Rassegna stampa del 25 luglio 2020
ravennatv.it, 25/07/2020 16:30
I Comitati familiari vittime Covid E-R e Codacons E-R chiedono una commissione d’ inchiesta
i comitati dei familiari delle vittime covid ed il codacons emilia romagna ( a cui diversi familiari sono associati in tutta la regione ) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei verdi con cui il codacons nelle scorse settimane aveva condiviso un comunicato stampa volto ad ottenere []
I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il CODACONS Emilia Romagna ( a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione ) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei Verdi con cui il CODACONS nelle scorse settimane aveva condiviso un comunicato stampa volto ad ottenere l’ istituzione di un osservatorio prezzi che contrastasse le speculazioni che si stavano registrando in merito ai prezzi nel periodo della pandemia. L’ incontro non si è concluso con una posizione comune stante la non volontà dei consiglieri di tale gruppo di sostenere la richiesta dei comitati dei familiari e del CODACONS di istituire una commissione di inchiesta all’ interno del consiglio regionale per comprendere cosa non ha funzionato nel sistema sanitario e nella rete delle RSA e delle CRC all’ interno della quale sono morti per Covid in pochi mesi migliaia di utenti e che ha visto molti contagiati Covid morire a casa senza nemmeno essere ricoverati in strutture ospedaliere. I verdi appartenenti alla maggioranza di centro sinistra ritengono che il concedere l’ istituzione di tale strumento di indagine sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza. Il CODACONS ed i comitati dei familiari al contrario ritengono che la commissione di inchiesta presieduta ad un membro dell’ opposizione sarebbe il modo più forte per dimostrare da parte della maggioranza in Consiglio Regionale la certezza e la convinzione del buon operato della macchina sanitaria ed assistenziale della Regione ed il non volerla istituire sia invece quello è si un segno di paura e debolezza. In ogni caso i Verdi si sono impegnati affinchè la maggioranza effettui i necessari chiarimenti su come si sono svolti i fatti nelle RSA e nelle CRA. Per ora in assenza di comunicazioni ufficiali parrebbe in base a notizie apparse sui media che l’ ASP città di Bologna voglia attivare un AUDIT appoggiandosi a soggetti terzi tra cui la società Deloitte. Ebbene tale scelta ( e non sappiamo se la Regione intenda fare altrettanto) non rassicura per nulla i comitati ed il CODACONS in quanto se stiamo parlando delle medesima società Deloitte che ha certificato come regolari i bilanci di molte delle banche poi andate in default ed i cui dirigenti in alcuni casi sono stati condannati per i reati di falso in bilancio, se parliamo della stessa società Doilitte che è attualmente sotto inchiesta da parte ella Procura di Milano per la vicenda ILVA ed ancora sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma sull’ ipotizzato cartello e che è già stata sanzionata pe tale motivo dall’ Autorità della Concorrenza e del Mercato e se è la stesa società che è anche sotto inchiesta dalla procura di Trento sul caso Trento RISE, bene se stiamo parlando di detta società la scelta ci appare quanto meno infelice. Se vi fosse coincidenza di identità tra questa società Doilitte a cui la ASP di Bologna vorrebbe appoggiarsi la quella che è oggetto di così tante indagini e procedimenti penali, i Comitati dei Familiari vittime Covid ed il CODACONS ritengono che la scelta fatta sia stata quanto meno infelice o soggetta a critiche quanto meno in termini di terzietà agli occhi dei profani, visto che parliamo per il passato di vicende di certificazioni di bilanci di società e banche vicine alla maggioranza di centro sinistra. Se da un lato quindi la maggioranza nega la commissione di inchiesta dall’ altro fa pervenire inviti informali diretti ad alcuni esponenti dei comitati di partecipare a questo tipo di ispezioni AUDIT ma ciò non senso sia perché sarebbe necessario quanto meno la nomina da parte dei comitati di una figura avente le competenze tecniche per poter entrare nel merito dell’ AUDIT i cui costi dovrebbero ricadere su famiglie già provate anche economicamente che emotivamente dal COVID e che per tale motivo non possono certo farsene carico sia ancora perchè nell’ eventualità di apertura di procedimenti penali conseguenti alle decine di esposti presso le Procure della Repubblica di tutta la Regione i familiari risulterebbero, parti senza avere le competenze e le capacità di contraddire in ambito AUDIT, di un’ indagine i cui esiti potrebbero entrare a far parte di detti procedimenti penali. Sta di fatto che quale che sia l’ attività ispettiva che si porrà in campo questa si svolgerà con gravi ritardi e non a caso il numero dei contagi nelle strutture sanitarie per anziani in Regione ed in particolare a Bologna i questi giorni sta aumentando in modo preoccupante sia tra gli utenti che tra gli operatori sanitari e forti dubbi ci sono il numero reale di deceduti per Covid nei mesi scorsi che potrebbe probabilmente essere rivisto in forte aumento Da ultimo ma non meno grave è il dover registrare nei confronti di alcuni familiari dei deceduti Covid facenti parte dei comitati familiari vittime Covid, dipendenti pubblici iniziative sul posto di lavoro volte a tentare di ammorbidire l’ impegno di questi ultimi nella lotta per fare chiarezza con iniziative poco simpatiche provenienti da amministrazioni governate dalla stessa maggioranza della Regione e del Comune di Bologna. Quanto sopra sarà rappresentato anche agli altri gruppi consigliari che il CODACONS ed i comitati dei familiari incontreranno già la prossima settimana.
nuovavenezia.it, 25/07/2020 16:19
Mare, il Lido di Venezia è il più caro di tutta Italia – La Nuova di Venezia Venezia
VENEZIA. Anche quest’ anno in cui le spiagge hanno aperto in ritardo Venezia si conferma la più cara. Con 453 euro al giorno per una capana in prima fila nele spiagge di lusso il Lido è in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia. Alla Costa Smeralda, in Sardegna, va invece il primato delle case in affitto più costose: per una villa fino a 4.325 euro al giorno a cavallo di ferragosto. È quanto emerge dall’ indagine del Codacons, che ha analizzato le tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti pi esclusivi del paese delle case vacanza. La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: “qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo,da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno – spiega l’ associazione – La tariffa stagionale raggiunge quota 9.050 euro, e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains, che però è al momento semivuota, come del resto lo stesso Excelsior, avendo aperto in forte ritardo e solo dopo le minacce del Comune di ricorrere in Capitaneria per fare ritirare le concessioni. Al secondo posto si piazza Forte dei Marmi, dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Toscana si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno”. “In Sardegna, il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona – afferma il Codacons – ma la situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta all’ Isola”. A Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo di 3.392 euro al giorno”.
Msn, 25/07/2020 16:02
Estate italiana: Venezia la più cara per i lettini, Porto Rotondo per le ville
Venezia con 453 euro al giorno una postazione in prima fila in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia, ma alla Costa Smeralda, in Sardegna, va il primato delle case in affitto più costose: per una villa fino a 4.325 euro al giorno a cavallo di ferragosto. E’ quanto emerge dall’ indagine del Codacons, che ha analizzatole tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti più esclusivi del paese delle case vacanza.La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: “qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini,un tavolo,da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno -spiega l’ associazione – La tariffa stagionale presso il lido raggiunge quota 9.050 euro, e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains.Al secondo posto si piazza Forte dei Marmi, dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Toscana si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno”.”In Sardegna, il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona -afferma il Codacons – ma la situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta all’ Isola”. A Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi,arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo è di 3.392 euro al giorno”.
La Pressa, 25/07/2020 15:54
Codacons: ‘Strage nelle cra, Verdi bocciano a commissione d’ inchiesta’
‘i verdi appartenenti alla maggioranza ritengono che il concedere l’ istituzione di tale strumento sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza’
I Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons Emilia Romagna (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei Verdi. ‘L’ incontro non si è concluso con una posizione comune stante la non volontà dei consiglieri di tale gruppo di sostenere la richiesta dei comitati dei familiari e del Codacons di istituire una commissione di inchiesta all’ interno del consiglio regionale per comprendere cosa non ha funzionato nel sistema sanitario e nella rete delle Rsa e delle Cra all’ interno della quale sono morti per Covid in pochi mesi migliaia di utenti e che ha visto molti contagiati Covid morire a casa senza nemmeno essere ricoverati in strutture ospedaliere. I Verdi appartenenti alla maggioranza di centro sinistra ritengono che il concedere l’ istituzione di tale strumento di indagine sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza – così in una nota congiunta del Comitato e del Codacons -. Noi riteniamo al contrario ritengono che la commissione di inchiesta presieduta ad un membro dell’ opposizione sarebbe il modo più forte per dimostrare da parte della maggioranza in Consiglio Regionale la certezza e la convinzione del buon operato della macchina sanitaria ed assistenziale della Regione ed il non volerla istituire sia invece quello è si un segno di paura e debolezza. In ogni caso i Verdi si sono impegnati affinchè la maggioranza effettui i necessari chiarimenti su come si sono svolti i fatti nelle RSA e nelle Cra’. ‘Sta di fatto che quale che sia l’ attività ispettiva che si porrà in campo questa si svolgerà con gravi ritardi e non a caso il numero dei contagi nelle strutture sanitarie per anziani in Regione ed in particolare a Bologna i questi giorni sta aumentando in modo preoccupante sia tra gli utenti che tra gli operatori sanitari e forti dubbi ci sono il numero reale di deceduti per Covid nei mesi scorsi che potrebbe probabilmente essere rivisto in forte aumento – aggiunge la nota -. Da ultimo ma non meno grave è il dover registrare nei confronti di alcuni familiari dei deceduti Covid facenti parte dei comitati familiari vittime Covid, dipendenti pubblici iniziative sul posto di lavoro volte a tentare di ammorbidire l’ impegno di questi ultimi nella lotta per fare chiarezza con iniziative poco simpatiche provenienti da amministrazioni governate dalla stessa maggioranza della Regione e del Comune di Bologna. Quanto sopra sarà rappresentato anche agli altri gruppi consigliari che il Codacons ed i comitati dei familiari incontreranno già la prossima settimana’. Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.
Punto Agro News, 25/07/2020 14:58
Turismo. Classifica Codacons: in Sardegna le ville più costose, al secondo posto Capri, a seguire Amalfi e Ischia
La Sardegna ha il primato delle case in affitto piu’ costose: lo afferma il Codacons, secondo cui a Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto della classifica stilata dal Codacons si piazza Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo e’ di 3.392 euro al giorno. Sempre nello stesso periodo e per ville prestigiose con piscina, seguono – conclude il Codacons – Sestri Levante (2.769 euro al giorno), Marina di Modica (2.476 euro), Amalfi (2.081 euro), Forte dei Marmi (2.026 euro), Ischia (809 euro). Per quanto riguarda le spiagge, la lista del Codacons vede in testa Venezia (453 euro per una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo, quattro sedie pieghevoli, tre teli da spiaggia), seguita da Forte dei Marmi (tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio per 450 euro al giorno) e Marina di Pietrasanta (tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno per 400 euro al giorno). In classifica anche la Liguria (una “cabina privata deluxe” composta da ombrellone, lettino o pomodone, un telo mare per lettino fino a un massimo di 4 persone, costa 389 euro); Puglia (300 euro al giorno), Sardegna (200 al giorno)
Rai News, 25/07/2020 14:56
Estate italiana: Venezia la più cara per i lettini, Porto Rotondo per le ville
la città lagunarein testa alla classifica delle spiagge più care d’ italia, ma alla costa smeralda va il primato delle case in affitto più costose: per una villa fino a 4.325 euro al giorno a cavallo di ferragosto
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giornaledisicilia.it, 25/07/2020 14:53
Estate: Venezia la più cara per lettini, P.Rotondo per ville
(ANSA) – CAGLIARI, 25 LUG – Venezia con 453 euro al giorno una postazione in prima fila in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia, ma alla Costa Smeralda, in Sardegna, va il primato delle case in affitto più costose: per una villa fino a 4.325 euro al giorno a cavallo di ferragosto. E’ quanto emerge dall’ indagine del Codacons, che ha analizzato le tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti più esclusivi del paese delle case vanacza. La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: “qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo,da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno – spiega l’ associazione – La tariffa stagionale presso il lido raggiunge quota 9.050 euro, e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains. Al secondo posto si piazza Forte dei Marmi, dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Toscana si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno”. “In Sardegna, il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona – afferma il Codacons – ma la situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta all’ Isola”. A Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo è di 3.392 euro al giorno”. (ANSA). © Riproduzione riservata.
Ansa, 25/07/2020 14:19
Estate: Venezia la più cara per lettini, P.Rotondo per ville
Venezia con 453 euro al giorno una postazione in prima fila in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia, ma alla Costa Smeralda, in Sardegna, va il primato delle case in affitto più costose: per una villa fino a 4.325 euro al giorno a cavallo di ferragosto. E’ quanto emerge dall’ indagine del Codacons, che ha analizzato le tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti più esclusivi del paese delle case vanacza. La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: “qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo,da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno – spiega l’ associazione – La tariffa stagionale presso il lido raggiunge quota 9.050 euro, e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains. Al secondo posto si piazza Forte dei Marmi, dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Toscana si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno”. “In Sardegna, il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona – afferma il Codacons – ma la situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta all’ Isola”. A Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo è di 3.392 euro al giorno”.
Radio Veronica One, 25/07/2020 12:25
Da Venezia a Forte dei Marmi: quali sono le spiagge più costose d’ Italia
Adnkronos Pubblicato il: 26/07/2020 11:22 Mare, vacanze e relax non sempre alla portata di tutti. Per scoprire quali sono le spiagge più costose d’ Italia , Codacons ha quindi condotto una indagine analizzando le tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti più esclusivi del Paese. Rivelando come Venezia sia in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia. “La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo, quattro sedie pieghevoli, tre teli da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno -spiega il Codacons- La tariffa stagionale presso il lido raggiunge quota 9.050 euro, e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains”. Al secondo posto si piazza Forte dei Marmi , dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Toscana si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti ed un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno (ma in fase di prenotazione informano che è indispensabile fornire i dati della carta di credito a garanzia della struttura). In classifica anche la Liguria : presso l’ Eco del Mare di Lerici una ‘cabina privata deluxe’ composta da ombrellone, lettino o pomodone, un telo mare per lettino fino a un massimo di 4 persone, costa 389 euro (275 euro se ad affittarlo è una sola persona). Entra in classifica anche la Puglia , con il Lido Pettolecchia di Savelletri (Br) dove un gazebo ‘Pavilion & Vis a Vis’ che può ospitare fino a 4 persone costa 300 euro al giorno. Non può mancare nella lista la Sardegna , dove il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona. La situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta alla Sardegna, dove a Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto si piazza Capri , dove per l’ affitto di una villa storica di 200 mq e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Le) il costo è di 3.392 euro al giorno. Sempre nello stesso periodo e per ville prestigiose con piscina, seguono le più economiche – si fa per dire – Sestri Levante (2.769 euro al giorno), Marina di Modica (2.476 euro), Amalfi (2.081 euro), Forte dei Marmi (2.026 euro), Ischia (809 euro).
fonte adnkronos
Estense, 25/07/2020 11:26
Il Codacons chiede una commissione d’ inchiesta sulla morte per Covid nelle case protette
Bruno Barbieri del Codacons I comitati dei familiari delle vittime Covid e il Codacons Emilia Romagna (a cui diversi familiari sono associati in tutta la Regione) hanno iniziato gli incontri con i vari gruppi in consiglio regionale partendo dal gruppo dei Verdi, con cui il Codacons nelle scorse settimane aveva condiviso un comunicato stampa volto ad ottenere l’ istituzione di un osservatorio prezzi che contrastasse le speculazioni che si stavano registrando in merito ai prezzi nel periodo della pandemia. ‘L’ incontro non si è concluso con una posizione comune – afferma l’ associazione in una nota firmata insieme ai comitati – stante la non volontà dei consiglieri di tale gruppo di sostenere la richiesta dei comitati dei familiari e del Codacons di istituire una commissione di inchiesta all’ interno del consiglio regionale per comprendere cosa non ha funzionato nel sistema sanitario e nella rete delle Rsa e delle Cra all’ interno della quale sono morti per Covid in pochi mesi migliaia di utenti e che ha visto molti contagiati Covid morire a casa senza nemmeno essere ricoverati in strutture ospedaliere. I verdi appartenenti alla maggioranza di centro sinistra ritengono che il concedere l’ istituzione di tale strumento di indagine sarebbe per la maggioranza una manifestazione di debolezza’. Il Codacons e i comitati dei familiari al contrario ritengono che la commissione di inchiesta presieduta da un membro dell’ opposizione ‘sarebbe il modo più forte per dimostrare da parte della maggioranza in consiglio regionale la certezza e la convinzione del buon operato della macchina sanitaria e assistenziale della Regione e il non volerla istituire sia invece quello è si un segno di paura e debolezza. In ogni caso i Verdi si sono impegnati affinchè la maggioranza effettui i necessari chiarimenti su come si sono svolti i fatti nelle Rsa e nelle Cra’. Per ora, in assenza di comunicazioni ufficiali, ‘parrebbe in base a notizie apparse sui media che l’ Asp di Bologna voglia attivare un audit appoggiandosi a soggetti terzi. Ebbene tale scelta (e non sappiamo se la Regione intenda fare altrettanto) non rassicura per nulla i comitati ed il Codacons’. ‘Se da un lato quindi – ragiona l’ associazione – la maggioranza nega la commissione di inchiesta dall’ altro fa pervenire inviti informali diretti ad alcuni esponenti dei comitati di partecipare a questo tipo di ispezioni audit, ma ciò non senso sia perché sarebbe necessario quanto meno la nomina da parte dei comitati di una figura avente le competenze tecniche per poter entrare nel merito dell’ audit, i cui costi dovrebbero ricadere su famiglie già provate anche economicamente che emotivamente dal Covid e che per tale motivo non possono certo farsene carico sia ancora perchè nell’ eventualità di apertura di procedimenti penali conseguenti alle decine di esposti presso le Procure della Repubblica di tutta la Regione i familiari risulterebbero, parti senza avere le competenze e le capacità di contraddire in ambito audit, di un’ indagine i cui esiti potrebbero entrare a far parte di detti procedimenti penali’. ‘Sta di fatto che quale che sia l’ attività ispettiva che si porrà in campo – conclude il Codacons – questa si svolgerà con gravi ritardi e non a caso il numero dei contagi nelle strutture sanitarie per anziani in Regione ed in particolare a Bologna i questi giorni sta aumentando in modo preoccupante sia tra gli utenti che tra gli operatori sanitari e forti dubbi ci sono il numero reale di deceduti per Covid nei mesi scorsi che potrebbe probabilmente essere rivisto in forte aumento’. Da ultimo, ‘ma non meno grave. è il dover registrare nei confronti di alcuni familiari dei deceduti Covid facenti parte dei comitati familiari vittime Covid, dipendenti pubblici iniziative sul posto di lavoro volte a tentare di ammorbidire l’ impegno di questi ultimi nella lotta per fare chiarezza con iniziative poco simpatiche provenienti da amministrazioni governate dalla stessa maggioranza della Regione e del Comune di Bologna’. Quanto sopra sarà rappresentato anche agli altri gruppi consiliari che il Codacons e i comitati dei familiari incontreranno già la prossima settimana.
bruno barbieri
iltirreno.it, 25/07/2020 10:01
FORTE DEI MARMI.
FORTE DEI MARMI. Venezia con 453 euro al giorno per una postazione in prima fila è in testa alla classifica delle spiagge più care d’ Italia, ma subito dopo ci sono Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta. È quanto emerge dall’ indagine dell’ associazione di consumatori Codacons, che ha analizzato le tariffe per l’ affitto di tende, cabine, lettini e ombrelloni praticate al pubblico negli stabilimenti più esclusivi del paese delle case vacanza. La spiaggia dell’ Hotel Excelsior del Lido di Venezia si piazza al vertice della classifica 2020: «Qui una capanna composta da lettino con materasso e cuscino, due sedie a sdraio con cuscini, un tavolo, da spiaggia costa in prima fila 453 euro al giorno – spiega l’ associazione – la tariffa stagionale presso il lido raggiunge quota 9.050 euro e scende a 8.160 euro presso l’ adiacente spiaggia Des Bains». «Al secondo posto – rileva il Codacons – si piazza Forte dei Marmi, dove alla spiaggia dell’ Augustus Hotel una tenda dotata di lettino queen size, 2 lettini e sdraio costa 450 euro al giorno. E sempre in Versilia si trova il terzo lido più caro d’ Italia: il Twiga di Marina di Pietrasanta, dove per una tenda araba dotata di tre lettini, 2 sdraio, 2 lettoni con materassino, una regista, un divano a 3 posti e un tavolo con vano interno, si spendono 400 euro al giorno». «In Sardegna, il servizio basic dell’ Hotel Romazzino di Porto Cervo (lettino e ombrellone) costa 200 al giorno a persona – afferma il Codacons – ma la situazione si capovolge se si prendono in considerazione i costi per l’ affitto di ville nelle località più prestigiose d’ Italia: qui il primato spetta all’ Isola». A Porto Rotondo una villa di 300 mq con accesso diretto al mare, 5 camere da letto e 6 bagni, piscina e Jacuzzi, arriva a costare la bellezza di 4.325 euro al giorno nel periodo a cavallo di Ferragosto. Al secondo posto Capri, dove per l’ affitto di una villa storica di 200 metri quadrati e 3 camere da letto si spendono 4.025 euro; per una analoga struttura in Puglia, a Copertino (Lecce) il costo di 3.392 euro al giorno». –
Cronaca Qui, 25/07/2020 08:56
denunce alla polizia postale
La nuova truffa degli hacker viaggia via mail «Sono arrivati i bonus per il Covid, clicchi qui»
M Una pioggia di segnalazioni è arrivata alla polizia postale – che indaga sul fenomeno – e al Codacons su alcune strane mail inviate ai torinesi da ignoti truffatori che si spacciano per addetti dell’ Agenzia delle entrate. In questi giorni, in cui molti imprenditori, artigiani e cassa integrati attendono bonus e comunicazioni in merito all’ emergenza Covid, gli hacker stanno inviando mail con scritto nell’ oggetto: «Il direttore dell’ agenzia delle Entrate». Si tratta di un falso, ovviamente: nel testo della lettera si invita il destinatario a fare click su un link. Chi casca nel tranello diventa vittima di pirati informatici in grado di bloccare il computer del malcapitato, di carpire dati preziosi e persino di leggere i codici di accesso delle carte di credito. Ad alcune vittime delle truffe informatiche è persino capitato di ricevere ricatti direttamente dagli hacker, che hanno scritto loro: «O paghi, o il computer resterà bloccato per sempre». Tiziana Sorriento, avvocata di Codancons, dichiara: «Chiediamo a tutti di fare attenzione: sono molte le persone che in questo periodo aspettano bonus e contributi a fondo perduto. Queste mail sono insidiose, contengono virus. Codacons invita tutti a segnalare i messaggi sospetti alla polizia postale e chiede al ministero delle Finanze di dare la massima comunicazione in merito a tali tentativi di frode attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale ed affissione in ogni locale dell’ Agenzia delle entrate di un avviso che richiami l’ attenzione dei contribuenti». [ E.SOL. ]
Il Quotidiano della Calabria, 25/07/2020 05:40
m economia sale per le imprese
A luglio cala la fiducia dei consumatori
TORINO – Dopo il rimbalzo, seppur contenuto, di giugno, la fiducia dei consumatori italiani torna a scendere. Una flessione leggera rispetto al mese precedente (da 100,7 a 100,0), stima l’ Istat, determinata dal clima economico e dal futuro. L’ indice composito del clima di fiducia delle imprese, invece, sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7, “pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’ emergenza sanitaria”, rimarca l’ istituto di statistica. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi (da 52,1 a 65,8 nei servizi di mercato, da 79,6 a 86,3 nel commercio al dettaglio), ma i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti, a eccezione di quello delle costruzioni (da 124,0 a 129,7), che torna a collocarsi sui livelli elevati registrati all’ ini zio del 2018. Dati che non rassicurano le associazioni di consumatori, e nemmeno le organizzazioni imprenditoriali. Il Codacons parla di “un pessimo segnale per il paese. “Crediamo che il governo debba fare di più per sostenere le famiglie, incrementare il potere d’ acqui sto”, sottolinea il presidente Carlo Rienzi, poiché le misure fin qui adottate “non hanno sortito gli effetti sperati.” Sulla stessa linea Federconsumatori, che chiede all’ ese cutivo “misure strutturali.” Per Confcommercio “l’ anda mento della fiducia esprime con chiarezza tutte le difficoltà e le incertezze sulla ripresa, dopo il blocco generato dalla pandemia.” La filiera turistica, in particolare, ha cali di fatturato tali che i rimbalzi di giugno e luglio potrebbero non essere sufficienti a garantire la sopravvivenza di molte imprese, così come gravi criticità si confermano anche nel commercio, soprattutto di piccole dimensioni.
Corriere della Sera, 25/07/2020 05:06
offerta fino a martedì
Intesa Sanpaolo-Ubi, le adesioni salgono al 32,6% La partita dei piccoli azionisti
(f .mas. ) A due giorni dalla chiusura dell’ opas di Intesa Sanpaolo su Ubi, che termina martedì 28 luglio, salgono al 32,6% le adesioni dei soci della banca bresciano-bergamasca. I dati vengono letti con favore da fronte di Intesa Sanpaolo in quanto, dalle proiezioni ricavate dagli andamenti di operazioni simili, le adesioni saranno alla fine oltre il 70%. Un calcolo simile veniva riportato ieri per esempio da Equita. La proposta iniziale di Intesa Sanpaolo di 17 azioni ogni 10 Ubi è stata da poco rinforzata con un conguaglio in denaro di 0,57 euro ad azione (cioè 5,7 euro ogni 10 euro). L’ aumento del corrispettivo e del premio sul prezzo di Ubi pre-opas (44,7%) avrebbe spinto i soci ad accelerare la consegna delle azioni, anche perché il conguaglio in denaro, spiegano fonti vicine al dossier, è di fatto un dividendo a soci Ubi (un unicum nel 2020, dato che Bce non consente di staccare cedole). Il 32,6% conferito comprende fondazioni Cr Cuneo (5,9%) e Banca Monte di Lombardia (3,9%) e Cattolica (1%); circa il 14% è arrivato dai risparmiatori. I piccoli soci avrebbero in mano ancora il 6-7% e il Codacons ha presentato esposti a Consob e pm di Brescia e Bergamo per verificare la «correttezza dell’ operato delle filiali di Ubi» circa le informazioni fornite ai clienti). Restano i grandi imprenditori locali e i fondi Silchester e Parvus, all’ 8% a testa. Il board di Ubi ha ribadito il no all’ opas: il rilancio non coprirebbe la differenza con il patrimonio di Ubi.
Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 25/07/2020 04:38
Viale Italia invaso da clochard Sos di negozianti e cittadini
LADISPOLI Un bivacco quotidiano di clochard e sbandati, spesso ubriachi, che infastidiscono i passanti e rendono la vita difficile ai negozianti. Sono giorni di tensione in viale Italia a Ladispoli, dove residenti e commercianti sono sul piede di guerra per l’ invasione di mendicanti dalla fine della quarantena. Tra ubriachi che dormono sulle panchine, senzatetto che fanno i bisogni nelle aiuole e sulle saracinesche e ambulanti che insistentemente offrono la loro merce, il corso principale della città è diventato teatro di frequenti discussioni che in alcuni casi hanno sfiorato la zuffa. Villeggianti e residenti lamentano la mancanza di controlli: a tutte le ore del giorno viale Italia sembra un accampamento disordinato. A preoccupare le persone è anche la condizione igienica provocata dai bivacchi. I clochard, infatti, si assembrano, non usano mascherine, adoperano i marciapiedi come pattumiere, mangiano sul selciato. Sui social è esploso il malumore. In molti sottolineano come razzismo e intolleranza non c’ entrino nulla con le proteste, il problema è di natura sociale. Non è soltanto viale Italia al centro delle lagnanze. Le famiglie lamentano il fatto che i giardini pubblici sono diventati accampamenti per stranieri spesso ubriachi dove è pericoloso portare i bambini a giocare su giostre e altalene. Disappunto anche dai clienti dei supermercati. Nella zona dei parcheggi soggiornano venditori ambulanti che quasi aggrediscono i passanti pur di vendere abbigliamento intimo. L’ aumento di vagabondi e clochard dopo il lockdown, per Ladispoli rischia di diventare un fenomeno incontrollabile anche perché i servizi sociali del Comune per mancanza di fondi non riescono a soddisfare tutte le richieste di aiuto. Esisterebbe un popolo di invisibili sempre più numeroso che ha iniziato ad affacciarsi nelle strade del centro, innescando una serie di reazioni a catena. Anche le associazioni di consumatori rullano i tamburi e segnalano che alcune zone della città sarebbero diventate improvvisati alberghi a cielo aperto. «Nelle primissime ore del mattino spiega il coordinatore del Codacons, Angelo Bernabei i pendolari che si recano nella zona della stazione si imbattono in poveri disperati che dormono in terra, altri nel sottopassaggio, alcuni si azzuffano per conquistare una panchina. E’ uno scenario di disperazione sociale che si sta accentuando in modo preoccupante, servono interventi da parte delle autorità preposte prima che la faccenda diventi irreversibile. La fotografia di questo disagio dilagante è nella zona del cavalcaferrovia di viale Europa, dove numerosi clochard si ammassano in un fatiscente magazzino e sopravvivono soltanto grazie agli aiuti della Caritas e di altre associazioni umanitarie». Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Giornale di Brescia, 25/07/2020 04:27
Il termine dell’ operazione è fissato al 28 luglio
che le famiglie storiche azioniste di Ubi (Bosatelli, Andreoletti, Pilenga, Radici e Bombassei) da un fronte all’ altro. Inoltre, non è ancora chiaro cosa faranno i «grandi» fondi stranieri che detengono una partecipazione significativa del capitale di Ubi: Parvus Asset Management (7,933%), Silchester Intl Investors (5,12%) e Hsbc (4,89%). In questo marasma, i piccoli soci devono effettuare una scelta delicata entro martedì. Loro, più che i grandi soci e fondi, sono i più esposti, e dopo l’ esposto del Codacons e del Movimento Difesa del Cittadino, anche Cittadinanzattiva e Adoc hanno denunciato di ricevere segnalazioni da parte di clienti di Ubi Banca, cui è stato sconsigliato dagli operatori di alcune filiali di aderire all’ offerta. La causa. Nel frattempo, il giudice del Tribunale civile di Milano, Maria Antonietta Ricci, nella causa avviata da Ubi Banca circa l’ Offerta pubblica di scambio avviata da Intesa Sanpaolo ha deciso di accogliere la richiesta della banca guidata da Victor Massiah per concedere i termini per il deposito delle memorie istruttorie. Lo si apprende da fonti vicine a Ubi Banca che evidenziano come il giudice ha deciso di non rimettere la causa subito in decisione come aveva chiesto Intesa Sanpaolo. L’ iniziativa giudiziaria promossa da Ubi, fanno rilevare ancora le fonti vicine a Ubi- è stata pertanto determinata esclusivamente dalla «condotta di Intesa Sanpaolo e rappresenta un legittimo strumento di tutela degli interessi della banca, dei suoi stakeholder e dello stesso mercato». Per la banca è «anche destituita di fondamento l’ accusa di violazione della passivity rule. Ubi ha avviato l’ azione per l’ esclusivo fine di far «accertare il verificarsi di un determinato evento (l’ avveramento della Condizione Mac) e gli effetti per legge automaticamente derivanti dallo stesso e che in quanto tali non possono costituire un ostacolo agli obiettivi». //
La Gazzetta del Mezzogiorno, 25/07/2020 03:50
l’ emergenza sanitaria in puglia convocata la task force
Covid, nuovi focolai in Salento e sul Gargano
tra i 13 nuovi contagiati, anche due medici sotto accusa la movida e gli assembramenti
Mentre l’ Italia, e con essa la Puglia, si preparano a «festeggiare» l’ ultimo week end di luglio 2020 nel «rigoroso» rispetto delle regole di distanziamento sociale; mentre spiagge e piscine si affollano di corpi sudati, abbronzati, molli o rugosamente sodi e il giovane popolo degli happy hour si cala «elegante» in cerca di alcol e goduria; mentre le discoteche fanno incazzare il Codacons per il mancato uso di mascherine e rispetto del metro -metro e mezzo gli uni dagli altri; mentre le utilitarie si stracaricano di amici, amanti, canotti e pinne; ecco mentre accade tutto ciò, dall’ altra parte del mondo, in Francia, scoppia un singolare allarme: la seconda ondata di Covid, non solo è probabile, ma forse c’ è già. Macron riunisce unità di crisi ed è tentato dal confinare quartieri, dipartimenti, cittadine. E poiché all’ Eli seo sono notoriamente invidiosi, guardano pure con attenzione all’ evolversi (in peggio) dei casi di Covid in Spagna e Belgio. A proposito di Madrid, Sanchez si prepara a «lockdownare» intere regioni, nello stesso momento in cui i sempre prudenti italiani sbarcano a iosa sulle isole spagnole del divertimento. Gli italici reagiscono così ai sacrifici, fregandosene. Bisogna dire che l’ esempio viene dall’ alto. Perché nei palazzi romani del potere, nelle sedi delle Regioni e dei Comuni è tutto fiorire di iniziative rassicuranti. Magari legate alle imminenti elezioni, a voler pensar male. Così nel già astruso dibattito politico tricolore l’ allarme seconda ondata è pressocché svanito, porta male e allontana consensi. Di questo passo allontanerà anche le urne.
Quotidiano di Puglia, 25/07/2020 03:45
Nel week-end stretta sui controlli per discoteche e locali della movida
Con il numero di contagi in leggera risalita – 13 quelli registrati ieri in regione, di cui sette nel Salento – quello appena iniziato sarà un weekend di controlli da parte delle forze dell’ ordine nei locali di una movida che sta lentamente ripartendo. Distanziamento, mascherine da indossare nei casi in cui non si riuscisse a stare abbastanza lontani gli uni dagli altri e, per le discoteche, limiti di capienza da rispettare con il massimo rigore: queste in sostanza, le disposizioni dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri, integrate poi dalle ordinanze regionali. Da rispettare, poi, ci sono anche le disposizioni dei sindaci, che variano da Comune a Comune. Così, mentre Otranto spegne la musica a mezzanotte, Brindisi proprio ieri allunga gli orari con la possibilità, nei weekend, di suonare fino all’ 1.15 in città e fino alle 2.15 lungo il litorale (stop alla musica un’ ora prima durante la settimana). Ma non sempre, per i gestori, è semplice far rispettare le normative ai clienti. Lo dimostra il caso del Maestrale, il locale principe della movida di Otranto, chiuso per 5 giorni dal questore Andrea Valentino a causa degli assembramenti che si erano creati sul molo sabato scorso, proprio il giorno della inaugurazione. Qui i clienti si erano affollati e si intrattenevano a meno di un metro di distanza, cosa che avrebbe richiesto l’ utilizzo della mascherina di cui, però, la gran parte di loro era sprovvista. Diverse le norme per le discoteche all’ aperto, ma questo non significa che manchino i problemi: qui c’ è da rispettare l’ indice di affollamento stabilito dalla Regione (0,70 persone per metro quadro, più restrittivo rispetto a quello dell’ 1,2 in vigore a livello nazionale) e già un locale di Ostuni, che aveva consentito l’ accesso a 800 persone in più rispetto ai numeri consentiti, è stato sanzionato con la chiusura per 5 giorni. Diverso il caso della discoteca Praja di Gallipoli, che ha conquistato la ribalta nazionale a causa di un post dell’ opinionista Selvaggia Lucarelli e su cui ora pende l’ esposto del Codacons e l’ inchiesta aperta dalla procura. Ma al Praja, così come nelle altre sei discoteche salentine, i controlli da parte degli uomini in divisa non sono mancati: tutto in regola. La Praja rimane, però, insieme con il Guandalina di Santa Cesarea, il sorvegliato speciale, soprattutto in vista degli eventi maggiormente in grado di attirare pubblico, come l’ arrivo, il 30 luglio, del dj internazionale Bob Sinclair. Tra Lecce e provincia le forze dell’ ordine sono già partite con una capillare attività di prevenzione, stilando insieme con i gestori dei locali una lista di eventi più a rischio, perché in grado di attrarre un maggior numero di persone. Nel caso dei locali all’ aperto che prevedono un biglietto d’ ingresso, però, contare le persone presenti – e quindi bloccare gli ingressi al raggiungimento del numero limite – non dovrebbe essere complicato. In pista, invece – rispettato l’ indice di affollamento – non è previsto né l’ uso della mascherina né una distanza minima. Ciò non toglie che gli agenti, anche in borghese, vigileranno e che nei prossimi giorni, contro chi cercherà di aggirare le norme anticovid, potrebbero scattare altre sanzioni. V.Bla. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quotidiano di Puglia, 25/07/2020 03:45
«Serata senza mascherine alla festa di Vespa»
«Ipotesi di violazione delle disposizioni anti Covid durante la presentazione del nuovo vino di Bruno Vespa». E il Codacons presenta un esposto alla Presidenza del Consiglio e ai Consigli regionali Puglia e Veneto. L’ episodio contestato risale allo scorso 1° luglio e riguarda la presentazione da parte del giornalista della Rai del nuovo vino prodotto dalla sua azienda a Masseria Li Reni a Manduria. «Durante la serata si legge nell’ esposto – tutte le persone presenti risulterebbero sprovviste di mascherine. Alla presentazione avrebbero partecipato anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano immortalati insieme per un brindisi ma senza mascherine». Da qui la richiesta del Codacons: «Di svolgere tutte le verifiche poiché se fosse vero quanto riportato dai media, il comportamento di Zaia ed Emiliano sarebbe una violazione».
Corriere dell’Umbria, 25/07/2020 03:40
l’ istat stima una flessione rispetto al mese precedente causata dal clima economico e dall’ incertezza per il futuro
Cala a luglio la fiducia del consumatori
ii codacons: “pessimo segnale per il paese, il governo faccia di più per sostenere le famiglie”
di Silvia Caprioglio TORINO M Dopo il rimbalzo, seppur contenuto, di giugno, la fiducia dei consumatori italiani torna a scendere. Una flessione leggera rispetto al mese precedente (da 100,7 a 100,0), stima l’ Istat, determinata dal clima economico e dal futuro. L’ indice composito del clima di fiducia delle imprese, invece, sale per il secondo mese consecutivo, passando da 66,2 a 76,7, “pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’ emergenza sanitaria”, rimarca l’ istituto di statistica. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi (da 52,1 a 65,8 nei servizi di mercato, da 79,6 a 86,3 nel commercio al dettaglio), ma i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti, a eccezione di quello delle costruzioni (da 124,0 a 129,7), che torna a collocarsi sui livelli elevati registrati all’ inizio del 2018. Dati che non rassicurano le associazioni di consumatori, e nemmeno le organizzazioni imprenditoriali. Il Codacons parla di “un pessimo segnale per il paese”. “Crediamo che il governo debba fare di più per sostenere le famiglie, incrementare il potere d’ acquisto”, sottolinea il presidente, Carlo Rienzi, poiché le misure fin qui adottate “non hanno sortito gli effetti sperati”. Sulla stessa linea Federconsumatori, che chiede all’ esecutivo “misure strutturali”. Prende posizione anche Confcommercio per la quale, invece, “l’ andamento della fiducia esprime con chiarezza tutte le difficoltà e le incertezze sulla ripresa, dopo il blocco generato dalla pandemia”. La filiera turistica, in particolare, ha cali di fatturato tali che i rimbalzi di giugno e luglio potrebbero non essere sufficienti a garantire la sopravvivenza di molte imprese, così come gravi criticità si confermano anche nel commercio, soprattutto di piccole dimensioni. Per questo, secondo Confesercenti, la sfida sarà “usare bene” il Recovery Fund. “L’ Italia in questo contesto afferma l’ associazione degli operatori del commercio resta il paese più fragile: la crisi del Covid 19 ha, purtroppo, rafforzato le contraddizioni accumulate dal nostro paese in un ventennio di mancata crescita, bisognerà perciò agire con chiarezza, tempestività ed efficacia anche nell’ utilizzo delle risorse comunitarie”.
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