29 Luglio 2020

Distanze scolastiche Banchi a rotelle e sorte asinina

 

Caro Direttore, Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’ emergenza sanitaria, è laureato in economia, ma merita anche una laurea honoris causa in pedagogia per la brillante trovata dei banchi con le rotelle. C’ erano una volta i pesantissimi banconi di legno a due posti, neri come carri funebri, capaci di contenere le pile di libri su cui gli alunni faticavano. Fra un po’ arriveranno, invece, i variopinti e leggeri cadreghini semoventi monoposto, incompatibili con quelle “sudate carte”. I ragazzi pregustano già la gioia di sedervisi senza inutili fardelli e di muoversi in libertà nell’ aula. Il Codacons ha presentato un esposto sia per il loro costo spropositato sia per l’ eventualità che si trasformino in vetturette da autoscontro. Il suo ostinato passatismo boccia proprio questa essenziale funzione. Da decenni gli educatori emuli di Jean Piaget predicano la pedagogia ludica, che fa del gioco la chiave di volta dell’ apprendimento. Un geniale inventore, finora incompreso dai dirigenti scolastici oscurantisti, ha finalmente messo a disposizione della scuola uno strumento che la converte in luna park, il luogo d’ elezione del gioco divertente e istruttivo. Diamogli il nome che merita, roller desk, utilizzando la lingua dell’ impero con cui, ad esempio, ufficializziamo il piano per la ripresa chiamandolo recovery plan. Grazie ad esso gli alunni impareranno, divertendosi, che questa società li vuole individui isolati, privi di mezzi e costretti a farsi largo scontrandosi con i loro simili. Non importa se qualcuno, urtando con troppa violenza, si farà un po’ male. Ne risponderà soltanto l’ insegnante per la sua responsabilità “in vigilando” sui minori che gli sono affidati. Se poi il docente sarà troppo guardingo basterà che gli alunni gli si avvicinino per costringerlo a mantenere le distanze cautelari arretrando fino ad uscire dalla porta. Si realizzerà così un altro gioiello della pedagogia d’ avanguardia, la peer education, l’ educazione tra persone di pari età senza la noiosa e opprimente intrusione degli adulti.È un argomento troppo ghiotto per non scherzarci sopra. Non dovremmo dimenticare, però, quel Collodi che ha formato tre o quattro generazioni di italiani capaci di fare crescere e sviluppare la nazione con il lavoro assiduo e l’ impegno solidale.Ai frequentatori del “paese dei balocchi” lo scrittore riservava una sorte asinina. Ai nostri figli rischiamo di destinare un futuro di questo genere, oltre a una montagna di debiti. Luciano Salsi.

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