15 Settembre 2020

Denunciato ADL  esposto del codacons: se sapeva di essere infetto è epidemia dolosa

di Marco Maffongelli NAPOLI – Un’ imprudenza, forse anche una superficialità. La presenza di Aurelio De Laurentiis all’ Assemblea di Lega a Milano la scorsa settimana ha provocato malumori tra gli altri presidenti di Serie A. Nessuno però ha accusato direttamente ADL dopo che si è saputo che era positivo al Coronavirus. Nessuno fino a ieri, quando il Codacons – come annunciato lunedì – ha provveduto a presentare un esposto di denuncia alla Procura di Milano contro il patron del Napoli. Al massimo dirigente azzurro viene contestato – da parte dell’ organo che cura gli interessi dei consumatori – il reato di ‘epidemia dolosa’. Secondo il Codacons, infatti “De Laurentiis si era presentato mercoledì all’ Assem blea di Lega Calcio, nonostante avvertisse un leggero malessere, mal di stomaco e dissenteria, così avrebbe spiegato ai colleghi, ai quali non era sfuggito che era meno effervescente del solito e con il viso un po’ pallido, che ‘era colpa delle cozze’. In molti hanno stigmatizzato il comportamento del presi dente e quindi si ritiene necessario fare il quadro della situazione in modo ancora più approfondito. E’ doveroso accertare se possa sussistere una responsabilità del presidente De Laurentiis che mercoledì 9 settembre si sarebbe presentato all’ Assemblea di Lega Calcio di Serie A nonostante non stesse bene e senza mascherina, per avere potenzialmente posto in pericolo la sicurezza e l’ incolumità pubblica e per epidemia dolosa”. Sulla questione è intervenuto il presidente del Codacons Carlo Rienzi (nella foto) che, a CalcioNapoli24Live, ha spiegato: “Se la magistratura accertasse che De Laurentiis, sapendo di essere positivo avendo già avuto l’ esito, è andato in riunione collettiva senza dirlo, può essere reato di epidemia e diffusione dell’ epidemia. Accertare se ADL sapesse già di essere positivo è compito della magistratura, noi del Codacons non abbiamo alcuna prova. Posso dire che quando io ho fatto il tampone ho saputo dell’ esito due ore dopo. Mi sembra strano che dopo una giornata (De Laurentiis si è sottoposto al tampone nella giornata di martedì, ndr) non lo sapesse. Noi speriamo che venga prosciolto, altrimenti la magistratura farà il suo corso”. E ancora: “L’ esposto? E’ la legge che attribuisce al Codacons di dover denunciare situazioni e fatti ritenuti illegali, per tutelare la collettività. Abbiamo denunciato oltre 50 persone scappate dalla quarantena. E’ un nostro dovere e continueremo a farlo. I reati sono colposi, dolosi o di dolo eventuale. Ci auguriamo che sia completamente innocente. Potrebbe essere assolto ma rischia anche un procedimento penale. Lo stesso rischio che corre una qualsiasi persona che esce di casa sapendo di essere positiva o che usciva durante il lockdown”. La questione, quindi, riguarda il fatto che De Laurentiis sapesse o meno di essere positivo al Coronavirus. Nel caso in cui fosse stato informato, la decisione di prendere ugualmente parte all’ Assemblea di Lega a Milano, dove si teneva un’ importante riunione in ottica diritti tv e introiti per i club, potrebbe configurare un reato ma sarà la magistratura a decidere in tal senso. Al tempo stesso però appare poco indicativo sapere che il giorno prima si era sottoposto a tampone perché tutti i presidenti di Serie A si sottopongono all’ esame in quanto previsto dal protocollo per le attività sportive. Anche gli altri presidenti di A fanno il tampone un paio di volte a settimana come i calciatori. Il fatto che sia stato sottoposto all’ esame non evidenzierebbe alcuna responsabilità perché è una ‘routine’ per i club in questa fase di ripresa dell’ attività agonistica. In più, a sua discolpa, De Laurentiis può evidenziare che è stato sottoposto a termoscanner diverse volte prima e dopo l’ Assembra di Lega senza che gli venisse contestato una temperatura corporea oltre i limiti fissati dal comitato tecnico scientifico. In più al momento nessuno dei presenti all’ Assemblea di Lega è risultato positivo al Coronavirus. Tutte situazione che la Procura di Milano dovrà vagliare nei prossimi giorni.

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