La guerra Codacons-Calenda arriva a Bagnacavallo Sama: «Ho chiesto di vedere il bilancio per curiosità»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
secondo l’ associazione l’ ex assessore avrebbe agito per il leader di azione
La guerra Codacons-Calenda fa capolino in casa Pd. Da inizio luglio, l’ ex ministro dello Sviluppo Economico e attuale leader di Azione, Carlo Calenda, sta chiedendo all’ associazione spiegazioni sui bilanci che, dal suo punto di vista, presenterebbero diverse «zone d’ ombra». I tweet pubblicati da Calenda sull’ argomento, hanno incuriosito l’ ex assessore alla cultura, attualmente consigliere comunale e segretario del Pd di Bagnacavallo, Enrico Sama (foto), che ha deciso di intervenire in modo autonomo chiedendo a sua volta l’ accesso agli atti per visionare i bilanci relativi agli ultimi tre anni di attività del Codacons. Vicende collegate? Il Codacons è convinto di sì. «A quanto pare – scrive l’ associazione in una nota – Carlo Calenda ha fatto chiedere i bilanci dell’ Associazione direttamente al Mise e per tramite dell’ assessore di un piccolo Comune, nominalmente del Pd». Il Codacons si riferisce a Sama. «Evidentemente – cita in un altro passaggio – Calenda si vergogna di riconoscere che i bilanci tanti agognati erano già sotto i suoi occhi quando era Ministro: e allora ecco materializzarsi un suo fan di Twitter, il sig. Sama appunto, a chiederne copia. L’ Associazione invierà al sig. Sama copia dei bilanci così desiderati: anche se sembra strano che gli unici d’ interesse per l’ assessore di Bagnacavallo, tra tutte le Associazioni dei consumatori, siano quelli del Codacons». Da parte di Sama, solo stupore: «La ricostruzione del Codacons è a dir poco fantasiosa e oserei dire grottesca – sottolinea -. La verità è molto semplice: ho agito di mia spontanea volontà leggendo l’ 11 giugno un tweet dell’ onorevole Calenda sulla scarsa trasparenza del Codacons. Mi sono avvalso del diritto all’ accesso civico generalizzato, introdotto dal decreto legislativo 97 del 2016. Perché l’ ho fatto? Perchè ritengo giusto che vi sia trasparenza, soprattutto da un’ associazione che vuole tutelare i consumatori, e inoltre perché la vicenda mi aveva incuriosito al punto da voler vederci più chiaro. Non ho rapporti con Calenda, se non seguirlo su Twitter, come faccio con tanti altri politici, giornalisti e analisti di politica. Infine, preciso che non sono iscritto ad Azione bensì al Pd». Monia Savioli.
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