In pista con la mascherina «Complicato ma necessario»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
nei locali prima notte di nuova ordinanza ma a gallipoli i ragazzi rispettano le regole «ballare con la protezione? fa più caldo ma se non c’ è alternativa va bene così»
Paola COLACI La mezzanotte è trascorsa da pochi minuti a Gallipoli. E i club più noti della nuova Mecca del turismo giovanile dell’ estate post-Covid hanno già acceso i riflettori. La musica comincia a pompare dalle casse della Praja a Baia Verde. Poco più in là, a meno di tre chilometri, anche sulla consolle del Riobo dj e vocalist sono già in posizione. Eppure questa non è una notte come le altre per la movida in riva allo Ionio: a far cambiare la musica ci ha pensato un’ ordinanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, pubblicata nella tarda serata di martedì. Da mercoledì e sino a nuovo ordine mascherina obbligatoria non più solo all’ ingresso delle discoteche, ma anche in pista. Un provvedimento necessario – ha spiegato il governatore – per frenare la nuova avanzata dei virus e limitare i nuovi casi di contagio da Covid che in Puglia e nel Salento negli ultimi giorni continuano a salire. Anche tra giovani e giovanissimi. Ecco perché dalla mezzanotte di mercoledì i dispositivi di protezione individuale sono obbligatori non solo all’ aperto, nei casi in cui non sia possibile mantenere il distanziamento. Ma anche nei club e nei locali notturni. Un cambio di rotta che in poche ore ha già fatto il giro della città che nella settimana centrale dell’ estate scoppia di turisti. Giovani e giovanissimi, soprattutto. Gli stessi che anche la scorsa notte, a centinaia, sono tornati a mettersi in fila davanti agli ingressi dei più noti club di Gallipoli. Un serpentone ordinato di giovani in jeans e t-shirt e ragazze in abito da sera e tacchi alti. E per tutti mascherina sul viso. Una fila che scorre lentamente questa volta. Forse anche più del solito. E a fare da collo di imbuto all’ ingresso in pista c’ è il personale e la security dei club. Il protocollo è sempre lo stesso: dati personali appuntanti e misurazione della temperatura. Chi supera i 37.5° torna a casa. Lo dice il Dpcm del governo, lo ribadisce l’ ordinanza di Emiliano e lo sa bene anche il popolo della notte di Gallipoli. Così come in molti conosco già le nuove regole che dalla mezzanotte valgono in tutte le discoteche e i locali di Puglia. Certo, c’ è chi se ne infischia di protocolli e nuove ordinanze e, appena varcato l’ ingresso dei locali, tira via la mascherina. Ma per la maggior parte dei giovani la nuova ordinanza è chiara. E la rispettano. «Certo però che ballare tutta la notte con la mascherina sul viso, e con questo caldo, diventa quasi insopportabile. Ma queste sono le regole, va bene così» commenta Lorenzo P., giovanissimo napoletano in vacanza con un gruppo di amici a Gallipoli. Dopo dieci minuti in pista a ballare al Riobo, però, il caldo comincia a farsi sentire. E la soluzione per il gruppo è cercare un posto meno affollato dove poter riprendere fiato e tirare giù la mascherina anche solo per pochi minuti. Intanto in consolle dj e vocalist non si risparmiano e continuano a far ballare centinaia di appassionati di house e divertentismo. Ma anche per gli staff le regole non cambiano. Cuffie, dischi e microfoni, sì. Ma soprattutto, mascherina. E l’ invito ripetuto ai ragazzi a utilizzarla anche in pista. Intanto per tutta la notte sugli schermi passano messaggi che ricordano il nuovo obbligo regionale. Si va vanti così, sino alle prime luci dell’ alba: è il segnale che la notte in riva allo Ionio sta per finire. E già da domani si pensa a ricomincia. Proprio nelle scorse ore, tuttavia, il Codacons ha presentato ai prefetti la richiesta di chiusura coatta di tutte le discoteche di tutta Italia nelle giornate di oggi e domani. Troppo alti i rischi di contagio, secondo l’ associazione dei consumatori. Dunque, l’ avviso: «Se si registrerà anche un solo caso di contagio nei giorni oggi e domani, l’ associazione denuncerà i governatori interessati e i gestori dei locali alle Procure per il reato di epidemia colposa». Si vedrà. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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