” ha senso?

Si può stare all’aperto senza mascherina?

Si può stare all’aperto senza mascherina? Quanto e dove si rischia di essere contagiati dal Sars-CoV-2 all’aria aperta? Virologi, epidemiologi, infettivologi, rianimatori e altri clinici, hanno più volte chiarito come il rischio di contagiarsi all’aperto sia inferiore, e di molto, rispetto agli ambienti chiusi, ma non pari a zero. “Sono sicuro che sia possibile essere infettati anche all’aperto, anche se la probabilità è notevolmente inferiore rispetto a uno spazio chiuso” ha detto Bruce Beutler, immunologo e genetista americano, premio Nobel per la Medicina 2011.

“Ci sono i dati sui coronavirus del raffreddore – spiegava invece qualche tempo fa Giorgio Palù, past president della Società europea di virologia e professore emerito di Microbiologia dell’università di Padova – che affermano come l’emivita all’aperto sia di meno di un’ora; dati più recenti, dimostrano che se esposto a essiccamento dell’aria, al caldo, ai raggi ultravioletti, il virus sopravvive pochi minuti. Se non c’è assembramento, da solo non ho il minimo rischio di infettarmi all’aperto, quindi la mascherina posso non portarla”. A proposito del Sars-Cov-2 mancano studi controllati che indichino che l’uso delle mascherine fuori da ospedali, Rsa, ambienti a rischio, ne riduca la diffusione.

Insomma, all’aperto da soli il rischio è bassissimo, a patto però di evitare assembramenti e mantenere la distanza di sicurezza dalle persone. Se ci si ferma a parlare con un gruppo di persone senza distanze ci si può ovviamente contagiare, ma serve un contatto stretto e prolungato, o ad esempio uno starnuto della persona con cui si sta parlando se qeust’ultima è contagiosa. Basterebbe il buonsenso, ma se ne è visto poco nel corso dei mesi di luglio e agosto. E proprio questo indurrà l’esecutivo a imporre l’uso delle mascherine in questo complesso autunno di lotta al coronavirus.
Mascherine obbligatorie sempre nel Lazio: ricorso del Codacons

L’obbligo di mascherine anche all’aperto nel Lazio non va giù al Codacons, che ha depositato il ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza della Regione, che “risulta emanata senza alcuna previa interlocuzione con il Governo. Non solo. Essa risulta emanata senza alcun preventivo parere del Comitato Tecnico Scientifico. Nel provvedimento impugnato si dà semplicemente atto di averlo sentito ‘per le vie brevi’! Del resto il Comitato tecnico-scientifico è stato istituito appositamente per i profili tecnico-scientifici e per le valutazioni di adeguatezza e proporzionalità di provvedimenti/misure volte a fronteggiare la diffusione delle patologie derivanti da Covid-19. Palese è, pertanto, l’eccesso di potere per carenza di istruttoria […]”, afferma il Codacons nel ricorso.

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