8 Settembre 2020

Alto Adige in aula, la Campania rinvia La Lega: pronta la sfiducia ad Azzolina

Mascherina, distanziamento e una grande emozione. Sono andate così ieri le prove generali di riapertura della scuola: tornati in classe gli studenti dell’ Alto Adige e gli alunni di alcune scuole di Torino (la Nigra e il liceo classico D’ Azeglio) e Milano (come il liceo Beccaria). Riaperta anche la materna di Vo’ Euganeo (il comune dove il 21 febbraio ci fu il primo decesso da Covid), così come gli asili e i nidi di molte città. La maggior parte degli istituti scolastici (quelli di 13 regioni) riaprirà i battenti il 14, il 16 suona la campanella in Friuli Venezia Giulia, il 22 in Sardegna, mentre in cinque regioni del Sud si rientra il 24 settembre, dopo le elezioni: ad Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria si è aggiunta anche la Campania, dove il governatore Vincenzo De Luca ha anche annunciato che il test sierologico per chi lavora a scuola sarà obbligatorio. Lo screening volontario, intanto, sta proseguendo a tappeto: in Emilia-Romagna il 97% del personale è risultato negativo, nel Fiorentino su 4.525 test in 7 giorni sono risultati 47 positivi (1%). Ma tra banchi monoposto in ritardo e insegnanti che mancano, le critiche sulla ministra dell’ Istruzione Lucia Azzolina non si fermano: e la Lega ha annunciato di avere pronta la mozione di sfiducia, annunciata dal leader Matteo Salvini ad agosto. Il testo dovrebbe essere depositato a palazzo Madama oggi stesso, dopo la condivisione con Forza Italia e Fratelli d’ Italia, e contiene anche elementi contro la storia professionale della ministra. Che dal canto suo minimizza: «Salvini? Sono diventata il suo pane quotidiano: vorrei chiedergli se lui si è impegnato a collaborare un po’ sulla ripartenza delle scuole o se ha usato il tema come una clava elettorale, terrorizzando famiglie e studenti». Anche la ministra della Famiglia Elena Bonetti invita a «non fare campagna elettorale sulla scuola», mentre il ministro della Salute Roberto Speranza sottolinea che «il problema della riapertura delle scuole è una sfida di tutti noi». È pur vero che il tempo stringe, e le preoccupazioni si moltiplicano in vista di lunedì prossimo. Il presidente dell’ associazione presidi, Antonello Giannelli, insiste sui lavoratori fragili, ricordando ad Azzolina che bisogna chiarire come gestire i prof a rischio. Il Codacons teme invece per i trasporti, che soprattutto a Roma potrebbero diventare luoghi di contagio. L’ Anief punta il dito sui troppi supplenti e pochi spazi. Ma che a scuola bisogna tornare lo conferma un’ indagine firmata da 7 pediatri italiani, che dimostra come il 75% degli studenti abbia subito disagi psico-fisici dalla chiusura delle scuole. E ci sono posti dove la riapertura avrà un sapore in più: a Codogno, la cittadina dove è stato accertato il primo caso di coronavirus in Italia, è tutto pronto: «Per noi – sospira il sindaco Francesco Passerini – è un test importante».
valentina santarpia

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