3 Ottobre 2020

VIRUS E SPORT Codacons diffida (con il Seregno) la Lega dilettanti

«Servono certezze. Non possiamo pagare stipendi come i nostri, senza essere sicuri di giocare». Le parole del presidente Davide Erba testimoniano come il rinvio della gara contro lo Scanzorosciate, prevista domenica scorsa, non sia andato a genio in casa Seregno calcio per la nebulosità delle cause di forza maggiore indicate dalla Lega Nazionale Dilettanti a motivo della sua decisione. Il comunicato emesso al riguardo dalla società bergamasca, che ha smentito di avere tra i suoi tesserati casi di positività al Coronavirus, confermando indirettamente quanto avevamo scritto sulle prime, e cioè che i test seriologici avevano evidenziato la presenza nell’ organismo di alcuni atleti di anticorpi del virus e richiesto un approfondimento, e la partitella di allenamento che i ragazzi allenati da Nicola Valenti hanno sostenuto domenica pomeriggio, approfittando dello spostamento della trasferta in Brianza, hanno quindi irritato ulteriormente la dirigenza azzurra. Va da sé che, in questa fase, il Seregno abbia incassato l’ appoggio del Codacons, storica associazione a difesa dei diritti dei consumatori, partito all’ attacco con una diffida della già citata Lega Nazionale Dilettanti. «Il calcio dilettantistico – si legge nel testo – è il settore che ha sofferto maggiormente delle restrizioni attuate dal governo a causa dell’ epidemia provocata dal Covid 19. Infatti, nelle serie minori sono presenti squadre che sopravvivono a stento grazie agli enormi sacrifici non solo dei giovani giocatori, ma anche dei loro presidenti. Il 10 agosto la Figc pubblicava un protocollo inerente le “Indicazioni generali per la ripresa delle attività del calcio dilettantistico e giovanile”, invitando le società a programmare i test sierologici in anticipo rispetto al momento del raduno o della prima gara e comunque non anteriormente a sette giorni precedenti». Ecco poi l’ affondo: «Ebbene, si rileva che è possibile conoscere i risultati dei test sierologici solo a distanza di due o tre giorni dal prelievo e, dunque, è opportuno, al fine di non alterare l’ andamento delle partite, eseguire i test sierologici non a ridosso del match, in quanto si rischierebbe di compromettere l’ intero campionato. Spettava alla Lega Nazionale Dilettanti verificare che la suddetta regola fosse attuata. Per tale motivo l’ associazione l’ ha diffidata a chiarire le modalità attraverso le quali viene accertato il rispetto del protocollo emanato dalla Figc il 10 agosto e le modalità di decisione sui rinvii delle partite e contestualmente ha chiesto accesso agli atti relativi alla presunta positività di alcuni giocatori dello Scanzorosciate».
paolo colzani

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