Codacons: «Chiudete le disco o in caso di contagi denunciamo per epidemia colposa»
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fonte:
- Corriere Romagna
RIMINI Tempi duri per le discoteche. Dopo i provvedimenti di chiusura che fino a oggi hanno colpito quattro locali della riviera riminese arrivano ora anche i “suggerimenti” di Codacons e del Comitato tecnico scientifico, che mettono al bando i locali della movida a causa del grande potenziale di contagio che rappresentano. L’ associazione a tutela dei consumatori, infatti, invita tutti i prefetti dell’ Emilia Romagna a disporre la chiusura di tutte le discoteche per le giornate di oggi e di domani, in occasione quindi del weekend del Ferragosto. E precisa che «se si registrerà anche un solo caso di contagio presso le discoteche a Ferragosto, l’ associazione denuncerà la Regione e i gestori dei locali interessati alle Procure della Repubblica per il reato di epidemia colposa». Affermazioni a cui Gianni Indino, in qualità di presidente del Silb Emilia Romagna, replica osservando che «per non far torti alla realtà dei fatti, allora», bisognerebbe far chiudere anche «treni, centri commerciali e autobus». Gli assembramenti nelle discoteche, secondo Cts e Codacons, infatti sono inevitabili. «Il Ferragosto 2020 rischia di trasformarsi in un gigantesco focolaio di coronavirus, – affermano convinti dal Codacons – e di certo non è possibile garantire nei locali al chiuso e in quelli in spiaggia il distanziamento e l’ uso delle mascherine da parte del pubblico». In ragione delle proprie convinzioni, quindi, l’ associazione chiede ai prefetti della Regione di intervenire disponendo la chiusura di tutti i locali per il 14 e il 15 agosto, per arrivare poi a minacciare denunce a carico delle istituzioni per il reato di e pidemia colposa nel caso in cui si verificassero contagi. A schierarsi dal fronte opposto aquello delle discoteche è anche Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, che ribadisce l’ importanza che le discoteche restino chiuse perché, «checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c’ è nulla da fare. Le aggregazioni di massa sono devastanti, im possibili da gestire». In risposta alle affermazioni di Codacons, (arrivate proprio all’ indomani dell’ attacco sferrato dal Silb di Bologna, che ha accusato i locali romagnoli di “fregarsene” delle norme anti Covid) Indino replica rivolgendo all’ associazione una serie di interrogativi. «Perché non minacciate i gestori delle ferrovie, degli autobus o della grande distribuzione? – si chiede infatti Indino – Si chiudono le discoteche per assembramenti? Per non far torti alla realtà dei fatti, si chiudano anche treni, centri commerciali e autobus». «Perché non minacciano di denunce chi non porta la mascherina dove dovrebbe? aggiunge ancora Indino – la responsabilità personale dei “consumatori” per il Codacons non esiste? O forse cavalcare l’ onda e i preconcettiè solo la via più facile per una maggiore visibilità?». Concludendo, Indino si chiede se il Codacons pensa che chiudendo le discoteche i ragazzi stiano in casa. «Non pensa – sottolinea – che uscirebbero ugualmente, dando il via a tutte le for medi abusivismo, dalle feste private agli assembramenti nei parchi, senza possibilità di controlli?».
erika nanni
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