13 Agosto 2020

Claudio Cecchetto: «Non esiste discoteca senza assembramento»

albertino: «i mancati distanziamenti li ho notati anche sulle spiagge sui viali principali e sui lungomari»
di fermate ferroviarie. Chiamata a commentare la chiusura dell’ Hakuna Matata, però, la sindaca Tosi ha preferito non rilasciare dichiarazioni, così come del resto aveva già fatto quando era stato presentato un esposto da parte del Codacons sull’ eccessivo affollamento del Samsara. Cosa pensa di fare adesso? «Presenterò subito ricorso via Pec in Prefettura, chiedendo l’ annullamento in autotutela del verbale per palese illegittimità. Spero che il prefetto sappia ristabilire l’ ordine, anche perché un domani, quando si affermerà che avevo ragione io, qualcuno dovrà risarcirmi dei danni subiti stando chiuso per Ferragosto». ERIKA NANNI RIMINI «È come chiedere a due persone di fare l’ amore stando a un metro di distanza, si può fare, ma si chiama in un altro modo». Claudio Cecchetto usa questa formula per commentare la “scure” che si sta abbattendo sui locali da ballo: assembramenti, norme anti -contagio ignorate, attività chiuse, gestori sotto accusa. Per il “maestro” di una intera generazione di deejay c’ è ben poco da fare: se la discoteca fa la discoteca, l’ assembramento dei giovani fa parte del gioco. Diversamente, era meglio non aprirle neppure. “Largo ai giovani” «Le discoteche se hanno successo è per via dell’ aggregazione, i giovani stanno assieme ha commentato Cecchetto ieri pomeriggio -. I ragazzi ballano, stanno uniti, cosa vuole dire farli stare a un metro di distanza. Questo succede quando ci sono legislatori che non cono scono la natura delle cose, mi rendo conto che può essere potenzialmente pericoloso, ma la discoteca è aggregazione». Per Cecchetto, che in passato ha corso per la poltrona di sindaco a Misano Adriatico, la questione è complicata. Non c’ è infatti alcun dubbio che la prevenzione sanitaria sia una priorità, ma è pur vero che i locali da ballo hanno dinamiche conosciute. «Se non si volevano assembramenti allora le disco non dovevano essere aperte. Fino a quando non ci sarà il vaccino i gestori si troveranno di fronte difficoltà, perché in disco è complicato rispettare i protocolli sanitari». Ela chiusura non è una soluzione: «Ti metti a posto la coscienza, però i giovani poi si aggregano per conto loro». Albertino La questione è stata affrontata sull’ edizione online del “Corriere della sera”, anche da Albertino, noto conduttore di Radio Deejay, nonché direttore di M2O. «Decidere di aprire le discoteche e pretendere che si rispettino le distanze è un paradosso – ha commentato -. A questo punto se la politica deve essere quella di chiudere era meglio non aprirle del tutto. Devo dire che sulla riviera romagnola di assembramenti ne ho notati anche sulle spiagge e sui viali, sui lungomari. Per coerenza bisognerebbe inflessibili anche in quelle situazione».

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