2 Ottobre 2020

De Laurentiis in Lega con i sintomi Covid Inchiesta in Procura ma senza conseguenze

NAPOLI Quando Aurelio De Laurentiis, il 9 settembre, ha partecipato all’ assemblea di Lega non sapeva di essere positivo al Coronavirus. È questo il presupposto che indurrà probabilmente la Procura di Milano a rendere nullo il fascicolo aperto a suo carico, dopo un esposto del Codacons che ha ipotizzato il reato di epidemia colposa. Il presidente del Napoli ha saputo del contagio in serata (provocando il panico tra i presidenti della serie A che erano stati in contatto con lui diverse ore), quando è rientrato nella sua residenza estiva a Capri e scoperto anche la positività della moglie Jacqueline. Aveva effettuato il tampone prima di prendere l’ aereo per Milano, nell’ ambito di analisi previste dal protocollo sanitario per i club e le squadre di calcio. Alla denuncia del Codacons, la Procura ha risposto con un «atto dovuto», sulla scorta del modello 45, senza indagati, né ipotesi di reato. Fascicolo aperto dal dipartimento tutela della Salute della Procura, guidato dal pm Tiziana Siciliano, ma destinato a non avere alcun seguito. Il dato di fatto è: non sapeva di avere il Covid. L’ indagine presumibilmente non ci sarà perché non sussiste l’ evento penalmente rilevante visti la mancanza di consapevolezza della positività e il fatto che successivamente non è stato riscontrato alcun contagio tra i presidenti in Lega. Per l’ organismo che tutela i diritti dei consumatori il patron dei partenopei, quel giorno, non aveva indossato la mascherina, come era evidente da un video andato in onda in tv, durante le interviste con i giornalisti. Imprudenza e leggerezza, sicuramente. Ma nessun reato, anche se De Laurentiis aveva già riferito ai colleghi di non sentirsi bene, attribuendo l’ indisposizione alla scorpacciata di ostriche della sera precedente. Circostanza quest’ ultima che, alla luce della notizia del contagio, aveva ancor più messo in agitazione e indispettito i presidenti di A, che gli imputavano quantomeno un comportamento superficiale, che avrebbe potuto mettere a repentaglio la salute pubblica. In tanti gli avevano inviato messaggi di solidarietà, per ragioni di diplomazia e correttezza formale. In realtà il disappunto era stato generale, come l’ ansia e la preoccupazione nel momento in cui la curva dei contagi stava registrando una nuova impennata. De Laurentiis quella sera, avvertito dell’ esito positivo del tampone, aveva avvisato il presidente della Lega, Paolo Dal Pino, e soprattutto il collega Oreste Vigorito del Benevento, che aveva ospitato sull’ aereo privato di ritorno da Milano. Gli altri presidenti, nelle 72 ore successive, si sottoposero al test e, per fortuna, tutti risultarono negativi. Aurelio De Laurentiis è clinicamente guarito, avendo avuto martedì scorso l’ esito negativo del doppio tampone.
monica scozzafava

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