16 Settembre 2020

Anziani morti e Covid in Rsa, Amato: “Fino a ora nessun fatto penalmente rilevante”

intanto ‘match’ tra regione e familiari delle vittime, assistiti dal codacons e ascoltati in procura
Rispetto ai decessi verificatisi nelle strutture per anziani durante l’ emergenza coronavirus “stiamo trattando i casi singolarmente e al momento non è emerso nulla di penalmente rilevante”.Lo ha riferito il procuratore capo di , Giuseppe Amato, ieri sera a margine di un’ iniziativa sulla sicurezza organizzata nell’ ambito della Festa dell’ Unità al Parco Nord. “Il tema vero è riuscire a capire se nelle strutture c’ è stato il rispetto delle regole cautelari costruite in corso d’ opera- continua Amato- tenendo conto dell’ eccezionalità del Covid”.Si tratta di “verificare il percorso nel tempo, ritornando all’ indietro al verificarsi degli episodi- spiega il procuratore- e poi capendo anche in generale l’ eccezionalità del Covid, che è una cosa che non va trascurata. Non siamo in presenza di una situazione che era prevedibile e sicuramente evitabile, siamo in presenza di un evento assolutamente eccezionale”.Intanto proseguono le indagini anche a sugli vittime del deceduti nelle Rsa e nelle Cra del capoluogo emiliano. Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno infatti sentito alcuni familiari degli ospiti dell’ istituto Sant’ Anna-Santa Caterina di , una delle case di riposo della città in cui durante il lockdown era scoppiato un focolaio di coronavirus e dove i Nas hanno effettuato controlli nei mesi scorsi.A fare il punto della situazione è Bruno Barbieri, presidente del Codacons dell’ Emilia-Romagna, che in città ha aperto l’ assemblea dei familiari degli vittime di in Emilia-Romagna, riunita con l’ obiettivo di creare un unico comitato regionale.Sono stati gli stessi parenti, con i loro esposti sulle Rsa e le Cra nel pieno dell’ emergenza, a portare la magistratura ad accendere i fari sulle morti degli nelle strutture dell’ Emilia-Romagna. “Le indagini sono ancora in corso e al momento non c’ è alcuna richiesta di archiviazione- spiega Barbieri, parlando alla ‘Dire’- alcuni familiari sono stati contattati dagli inquirenti per essere sentiti sulla documentazione prodotta, per integrare i documenti e avere chiarimenti. Questo su , su Ferrara e su altre province. Speriamo che al termine delle indagini si arrivi a una richiesta di rinvio a giudizio”.Nel frattempo, il Codacons e i familiari attendono ulteriori documenti dalla Regione. “L’ ultima istanza di accesso agli atti ha avuto una risposta al 50%- sottolinea Barbieri- quindi abbiamo dato un ultimatum all’ assessore Donini perché provveda entro una settimana a farci avere il materiale restante. E’ molto importante, perché la nostra situazione è molto simile a quella della Lombardia e ci sono mancanze che possono essere rilevate solo grazie a questi documenti che, non a caso, non ci sono stati dati”.Se dalla Regione non arrivera’ una risposta entro una settimana, avverte il presidente del Codacons, “ci rivolgeremo alla magistratura”. La Regione replica a stretto giro, spiegando in una lunga nota che tutta la documentazione richiesta “di propria competenza” sui decessi per nelle Rsa dell’ Emilia-Romagna è stata inviata “entro i termini previsti” e che “Sono stati rispettati i termini previsti per la consegna della documentazione e fornito tutto il materiale di competenza regionale”Allo stesso tempo, la Regione indica l’ Ausl di come “soggetto competente a cui fare riferimento per le uniche informazioni mancanti, quelle relative appunto alle attività svolte dall’ Ausl del capoluogo felsineo”.

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