12 Giugno 2020

Rassegna stampa del 12 giugno 2020

TraderLink, 12/06/2020 23:22
Prestiti garantiti, cosa accade quando le banche non… prestano
Lo Stato che garantisce i prestiti. Le banche che non garantiscono di erogare i prestiti nei tempi previsti . Il motivo? Troppe domande. Mancanza di organizzazione. Carenza di liquidità. Tradotto, oltre a non esserci i soldi, le banche non hanno le strutture e le risorse per gestire un numero così elevato di richieste di prestiti garantiti. E così gli imprenditori che si rivolgono ai propri istituti di credito per ricevere il contributo previsto dal Decreto Liquidità rimangono senza denaro molto più a lungo delle aspettative al contrario delle grandi compagnie . Con effetto domino della ripresa delle attività, dei consumi e del turismo. Prestiti garantiti, le banche non rispettano le tempistiche Serve un’ accelerazione nell’ attuazione del provvedimento sui prestiti garantiti. L’ appello arriva direttamente dalla Banca d’ Italia . Perché un gruppo cospicuo di banche italiane stanno fornendo un numero di prestiti garantiti ben inferiore alla media , facendo riferimento al numero totale di richieste pervenute. Stando all’ istituto centrale italiano, si tratta delle banche meno attrezzate, le più piccole: tutte richiamate all’ ordine affinché rispettino le tempistiche previste dal Decreto Liquidità . Non viene messa indiscusso l’ autonomia nella decisione di concedere o meno i prestiti. Quello che chiede Bankitalia sono informazioni e spiegazioni sulle cause di tali ritardi, con l’ invito che è qualcosa di più che un invito ad attivarsi per risolvere disagi causati alle aziende riconducibili a mancanze e responsabilità delle banche stesse. Troppe domande relative ai prestiti garantiti, le banche non ce la fanno Stando a quanto riportato a Il Giornale da Paolo Angelini, capo del dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Bankitalia, la verità è che i soldi ci sarebbero anche. Il problema vero relativo ai prestiti garantiti non è legato alla capitalizzazione o alla liquidità disponibile delle banche , ma all’ elevato numero di domande e l’ iniziale mancanza di organizzazione, dovuta anche al delle norme mai troppo trasparenti, e poi alla mancanza di personale, causa pandemia. Insomma, il governo chiude tutto , manda a casa i lavoratori poi però lancia i prestiti garantiti senza dare la possibilità alle banche di potersi organizzare al meglio per fornire un servizio efficiente alle aziende e agli imprenditori. Prestiti garantiti, l’ inchiesta del Codacons tra le banche: un flop Che poi, a dirla tutta, non c’ è niente di nuovo. Nel senso che un mese fa il Codacons aveva realizzato un’ inchiesta sulla risposta fornita dalle banche italiane alle imprese in difficoltà che provano ad attingere ai prestiti garantiti dallo Stato previsti dalla normativa emergenziale. Il risultato? Un flop, tra totale impreparazione delle b anche (si parla di istituti che neanche rispondono al telefono ) e imprenditori poco invogliati a chiedere i soldi in prestito, seppur garantito , a causa di norme troppo stringenti. Il sostegno dell’ Abi e l’ autocertificazione Le cose sono migliorate grazie ad alcuni emendamenti aggiuntivi al decreto liqudiità , a conferma che quantomeno all’ inizio, le norme non erano abbastanza chiare. Una delle misure chiave per la svolta positiva, seppur parziale, è quella relativa all ‘autocertificazione dei clienti interessati ai prestiti garantiti, provvedimento che ha permesso un notevole snellimento della procedura e del sistema in generale, limitando la discrezionalità delle banche nel momento in cui devono valutare il finanziamento sul merito di credito, tramite istruttoria, pur rimanendo ferme le verifiche antiriciclaggio. Un aggiunta, quella dell’ autocertificazione, chiesta e voluta dall’ Abi, Asssociazione Bancaria Italiana. Prestiti garantiti, quali sono i tassi d’ interesse applicati dalle banche A parte qualche caso isolato , il tasso d’ interesse medio applicato dalle banche sui prestiti garantiti , quantomeno quelli fino a 25mila euro, per fortuna è quello sostanzialmente previsto dal Decreto Liquidità: stando all’ indagine realizzata dalla Banca d’ Italia, è pari all’ 1,2% mentre raddoppia nei casi in cui i prestiti sono garantiti solo in parte o con più discrezionalità da parte delle banche: il 2,4% applicato supera, anche se non di molto, il limite inizialmente previsto del 2%. Prestiti garantiti, 4 banche sotto istruttoria dell’ Antitrust E’ notizia di ieri inoltre che l’ Antitrust ha avviato istruttorie nei confronti di quattro tra banche e società finanziarie , per problematiche sempre legate all’ erogazione dei prestiti garantiti. Assenza di informazioni sulle tempistiche per l’ accesso alle misure di sostegno rivolte a consumatori e microimprese. Assenza di indicazioni chiare sugli oneri riguardandi la sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese e relative agli aumenti di interesse complessivo rispetto a quelli pattuiti inizialmente nell’ ambito dell’ allungamento dei piani di ammortamento. Questi i motivi della mossa dell’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. Gli istituti di credito sotto istruttoria sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Sella e Findomestic. Secondo l’ Antitrust, riportiamo il virgolettato integrale: ” Le banche avrebbero posto indebite condizioni all’ accesso a tali misure, quali l’ apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle di cui al decreto Liquidità”. Moral suasion per altre dodici banche L’ Antitrust inoltre ha avviato un’ attività di moral suasion per altre 12 banche e società finanziarie. L’ Autorità ha riscontrato le stesse mancanze di tipo informativo sui tempi di risposte e sulle reali condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti per i seguenti istituti: Bnl, Banco Bpm, Ubi Banca, Crédit Agricole, Credem, Mps, Banca Popolare di Sondrio, Creval, Bcc Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia. Fonte: News Trend Online © TraderLink News – Direttore Responsabile Marco Valeriani – Riproduzione vietata.
marco valeriani

lasicilia.it, 12/06/2020 17:51
Sondaggi, vacanze più care per gli italiani: soltanto il 51% potrà farle
il dato emerge da un’ indagine realizzata da demoskopika per conto del comune di siena. la sicilia, insieme a puglia e toscana, tra le mete più ambite
ROMA – Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi, anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Ma di quei 25 milioni di connazionali che non partiranno (49%), quasi 8 milioni (15,3%) non lo farà per scelta, ma perché fermato da ragioni economiche. L’ identikit del turista post Covid-19 emerge da un’ indagine nazionale realizzata da Demoskopika per conto del comune di Siena che l’ ANSA ha anticipato in esclusiva. La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7,8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. L’ IDENTIKIT DI CHI PARTE: DIPENDENTE E CON REDDITO ALTO – Lavoratore dipendente, di età compresa tra i 36 e i 64 anni, con un reddito annuale superiore a 40 mila euro, preferibilmente laureato. Opterà per l’ Italia per una 1 o 2 settimane, meglio se al mare nel mese di agosto, in coppia o in famiglia. Per vivere una vacanza sicura non ha dubbi: distanziamento sociale, mascherine e niente assembramenti. PAURA E QUESTIONI ECONOMICHE FANNO RINUNCIARE – Tra i 25 milioni di rinunciatari il 24.9% lo farà perché, «pur volendo», ha ancora timore a viaggiare. L’ 8,7% del campione intervistato ha «già rinunciato, al di là del coronavirus», ma colpisce il 15,3% del campione che non ha programmato la villeggiatura dichiarando di «non avere le possibilità economiche». Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per «cause di forza maggiore» principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più «sofferenti» figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%). PER LA SISTEMAZIONE PREVALE IL FAI DA TE – Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute «più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). Resta, ad ogni modo, più che rilevante la fetta dei vacanzieri che non rinuncia all’ albergo (27,6%), al villaggio turistico (7,6%) per il comparto alberghiero o, in alternativa, al sistema extra-alberghiero con in testa i bed & breakfast (12,8%) seguiti dall’ agriturismo (4,8%) e dal campeggio (4,2%). «Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’ epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono». «Rilevare l’ opinione degli italiani – commenta l’ assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico». UN’ ESTATE DI RINCARI SECONDO IL CODACONS – Di vacanze all’ insegna dei rincari parla il Codacons. «Il distanziamento sociale – avverte – comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza ridurrà i guadagni. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), una vacanza di 10 giorni arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa pro capite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020».

PrimoCanale.it, 12/06/2020 16:54
Vacanze post Coronavirus, Codacons: “Saranno all’ insegna dei rincari”
GENOVA – Poco più di “30 milioni di italiani andrà questa estate in villeggiatura , con una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019, quando il numero di persone che si concesse una villeggiatura fu di oltre 39 milioni”, a confermare il monitoraggio realizzato dal Codacons la settimana scorsa è l’ indagine Demoskopika . Questo significa che solo il 51% degli italiani si concederà quest’ anno una vacanza. Le mete più gettonate sono la Puglia e la Sicilia per chi sogna di poter trascorrere qualche giorno al mare, mentre rispetto agli ultimi anni è in crescita la richiesta di soggiorni in montagna con il Trentino in testa. Ma per una settimana o due di ferie bisognerà spendere di più rispetto agli anni scorsi. “Saranno vacanze all’ insegna dei rincari” , avverte il Codacons. “Il distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico”. Le stime dell’ associazione per i consumatori sono alte vista la situazione “che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, etc), al punto che una vacanza di 10 giorni arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa procapite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020”. Approfondimenti Coronavirus, blitz dei Nas nella casa di riposo Santa Marta a Genova Coronavirus, Bassetti: “Asintomatici? Contagio da carica virale” Coronavirus, un solo decesso in Liguria e dieci nuovi contagi in 24 ore Coronavirus, pm sulle rsa di Genova: analisi cartelle fino a ottobre Coronavirus: morto il direttore della rsa San Camillo di Genova Video Coronavirus, la genovese Cecilia: “Spero di tornare in Cina ma ora nessuna certezza” Coronavirus, Bucci: “Dal 15 giugno a Genova mascherine non obbligatorie all’ aperto” Coronavirus nel mondo, la testimonianza da Ulm in Germania del finalese Roberto Perrone Coronavirus nel mondo, la testimonianza da Citt del Messico del genovese Emiliano Beltrani Commenti.

Msn, 12/06/2020 16:48
La metà degli italiani rinuncia alle vacanze: il 25% ha paura del virus, il 16% non ha i soldi
Nell’ estate del Covid-19 il 49% degli italiani rinuncerà alle vacanze e una buona fetta lo farà per motivi economici.E, tra quanti hanno deciso di concedersi una vacanza, solo il 5% ha prenotato. E’ quanto emerge dall’ indagine realizzata da Demoskopika che l’ ANSA anticipa in esclusiva. Le rinunce, i n primo luogo perché, “pur volendo”, i cittadini hanno ancora timore a viaggiare (24,9%). L’ 8,7% del campione intervistato ha “già rinunciato, al di là del Coronavirus” ma colpisce il 15,3% del campione intervistato che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia dichiarando di “non avere le possibilità economiche”. Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per “cause di forza maggiore” principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più “sofferenti” figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%). La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7.8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute “più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). L”indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena ha coinvolto un campione di 1.539 cittadini intervistati. “Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’ epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono”. “Rilevare l’ opinione degli italiani – commenta l’ assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico”. Codacons: vacanze saranno all’ insegna de rincari “L’ indagine Demoskopika conferma il monitoraggio realizzato la settimana scorsa dal Codacons, che affermava come solo il 51% degli italiani si sarebbe concesso quest’ anno una vacanza”. E’ quanto commenta l’ associazione di consumatori aggiungendo che queste vacanze saranno “all’ insegna dei rincari”. “Poco più di 30 milioni di italiani andrà questa estate in villeggiatura, con una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019, quando il numero di persone che si concesse una villeggiatura fu di oltre 39 milioni. Anche il nostro monitoraggio vede Puglia e Sicilia in testa alla classifica delle mete più gettonate, con una crescita della montagna (Trentino in testa) rispetto agli ultimi anni”, si legge. Il “distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), al punto che una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa pro capite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020″, conclude l’ associazione.

Helpconsumatori, 12/06/2020 16:23
Mutui, prestiti e finanziamenti, l’ Antitrust indaga su banche e finanziarie
antitrust avvia 4 istruttorie e 12 moral suasion nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’ erogazione di nuovi finanziamenti. soddisfatte le associazioni dei consumatori
L’ Antitrust ha avviato quattro istruttorie nei confronti di primarie banche e società finanziarie ( Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Sella e Findomestic ) e dodici moral suasion nei confronti di BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia . In particolare, l’ Autorità ha riscontrato una serie di criticità, da parte dell’ utenza, ad ottenere il dilazionamento delle esposizioni debitorie rispetto alle banche e alle società finanziarie, e ad avere accesso alla liquidità e al credito , come sarebbe invece previsto dai decreti Cura Italia e Liquidità . E ha ritenuto, pertanto, di dover intervenire nella convinzione che ” solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possono assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’ attuale emergenza “. Banche e finanziarie, le istruttorie Oggetto delle istruttorie “problematiche emerse sia sull’ assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori, che di chiare indicazioni sugli oneri derivanti dalla sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese, in termini di aumento degli interessi complessivi rispetto al totale originariamente dovuto quale effetto dell’ allungamento dei piani di ammortamento” – si legge nella nota stampa dell’ Antitrust. Inoltre, secondo quanto segnalato dall’ Autorità, le banche avrebbero posto ” indebite condizioni all’ accesso a tali misure, quali l’ apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle di cui al DL Liquidità”. Le indagini Antitrust su banche e finanziarie “Moral suasion” nei confronti di altre 12 banche Nei confronti delle altre dodici banche e finanziarie ( BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia ), l’ Autorità ha avviato un’ attività di moral suasion , avendo riscontrato le medesime carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta e sulle effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti. Soddisfatto il Codacons Sulla vicenda è intervenuto il Codacons , che a maggio aveva presentato un esposto all’ Antritrust, nel quale si evidenziavano ostacoli da parte delle banche nell’ erogazione dei prestiti previsti dal Governo in favore delle imprese. “Un monitoraggio realizzato dal Codacons su 15 banche in tutta Italia aveva riscontrato, attraverso 301 telefonate “spia”, comportamenti scorretti da parte degli istituti di credito in merito all’ applicazione del Decreto liquidità e ai prestiti garantiti fino a 25mila euro in favore delle piccole imprese – spiega il presidente Carlo Rienzi . – Credito che veniva vincolato alla condizione di essere già clienti della banca interpellata, o sottoposto a valutazioni del merito creditizio, nonostante la legge non prevedesse alcun limite in tal senso”. “Ostacoli del tutto ingiustificati e denunciati dal Codacons, che hanno danneggiato migliaia di imprese in un momento di grande difficoltà, e che hanno ora portato all’ apertura di istruttorie da parte dell’ Antitrust – conclude Rienzi . – Attendiamo ora provvedimenti anche da Bankitalia , cui è stato inviato l’ esposto, considerato che i ritardi nell’ erogazione dei prestiti potrebbero configurare anche reati penali”. Unione Nazionale Consumatori: bene, si faccia chiarezza “E’ un fatto che ci sono stat i ritardi intollerabili nella sospensione dei mutui e nell’ erogazione dei finanziamenti , ora si tratta di individuare le responsabilità – afferma Massimiliano Dona , presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori . “Il faro acceso dall’ Antitrust potrà consentire di capire cosa non ha funzionato e continua a non funzionare nelle banche e nei decreti Cura Italia e Liquidità”.

ilfattoquotidiano.it, 12/06/2020 16:06
Le Iene, Burioni risponde: “Sono stato accusato di conflitto di interesse su una malattia gravissima. Ora l’ avvocato Fabio Anselmo ristabilirà la verità”
martedì scorso il programma di italia 1 ha dedicato un lungo servizio al virologo realizzato dalla iena alessandro politi. il professore del san raffaele a che tempo che fa su rai2, dove è stato ospite fisso nel corso dell’ emergenza, ha parlato diverse volte di “anticorpi monoclonali” come soluzione contro il coronavirus. anticorpi, affermano le iene, che burioni studia, ha brevettato e depositato
“Sono molto addolorato per quanto affermato sul mio conto e sulla mia persona dalla trasmissione televisiva Le Iene . È stata messa in discussione la mia professionalità e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima, che ha portato lutto e dolore agli italiani. I n tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato . Se l’ inviato delle Iene lo avesse fatto sono certo che si sarebbe reso conto della verità e quel servizio non sarebbe andato in onda. La mia storia di vita professionale parla per me. Non ho alcun interesse in cure, terapie, vaccinazioni contro COVID-19 . Non solo non possiedo nessun brevetto su anticorpi monoclonali contro COVID-19 , ma nessun progetto di ricerca che anche lontanamente possa riguardare questo tipo di molecole potenzialmente utili contro COVID-19 è collegato alla mia persona. Mi sono rivolto all’ avvocato Fabio Anselmo per chiedergli un’ unica e per me fondamentale cosa: ristabilire la verità. L’ avvocato ha accettato il mio mandato e lo ringrazio di cuore. Ho accettato tante critiche . Questa, tuttavia, la percepisco fortissimamente ingiusta”, il virologo Roberto Burioni ha annunciato qualche ora fa sulla sua pagina Facebook Medical Facts la decisione di agire per le vie legali , affidandosi all’ avvocato che ha seguito i casi di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi , contro la trasmissione Le Iene. Martedì scorso il programma di Italia 1 ha dedicato un lungo servizio al virologo realizzato dalla iena Alessandro Politi . Il professore del San Raffaele a Che tempo che fa su Rai2, dove è stato ospite fisso nel corso dell’ emergenza, ha parlato diverse volte di “anticorpi monoclonali” come soluzione contro il Coronavirus. Anticorpi, affermano Le Iene, che Burioni studia, ha brevettato e depositato. “Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità. Addirittura una società, la Pomona, aveva registrato una enormità di suoi prodotti. Io mi domando: se uno brevetta l’ anticorpo monoclonale immunizzante del virus JC, e non è solo questo ma sono tanti lui ha interesse quindi a farlo vendere?”, ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Più volte in queste settimane si è discusso della sperimentazione con il plasma iperimmune , ipotesi su cui Burioni, proprio da Fazio, si era mostrato dubbioso nel corso delle settimane: “Utilizzare i sieri e il plasma dei pazienti guariti può essere in grado di migliorare chi sta male. Questa è una notizia buona non solo per il fatto che si può fare questo, perché poi si può fare poco perché prendere il sangue dai guariti non è una cosa semplice. Il plasma delle persone guarite è disponibile in piccola quantità ovviamente, non è che possiamo svenare i guariti. Noi siamo capaci di fare questi sieri, tra virgolette, artificialmente in laboratorio: si chiamano anticorpi monoclonali umani: è una speranza nuova che si apre. Questi plasmi non sono un farmaco ideale, sono difficili e costosissimi da preparare.” Politi, anche lui affetto dal Coronavirus, ha donato in ospedale due sacche di plasma e ha ricordato che oggi in Italia ci sono più di 150 mila guariti contro i 6 mila ricoverati con solo 450 persone in terapia intensiva. Numeri, dunque, che permetterebbero di aiutare tutti e i costi, a differenza di quanto sostenuto da Burioni, sarebbero molto più bassi, circa 80 euro a sacca . Nei giorni scorsi il virologo era finito nel mirino anche per i soldi incassati per alcune consulenze, ricordiamo legali e contro nessun codice deontologico, annunciando poi una pausa dai media fino al prossimo autunno. Il programma di Parenti si sofferma anche sui rapporti tra il virologo e Pomona , l’ azienda farmaceutica con cui ha depositato molti dei suoi brevetti di anticorpi monoclonali e che si occupa anche di vaccini. Proprietario al 100% Gualtiero Cochis , che possiede ditte in tutta Italia in settori disparati, ma quando Politi lo cerca a casa e si finge interessato per proporre una serie di progetti per la sua azienda farmaceutica, la sorella risponde che “mi ha detto che dovete parlare con Burioni, che lui non se ne occupa. Mi ha detto: guarda, io ho da fare, però digli di parlare con il prof. Burioni”. Quindi Burioni è dentro Pomona? “Credo di sì”. È lui che decide? “Forse decide Burioni”. Si conclude così il dialogo. 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Rai News, 12/06/2020 15:42
La metà degli italiani rinuncia alle vacanze: il 25% ha paura del virus, il 16% non ha i soldi
tra le mete italiane più gettonate sicilia, toscana e umbria.ben 4 italiani su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute
Condividi 12 giugno 2020 Nell’ estate del Covid-19 il 49% degli italiani rinuncerà alle vacanze e una buona fetta lo farà per motivi economici.E, tra quanti hanno deciso di concedersi una vacanza, solo il 5% ha prenotato. E’ quanto emerge dall’ indagine realizzata da Demoskopika che l’ ANSA anticipa in esclusiva. Le rinunce, i n primo luogo perché, “pur volendo”, i cittadini hanno ancora timore a viaggiare (24,9%). L’ 8,7% del campione intervistato ha “già rinunciato, al di là del Coronavirus” ma colpisce il 15,3% del campione intervistato che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia dichiarando di “non avere le possibilità economiche”. Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per “cause di forza maggiore” principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più “sofferenti” figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%). La Sicilia, insieme a Toscana e Puglia, si colloca sul podio delle destinazioni più gettonate da chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%). Appena il 7.8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute “più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). L”indagine realizzata da Demoskopika per conto del Comune di Siena ha coinvolto un campione di 1.539 cittadini intervistati. “Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’ epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono”. “Rilevare l’ opinione degli italiani – commenta l’ assessore al turismo del Comune di Siena, Alberto Tirelli – rappresenta uno strumento fondamentale per assumere un piano di azioni maggiormente consapevole in direzione di un rilancio concreto e più incisivo del comparto turistico’. Codacons: vacanze saranno all’ insegna de rincari “L’ indagine Demoskopika conferma il monitoraggio realizzato la settimana scorsa dal Codacons, che affermava come solo il 51% degli italiani si sarebbe concesso quest’ anno una vacanza”. E’ quanto commenta l’ associazione di consumatori aggiungendo che queste vacanze saranno “all’ insegna dei rincari”. “Poco più di 30 milioni di italiani andrà questa estate in villeggiatura, con una riduzione di circa il -23% rispetto al 2019, quando il numero di persone che si concesse una villeggiatura fu di oltre 39 milioni. Anche il nostro monitoraggio vede Puglia e Sicilia in testa alla classifica delle mete più gettonate, con una crescita della montagna (Trentino in testa) rispetto agli ultimi anni”, si legge. Il “distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), al punto che una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa pro capite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020”, conclude l’ associazione.

Borse, 12/06/2020 15:23
Stangata vacanze: tante rinunce per motivi economici, rincari fino a +20%
Circa 9 milioni di italiani in meno rispetto al 2019 si concederanno quest’ anno le vacanze estive. L’ indagine realizzata da Demoskopika evidenzia che metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi anche se solo il 5,5% ha già prenotato. Tra il 49% che ha scelto di non partire, ammonta a quasi 8 milioni il numero di quelli che non si muoverà per impossibilità economiche (15,3%) principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). “Sono state confermate in pieno le nostre previsioni – spiega il Codacons – Poco più di 30 milioni di italiani andrà questa estate in villeggiatura, con una riduzione di circa il 23% rispetto al 2019, quando il numero di persone che si concesse una villeggiatura fu di oltre 39 milioni”. Saranno tuttavia vacanze all’ insegna dei rincari, avverte il Codacons, con il distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici che comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), al punto che una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriverà a costare complessivamente fino al +20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa procapite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020.

Per Sempre Napoli, 12/06/2020 13:23
Covid-19, Burioni contro Le Iene: “Ho dato mandato a un avvocato per ristabilire la verità”
“Mi sono rivolto all’ avvocato Fabio Anselmo per chiedergli un’ unica e per me fondamentale cosa: ristabilire la verità. L’ avvocato ha accettato il mio mandato e lo ringrazio di cuore”. Lo ha annunciato il virologo Roberto Burioni sulla sua pagina Facebook Medical Facts, confermando la decisione di voler agire per le vie legali – mettendosi nelle mani del legale che ha seguito i casi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi – contro la trasmissione “Le Iene” che lo ha accusato di conflitti di interesse.”Sono molto addolorato per quanto affermato sul mio conto e sulla mia persona dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, scrive il medico pronto a imbarcarsi in una battaglia legale finito al centro delle polemiche, soprattutto sui social, per le sue frequenti comparsate televisive durante la pandemia. Nella trasmissione di Mediaset si parlava in particolare dello studio sugli anticorpi monoclonali che il professore studia da tempo, proposto come possibile terapia contro il coronavirus, e di alcune sue consulenze sui vaccini presso case farmaceutiche. “Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità”, ha sintetizzato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Al centro della questione il presunto interesse che il professor Burioni avrebbe avuto a citare spesso in televisione il successo delle sperimentazioni con anticorpi monoclonali, criticando invece le terapie basate sul plasma iperimmune. Tutto questo tradendo, ha sottolineato l’ associazione dei consumatori, il criterio di trasparenza del servizio pubblico. “E’ stata messa in discussione la mia professionalità – si difende il virologo sul social network – e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima, che ha portato lutto e dolore agli italiani. In tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato. Se l’ inviato delle Iene (Alessandro Politi, ndr ) lo avesse fatto, sono certo che si sarebbe reso conto della verità e quel servizio non sarebbe andato in onda”. Sulla questione dei brevetti legati alle terapie anti-Covid il professor Burioni chiarisce: “produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà”. “La mia storia di vita professionale parla per me – rivendica Burioni – Non ho alcun interesse in cure, terapie, vaccinazioni contro Covid-19. Non solo non possiedo nessun brevetto su anticorpi monoclonali contro Covid-19, ma nessun progetto di ricerca che anche lontanamente possa riguardare questo tipo di molecole potenzialmente utili contro Covid-19 è collegato alla mia persona. Ho accettato tante critiche. Questa, tuttavia, la percepisco fortissimamente ingiusta”. fonte La Repubblica.

Helpconsumatori, 12/06/2020 13:10
Estate e rincari, in pochi andranno in vacanza. Italia meta preferita
una vacanza di 10 giorni, secondo il codacons, arriverà a costare complessivamente fino al 20% in più
Nell’ estate post-Covid, il 51% degli italiani si concederanno una vacanza sebbene le prenotazioni già effettuate riguardano solo il 5,5%. Fanno da contraltare i 25 milioni di cittadini che hanno invece deciso di restare a casa (49%). Di questi, quasi 8 milioni non partiranno perché impossibilitati economicamente. Ad indicare questa motivazione sono soprattutto i lavoratori autonomi (21,4%). Sono queste alcune delle evidenze emerse da un’ indagine condotta da Demoskopika e pubblicata da Ansa in anteprima. Mete e alloggio Per chi potrà permettersi una vacanza, l’ Italia è la meta preferita del viaggio (92,3%), con Sicilia, Toscana e Puglia tra le regioni più gettonate. Appena il 7,8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. Per l’ alloggio, ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute “più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%). Estate e rincari Nel suo complesso, l’ indagine Demoskopika conferma in pieno il sentore già emerso in precedenza che vedeva il turismo come una delle “vittime” eccellenti del Coronavirus. Il Codacons, solo poche settimane fa, metteva in evidenza che le vacanze 2020 saranno all’ insegna dei rincari . Il distanziamento sociale presso spiagge, strutture ricettive e locali pubblici comporterà una forte riduzione del numero di clienti giornaliero, mentre l’ obbligo di sanificazione e le altre misure di sicurezza su mezzi di trasporto come aerei e traghetti e presso gli esercizi aperti al pubblico ridurrà i guadagni per società ed esercenti ed imporrà nuovi costi a loro carico. Una situazione che, inevitabilmente, comporterà un incremento dei listini in tutto il settore (dagli alberghi alle case vacanza, passando per lidi, aerei, traghetti, ristoranti, ecc.), al punto che una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriverà a costare complessivamente fino al 20% in più rispetto allo scorso anno, passando da una spesa pro capite media di 736 euro del 2019 agli 883 euro del 2020.

Msn, 12/06/2020 12:44
Covid-19, Burioni contro Le Iene: “Ho dato mandato a un avvocato per ristabilire la verità”
“Mi sono rivolto all’ avvocato Fabio Anselmo per chiedergli un’ unica e per me fondamentale cosa: ristabilire la verità. L’ avvocato ha accettato il mio mandato e lo ringrazio di cuore”. Lo ha annunciato il virologo Roberto Burioni sulla sua pagina Facebook Medical Facts, confermando la decisione di voler agire per le vie legali – mettendosi nelle mani del legale che ha seguito i casi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi – contro la trasmissione “Le Iene” che lo ha accusato di conflitti di interesse.”Sono molto addolorato per quanto affermato sul mio conto e sulla mia persona dalla trasmissione televisiva ”Le Iene”, scrive il medico pronto a imbarcarsi in una battaglia legale finito al centro delle polemiche, soprattutto sui social, per le sue frequenti comparsate televisive durante la pandemia. Nella trasmissione di Mediaset si parlava in particolare dello studio sugli anticorpi monoclonali che il professore studia da tempo, proposto come possibile terapia contro il coronavirus, e di alcune sue consulenze sui vaccini presso case farmaceutiche.”Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità”, ha sintetizzato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Al centro della questione il presunto interesse che il professor Burioni avrebbe avuto a citare spesso in televisione il successo delle sperimentazioni con anticorpi monoclonali e il plasma iperimmune.”E’ stata messa in discussione la mia professionalità – si difende il virologo sul social network – e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima, che ha portato lutto e dolore agli italiani. In tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato. Se l’ inviato delle Iene lo avesse fatto, sono certo che si sarebbe reso conto della verità e quel servizio non sarebbe andato in onda”.Sulla questione dei brevetti legati alle terapie anti-Covid il professor Burioni chiarisce: “produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà”.”La mia storia di vita professionale parla per me – rivendica Burioni – Non ho alcun interesse in cure, terapie, vaccinazioni contro Covid-19. Non solo non possiedo nessun brevetto su anticorpi monoclonali contro Covid-19, ma nessun progetto di ricerca che anche lontanamente possa riguardare questo tipo di molecole potenzialmente utili contro Covid-19 è collegato alla mia persona. Ho accettato tante critiche. Questa, tuttavia, la percepisco fortissimamente ingiusta”.

Yahoo Notizie, 12/06/2020 11:49
Codacons: dopo il 14 giugno sarà tolto distanziamento sugli aerei
Roma, 12 giu. (askanews) – Enac auspica che dopo il 14 giugno anche l’ Italia possa applicare le linee guida dell’ Easa e dell’ Ecdc che prevedono la possibilità di poter occupare senza limitazioni i posti a bordo, e per questo l’ ente sta lavorando con il Governo su tale soluzione. Lo scrive il Codacons dopo che una sua delegazione ha incontrato il presidente dell’ Enac Nicola Zaccheo e lo staff tecnico dell’ ente, a pochi giorni dalla riapertura dei viaggi in aereo in fase post-pandemia. “L’ incontro – si legge in una nota – ha avuto ad oggetto un fruttuoso confronto con il presidente e il suo staff circa le principali attività di controllo per la sicurezza dei voli in fase di riapertura. Il Codacons, attraverso i presidenti Carlo Rienzi, Marco Ramadori e Gianluca Di Ascenzo e l’ avvocato Valeria Graziussi dell’ ufficio legale nazionale, ha espresso apprezzamento sul lavoro dell’ Enac circa le numerose attività di controllo negli aeroporti attraverso i suoi direttori aeroportuali, in particolare ha accolto con favore l’ iniziativa, promossa da Toscana Aeroporti di istituire a Firenze un triage fuori dall’ aeroporto durante il quale i viaggiatori, su base volontaria, si sottopongono a test sierologico e, in caso di positività, vengono adottate le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente”. “Prassi – prosegue la nota – che ora il Codacons chiederà di estendere con una lettera a tutti gli aeroporti italiani. L’ Enac ha poi accolto positivamente l’ iniziativa proposta dai cittadini, attraverso i loro rappresentanti, di svolgere una funzione di supporto ai viaggiatori e distribuire – in accordo con i gestori aeroportuali e le compagnie aeree più sensibili – volantini informativi ai passeggeri che riepilogano le norme di sicurezza e la condotta da seguire durante i viaggi in aereo. Ciò per aumentare la sicurezza e rendere sereni i viaggiatori”.

larepubblica.it, 12/06/2020 11:43
Covid-19, Burioni contro Le Iene: “Ho dato mandato a un avvocato per ristabilire la verità”
“non ho alcun conflitto di interessi con covid-19, una malattia gravissima”, si difende il virologo su facebook, annunciando l’ azione legale contro la trasmissione di mediaset
“Mi sono rivolto all’ avvocato Fabio Anselmo per chiedergli un’ unica e per me fondamentale cosa: ristabilire la verità. L’ avvocato ha accettato il mio mandato e lo ringrazio di cuore”. Lo ha annunciato il virologo Roberto Burioni sulla sua pagina Facebook Medical Facts, confermando la decisione di voler agire per le vie legali – mettendosi nelle mani del legale che ha seguito i casi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi – contro la trasmissione “Le Iene” che lo ha accusato di conflitti di interesse. “Sono molto addolorato per quanto affermato sul mio conto e sulla mia persona dalla trasmissione televisiva ”Le Iene”, scrive il medico pronto a imbarcarsi in una battaglia legale finito al centro delle polemiche, soprattutto sui social, per le sue frequenti comparsate televisive durante la pandemia. Nella trasmissione di Mediaset si parlava in particolare dello studio sugli anticorpi monoclonali che il professore studia da tempo, proposto come possibile terapia contro il coronavirus, e di alcune sue consulenze sui vaccini presso case farmaceutiche. “Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità”, ha sintetizzato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Al centro della questione il presunto interesse che il professor Burioni avrebbe avuto a citare spesso in televisione il successo delle sperimentazioni con anticorpi monoclonali, criticando invece le terapie basate sul plasma iperimmune. Tutto questo tradendo, ha sottolineato l’ associazione dei consumatori, il criterio di trasparenza del servizio pubblico. Cronaca Coronavirus, scontro tra virologi: Burioni attacca la collega del Sacco. Ilaria Capua: “Non c’ è da piangere né da ridere” “E’ stata messa in discussione la mia professionalità – si difende il virologo sul social network – e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima, che ha portato lutto e dolore agli italiani. In tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato. Se l’ inviato delle Iene (Alessandro Politi, ndr ) lo avesse fatto, sono certo che si sarebbe reso conto della verità e quel servizio non sarebbe andato in onda”. Sulla questione dei brevetti legati alle terapie anti-Covid il professor Burioni chiarisce: “produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà”. Cronaca Roberto Burioni torna alla carica contro la Regione Toscana sul coronavirus. Rossi: “Ci attaccano fascioleghisti o disinformati” “La mia storia di vita professionale parla per me – rivendica Burioni – Non ho alcun interesse in cure, terapie, vaccinazioni contro Covid-19. Non solo non possiedo nessun brevetto su anticorpi monoclonali contro Covid-19, ma nessun progetto di ricerca che anche lontanamente possa riguardare questo tipo di molecole potenzialmente utili contro Covid-19 è collegato alla mia persona. Ho accettato tante critiche. Questa, tuttavia, la percepisco fortissimamente ingiusta”.

TrendOnline, 12/06/2020 11:38
Prestiti garantiti, cosa accade quando le banche non… prestano
lo stato garantisce i prestiti. le banche non garantiscono di erogare i prestiti nei tempi previsti. il motivo? troppe domande. mancanza di organizzazione. carenza di liquidità. le banche non hanno le strutture e le risorse per gestire un numero così elevato di richieste. e così gli imprenditori che si rivolgono ai propri istituti di credito per ricevere il contributo previsto dal decreto liquidità rimangono senza denaro molto più a lungo delle loro aspettative
Lo Stato che garantisce i prestiti. Le banche che non garantiscono di erogare i prestiti nei tempi previsti . Il motivo? Troppe domande. Mancanza di organizzazione. Carenza di liquidità. Tradotto, oltre a non esserci i soldi, le banche non hanno le strutture e le risorse per gestire un numero così elevato di richieste di prestiti garantiti. E così gli imprenditori che si rivolgono ai propri istituti di credito per ricevere il contributo previsto dal Decreto Liquidità rimangono senza denaro molto più a lungo delle aspettative al contrario delle grandi compagnie . Con effetto domino della ripresa delle attività, dei consumi e del turismo. Prestiti garantiti, le banche non rispettano le tempistiche Serve un’ accelerazione nell’ attuazione del provvedimento sui prestiti garantiti. L’ appello arriva direttamente dalla Banca d’ Italia . Perché un gruppo cospicuo di banche italiane stanno fornendo un numero di prestiti garantiti ben inferiore alla media , facendo riferimento al numero totale di richieste pervenute. Stando all’ istituto centrale italiano, si tratta delle banche meno attrezzate, le più piccole: tutte richiamate all’ ordine affinché rispettino le tempistiche previste dal Decreto Liquidità . Non viene messa indiscusso l’ autonomia nella decisione di concedere o meno i prestiti. Quello che chiede Bankitalia sono informazioni e spiegazioni sulle cause di tali ritardi, con l’ invito che è qualcosa di più che un invito ad attivarsi per risolvere disagi causati alle aziende riconducibili a mancanze e responsabilità delle banche stesse. Troppe domande relative ai prestiti garantiti, le banche non ce la fanno Stando a quanto riportato a Il Giornale da Paolo Angelini, capo del dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria di Bankitalia, la verità è che i soldi ci sarebbero anche. Il problema vero relativo ai prestiti garantiti non è legato alla capitalizzazione o alla liquidità disponibile delle banche , ma all’ elevato numero di domande e l’ iniziale mancanza di organizzazione, dovuta anche al delle norme mai troppo trasparenti, e poi alla mancanza di personale, causa pandemia. Insomma, il governo chiude tutto , manda a casa i lavoratori poi però lancia i prestiti garantiti senza dare la possibilità alle banche di potersi organizzare al meglio per fornire un servizio efficiente alle aziende e agli imprenditori. Prestiti garantiti, l’ inchiesta del Codacons tra le banche: un flop Che poi, a dirla tutta, non c’ è niente di nuovo. Nel senso che un mese fa il Codacons aveva realizzato un’ inchiesta sulla risposta fornita dalle banche italiane alle imprese in difficoltà che provano ad attingere ai prestiti garantiti dallo Stato previsti dalla normativa emergenziale. Il risultato? Un flop, tra totale impreparazione delle b anche (si parla di istituti che neanche rispondono al telefono ) e imprenditori poco invogliati a chiedere i soldi in prestito, seppur garantito , a causa di norme troppo stringenti. Il sostegno dell’ Abi e l’ autocertificazione Le cose sono migliorate grazie ad alcuni emendamenti aggiuntivi al decreto liqudiità , a conferma che quantomeno all’ inizio, le norme non erano abbastanza chiare. Una delle misure chiave per la svolta positiva, seppur parziale, è quella relativa all ‘autocertificazione dei clienti interessati ai prestiti garantiti, provvedimento che ha permesso un notevole snellimento della procedura e del sistema in generale, limitando la discrezionalità delle banche nel momento in cui devono valutare il finanziamento sul merito di credito, tramite istruttoria, pur rimanendo ferme le verifiche antiriciclaggio. Un aggiunta, quella dell’ autocertificazione, chiesta e voluta dall’ Abi, Asssociazione Bancaria Italiana. Prestiti garantiti, quali sono i tassi d’ interesse applicati dalle banche A parte qualche caso isolato , il tasso d’ interesse medio applicato dalle banche sui prestiti garantiti , quantomeno quelli fino a 25mila euro, per fortuna è quello sostanzialmente previsto dal Decreto Liquidità: stando all’ indagine realizzata dalla Banca d’ Italia, è pari all’ 1,2% mentre raddoppia nei casi in cui i prestiti sono garantiti solo in parte o con più discrezionalità da parte delle banche: il 2,4% applicato supera, anche se non di molto, il limite inizialmente previsto del 2%. Prestiti garantiti, 4 banche sotto istruttoria dell’ Antitrust E’ notizia di ieri inoltre che l’ Antitrust ha avviato istruttorie nei confronti di quattro tra banche e società finanziarie , per problematiche sempre legate all’ erogazione dei prestiti garantiti. Assenza di informazioni sulle tempistiche per l’ accesso alle misure di sostegno rivolte a consumatori e microimprese. Assenza di indicazioni chiare sugli oneri riguardandi la sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese e relative agli aumenti di interesse complessivo rispetto a quelli pattuiti inizialmente nell’ ambito dell’ allungamento dei piani di ammortamento. Questi i motivi della mossa dell’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. Gli istituti di credito sotto istruttoria sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Sella e Findomestic. Secondo l’ Antitrust, riportiamo il virgolettato integrale: ” Le banche avrebbero posto indebite condizioni all’ accesso a tali misure, quali l’ apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle di cui al decreto Liquidità”. Moral suasion per altre dodici banche L’ Antitrust inoltre ha avviato un’ attività di moral suasion per altre 12 banche e società finanziarie. L’ Autorità ha riscontrato le stesse mancanze di tipo informativo sui tempi di risposte e sulle reali condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti per i seguenti istituti: Bnl, Banco Bpm, Ubi Banca, Crédit Agricole, Credem, Mps, Banca Popolare di Sondrio, Creval, Bcc Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia.

Giornalettismo, 12/06/2020 11:10
Burioni sul servizio delle Iene: «Ho dato mandato a un avvocato per ristabilire la verità»
burioni azioni legali dopo il servizio de le iene
L’ 11 giugno, Le Iene hanno mandato in onda un servizio su Roberto Burioni , in cui si faceva riferimento – attraverso un’ intervista al presidente del Codacons Carlo Rienzi – a un presunto conflitto d’ interessi del virologo del San Raffaele nel corso dell’ emergenza coronavirus. Si parlava, infatti, dello studio sugli anticorpi monoclonali che il professore studia da tempo, proposto come possibile terapia contro il coronavirus, e di alcune sue consulenze sui vaccini presso case farmaceutiche. Roberto Burioni si era già difeso dalle accuse all’ indomani della messa in onda della trasmissione, ma oggi ha annunciato che inizierà una vera e propria battaglia legale. LEGGI ANCHE Le Iene, il ‘conflitto d’ interessi’ di Burioni e la replica del virologo Burioni azioni legali dopo il servizio de Le Iene «È stata messa in discussione la mia professionalità e sono stato accusato di conflitti di interesse su una malattia gravissima – ha scritto Burioni in un post su Facebook -, che ha portato lutto e dolore agli italiani. In tutto questo, pensate che non sono stato nemmeno interpellato . Se l’ inviato delle Iene lo avesse fatto sono certo che si sarebbe reso conto della verità e quel servizio non sarebbe anda to in onda». Tra l’ altro, nel suo intervento successivo alla messa in onda del servizio delle Iene, Burioni aveva ricordato come produrre anticorpi monoclonali sia il suo lavoro, ma che nessuno di questi anticorpi è di sua proprietà, men che meno quelli che potrebbero essere utilizzati contro il coronavirus. Il concetto è stato ribadito anche nel post di questa mattina, in cui Burioni annuncia l’ inizio della battaglia legale che lo vedrà protagonista: « Mi sono rivolto all’ avvocato Fabio Anselmo – ha detto – per chiedergli un’ unica e per me fondamentale cosa: ristabilire la verità . L’ avvocato ha accettato il mio mandato e lo ringrazio di cuore. Ho accettato tante critiche. Questa, tuttavia, la percepisco fortissimamente ingiusta». Occorrerà valutare, adesso, quali saranno le parti in causa in questa azione legale affidata all’ avvocato Anselmo. Nei giorni scorsi, Burioni aveva annunciato di prendersi una pausa dai media, soprattutto da quelli televisivi. Anche i suoi interventi sui social network, in questa fase, saranno meno numerosi del solito. Tuttavia, per l’ annuncio delle azioni legali sul servizio de Le Iene, Burioni ha utilizzato proprio Facebook. TAG: Roberto Burioni Come funziona l’ assegno universale per i figli contenuto nel Family Act Meluzzi condivide la (falsa) storia della ‘messinscena’ dell’ uccisione di George Floyd.

Borse, 12/06/2020 10:18
Banche nel mirino dell’ Antitrust: ritardi nella sospensione mutui e informazioni confuse nell’ erogazione prestiti
Diverse banche finiscono nel mirino dell’ Antitrust per aver adottato comportamenti scorretti verso famiglie e imprese riguardanti la sospensione dei mutui e l’ erogazione di nuovi prestiti, misure che erano state messe in campo dal governo con i decreti Cura Italia e Liquidità come sostegno economico per affrontare e superare l’ attuale emergenza innescata dal Covid. In particolare, l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro istruttorie nei confronti di primarie banche e società finanziarie (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Sella e Findomestic) sia per l’ assenza di informazioni sulla tempistica di accesso alle varie misure di sostegno, sia per l’ assenza di chiare indicazioni sugli oneri che sarebbero scattati con la sospensione dei mutui e dei finanziamenti, in termini di aumento degli interessi complessivi (rispetto al totale originariamente dovuto), come effetto dell’ allungamento dei piani di ammortamento. Non solo. Secondo l’ Antitrust, le banche avrebbero posto indebite condizioni all’ accesso a queste misure, come l’ apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle previste dal Decreto Liquidità. L’ Autorità ha inoltre avviato una attività di moral suasion nei confronti di altre 12 banche e finanziarie (BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia), avendo riscontrato le stesse carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta e sulle effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei mutui e dei finanziamenti. Già il mese scorso il Codacons aveva evidenziato numerosi ostacoli. Un monitoraggio realizzato dall’ associazione su 15 banche in tutta Italia aveva infatti riscontrato, attraverso 301 telefonate “spia”, comportamenti scorretti da parte degli istituti di credito in merito all’ applicazione del Decreto Liquidità e ai prestiti garantiti fino a 25mila euro in favore delle piccole imprese. Credito che veniva vincolato alla condizione di essere già clienti della banca interpellata, o sottoposto a valutazioni del merito creditizio, nonostante la legge non prevedesse alcun limite in tal senso. “Ostacoli del tutto ingiustificati e denunciati dal Codacons, che hanno danneggiato migliaia di imprese in un momento di grande difficoltà, e che hanno ora portato all’ apertura di istruttorie da parte dell’ Antitrust – commenta il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Attendiamo ora provvedimenti anche da Bankitalia, cui è stato inviato l’ esposto, considerato che i ritardi nell’ erogazione dei prestiti potrebbero configurare anche reati penali”.

LaC News 24, 12/06/2020 10:04
Emergenza coronavirus in Calabria, Santelli conferma Belcastro e Varone al timone
Anche la nomina di Belcastro presta poi il fianco a critiche considerando le tante ombre nella gestione della Rsa Domus Aurea di Chiaravalle , diventata un terribile focolaio di infezioni da coronavirus per gli anziani pazienti e gli operatori sanitari senza che nessuno intervenisse tempestivamente per arginare l’ emergenza. Una pagina opaca, la più opaca, del lockdown calabrese sulla quale sta lavorando la Procura di Catanzaro. Ma proprio la relazione di Belcastro sulla situazione e sui ritardi della Regione negli interventi, con tanti aspetti non chiari, ha destato l’ attenzione della stampa nazionale e anche del Codacons che vuole vederci chiaro sui contagi e le morti avvenute nella struttura e ha presentato un autonomo esposto in Procura. Anche perché ha fatto da contraltare alla tempestività con la quale Belcastro ha fornito i tamponi alla struttura di Villa Torano . Un comportamento che ha suscitato curiosità anch’ esso da parte media nazionali, considerato che la struttura è di proprietà di Poggi e della moglie di Claudio Parente e consigliere regionale di Fi nella scorsa legislatura. Il clamore mediatico suscitato dalla vicenda è stato idoneo a fare scattare la reazione degli avvocati Amedeo Bianco, del foro di Catanzaro, e Pierluca Bonofiglio, del foro di Cosenza, difensori di Luigi Pansini , direttore sanitario di Villa Torano, intervenuti per tutelare la Rsa. Nessuna responsabilità accertata, dunque, ma un insieme di vicende sulle quali si discuterà ancora molto nei mesi a venire. «L’ assegnazione della delega di cui trattasi ha carattere fiduciario, e non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale» si legge nella nota sottoscritta da Jole Santelli che, dunque, dimostra di avere proprio voluto ribadire e rimarcare la propria fiducia ai due responsabili, dimostrando di avere dunque approvato in toto la condotta fin qui tenuta dagli stessi. E confermando, almeno in questo avvio di legislatura, di avere una allergia particolarmente grave nei confronti di ogni azione di rinnovamento dell’ apparato burocratico regionale.
ric. trip

Key4Biz, 12/06/2020 07:57
Aumenti bollette luce e gas, ecco le voci che potrebbero crescere
Rubrica settimanale Sos Energia , frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe . Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’ elettricità, del gas e dell’ acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui . Nelle prossime settimane potrebbero registrarsi diversi aumenti per le bollette della luce e del gas. Come da tradizione, con l’ arrivo dell’ estate , si prospetta un incremento dei consumi di energia elettrica (legato all’ utilizzo del condizionatore ) che avrà un impatto praticamente immediato sulle bollette della luce. Nel frattempo, però, all’ orizzonte si prospettano nuovi rincari che potrebbero comportare un sostanziale incremento della spesa per le famiglie italiane. Il primo fattore da tenere d’ occhio per quanto riguarda i possibili aumenti in bolletta è il prossimo aggiornamento tariffario che ARERA comunicherà a fine mese . Come previsto dalla normativa, infatti, a fine luglio ARERA comunicherà i nuovi prezzi di luce e gas per i clienti in tutela. Tali prezzi si baseranno sulle nuove condizioni del mercato energetico che sta tornando ad una parziale normalità dopo l’ inizio della ‘fase 2′ dell’ emergenza sanitaria dello scorso mese di maggio. Lo scorso mese di aprile, per effetto del lockdown, ARERA aveva annunciato un drastico calo dei prezzi di luce e gas (-18,3% per l’ elettricità e -13,5% per il gas naturale) per i clienti in tutela. Nelle settimane successive, i fornitori del mercato libero si sono adeguati ai nuovi prezzi del mercato tutelato proponendo offerte ancora più vantaggiose con un risparmio per gli utenti che, come evidenziato da un recente studio di SOStariffe.it, era pari a quasi il 20% rispetto ai prezzi di gennaio 2020. Il nuovo aggiornamento di ARERA sarà valido a partire dal prossimo 1° luglio e coprirà tutto il terzo trimestre del 2020. Lo scenario più realistico vede un possibile incremento dei prezzi di luce e gas per il mercato tutelato a partire dal prossimo mese di luglio. Tale incremento potrebbe essere legato alle nuove condizioni del mercato energetiche che, come già sottolineato in precedenza, sta tornando alle condizioni di quasi normalità. L’ aumento dei prezzi del mercato tutelato potrebbe influenzare anche i prezzi del mercato libero che, da luglio, potrebbero registrare ritocchi verso l’ alto rendendo meno convivente l’ attivazione di nuove offerte. All’ orizzonte c’ è anche un secondo elemento che potrebbe comportare un incremento delle bollette di luce e gas, sia per i clienti in tutela che per i clienti che hanno già scelto il mercato libero. Un emendamento al Decreto Rilancio prevede la possibilità di un rincaro degli oneri di sistema , una delle principali voci di spesa delle bollette, per raccogliere i fondi necessari al sostentamento delle famiglie in maggiore difficoltà. Il provvedimento, non ancora approvato, potrebbe comportare un sostanziale rincaro delle bollette. Per quanto accompagnato da motivazioni validissime (sono molte le famiglie in difficoltà economica in questo periodo), l’ incremento degli oneri di sistema potrebbe, secondo il Codacons, trasformarsi in una vera e propria ‘tassa occulta’ comportando un sostanziale aumento delle bollette energetiche per tutte le famiglie italiane a partire dai prossimi mesi estivi. Il possibile aumento dei prezzi di luce e gas, in arrivo con l’ aggiornamento tariffario che ARERA annuncerà a fine giugno, e l’ aumento generalizzato degli oneri di sistema potrebbero comportare un notevole incremento delle bollette energetiche. Durante i mesi estivi, per via dell’ incremento dei consumi di energia elettrica, le bollette della luce, per effetto combinato di tutti questi elementi, potrebbero quindi subire un fortissimo rincaro. Si tratta, quindi, di uno scenario che rischia di diventare molto difficile per le famiglie italiane, già alle prese con un contesto economico di crisi. Per maggiori dettagli in merito alle evoluzioni del mercato energetico italiano sarà necessario attendere l’ inizio del prossimo mese di luglio. Nel frattempo, però, i consumatori devono iniziare a ‘guardarsi intorno’ e valutare tutte le possibili contro-misure ai futuri rincari in arrivo per il settore. Cosa possono fare gli utenti per prevenire il possibile salasso in bolletta nel corso dei prossimi mesi? La strada migliore è quella del gioco d’ anticipo. Per evitare di dover fare i conti con bollette con importi elevatissimi, infatti, è opportuno sfruttare tutti gli strumenti a propria disposizione per ridurre al minimo i costi a partire da una corretta scelta delle tariffe luce e gas che può garantire una sostanziale riduzione delle bollette e, potenzialmente, potrà annullare i possibili rincari in arrivo nel corso dei prossimi mesi. Come individuare le migliori offerte luce e gas del momento Per minimizzare l’ importo delle bollette, oltre ad un’ ottimizzazione dei consumi con una riduzione degli sprechi, è necessario scegliere le migliori tariffe luce e gas del momento . Con una scelta corretta, infatti, è possibile ridurre di diverse decine di Euro l’ importo di ogni singola bolletta e, quindi, limitare l’ impatto delle forniture energetiche sul bilancio familiare. Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero (con una scelta corretta delle tariffe) può, quindi, rappresentare la soluzione migliore, per i clienti ancora in regime di Maggior Tutela, per evitare i rincari in arrivo nei prossimi mesi. Allo stesso modo, i clienti che hanno già scelto il mercato libero potranno beneficiare del calo di prezzi registrato nei mesi scorsi per attivare nuove offerte luce e gas e anticipare il possibile rincaro in arrivo a partire dal mese di luglio. In sostanza, per tutte le famiglie, attivare le migliori offerte luce e gas del momento può rappresentare un’ occasione davvero importante per ridurre al minimo le spese per le proprie forniture energetiche. Per poter scegliere, in modo preciso, la migliore tariffa da attivare per la propria fornitura energetica è necessario affidarsi alla comparazione online . Con uno strumento di comparazione, infatti, è possibile confrontare, in pochissimo tempo, tutte le principali tariffe disponibili sul mercato e, successivamente, individuare le migliori offerte da attivare sulla base delle proprie reali esigenze. In questo modo, si annulleranno i rischi di attivare un’ offerta non conveniente e si potrà ridurre al minimo l’ importo delle bollette. Grazie al comparatore di SOStariffe.it è possibile, in modo molto semplice, confrontare le offerte luce e gas disponibili sul mercato e procedere con l’ attivazione online della tariffa più conveniente, direttamente dal sito del fornitore. Per individuare l’ offerta più vantaggiosa basta inserire il dato relativo ai propri consumi annuali di energia (il dato è riportato in bolletta ma può essere stimato anche grazie al tool integrato nel comparatore). Per chiarire le possibilità di risparmio garantite dalla comparazione online delle offerte disponibili sul mercato libero facciamo un esempio. Ipotizziamo di voler individuare le migliori tariffe luce e gas per un ‘cliente tipo’ (consumo annuo di 2700 kWh di elettricità e 1400 Smc di gas naturale). Per un profilo di questo tipo, la comparazione online ci conferma che le migliori tariffe luce e gas di giugno 2020 permettono di registrare una spesa annuale di 420 Euro per l’ elettricità e 790 Euro per il gas naturale. Nel mercato tutelato, considerando le attuali condizioni tariffarie ed ipotizzando che non vi siano i rincari che dovrebbero arrivare da luglio, lo stesso ‘cliente tipo’ registrerebbe una spesa annuale di 505 Euro per l’ energia elettrica e 960 Euro per il gas naturale. Di conseguenza, il passaggio dal mercato tutelato alle migliori tariffe del mercato libero di giugno 2020 permette di ottenere un risparmio complessivo di 85 Euro per l’ elettricità e di 170 Euro per il gas naturale. Abbinando i due risparmio, quindi, con l’ attivazione delle migliori tariffe luce e gas è possibile ridurre la spesa annuale delle bollette di oltre 250 Euro rispetto al mercato tutelato. È importante sottolineare, inoltre, che il risparmio annuale ottenibile con le migliori tariffe luce e gas del mercato libero è strettamente legato al consumo annuo di energia. In sostanza, per le famiglie che registrano consumo più elevati rispetto a quelli indicati per il ‘cliente tipo’ il risparmio cresce, in misura significativa. Per questo motivo, è molto importante sfruttare al massimo queste opportunità per evitare inutili spese aggiuntive sulle forniture. Bisogna ricordare, inoltre, che l’ attivazione online delle tariffe luce e gas del mercato libero rappresenta un’ opportunità ottima per ridurre al minimo i costi e i tempi di attivazione (grazie all’ assenza di intermediari). Dopo aver scelto l’ offerta più vantaggiosa sul mercato si potrà procedere con l’ attivazione online. Per completare la sottoscrizione di una nuova offerta è necessario: il codice POD per l’ energia elettrica ed il codice PDR per il gas naturale; tali codici, disponibili su bollette precedenti, permettono al fornitore di identificare in modo univoco la fornitura avere a disposizione i dati anagrafici, il codice fiscale e un documento di identità dell’ intestatario della fornitura coordinate IBAN per l’ addebito delle fatture sul conto corrente Da notare, inoltre, che l’ attivazione online di una nuova tariffa energetica: non prevede l’ interruzione della fornitura o la necessità di sostituire il contatore non necessità di ulteriori interventi da parte dell’ utente in quanto l’ intera procedura, sia dal punto di vista tecnico che amministrativo, viene gestita dal fornitore non comporta costi iniziali (al netto di un possibile deposito cauzionale richiesto dal fornitore nel caso in cui non venga impostata la domiciliazione della bolletta)
davide raia sostariffe.it

Il Quotidiano della Calabria, 12/06/2020 05:40
mi lo scenario colpiti settori chiave dell’ economia
Nuovo crollo della produzione industriale: azzerata l’ auto
MILANO – Nuovo drammatico crollo per la produzione industriale ad aprile con cali a doppia cifra anche se in lieve ripresa rispetto a marzo. A farne le spese settori trainanti dell’ economia come il tessile -abbigliamento e soprattutto il comparto auto con produzione sostanzialmente azzerata rispetto a marzo. Nel dettaglio ad aprile l’ indice della produzione industriale ha mostrato un calo del 19,1% rispetto a marzo e addirittura del 42,5% su anno mentre nella media del periodo febbraio -aprile, il livello della produzione cala del 23,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Come detto tutti i principali settori di attività economica registrano diminuzioni. Le più accentuate sono quelle delle industrie tessili e abbigliamento( -80,5%) mentre i cali minori, invece, si osserva no nella produzione di prodotti farmaceutici (-6,7%) e nelle industrie alimentari, bevande e tabacco. Dove invece il crollo è pressoche totale è nel settore auto in cui la produzione si è praticamente azzerata ad aprile rispetto a marzo con una caduta del 100%. Su base annua il crollo è stato del 98,4% mentre nei primi quattro mesi la produzione è scesa del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Preoccupate le reazioni delle forze produttive e delle associazioni consumatori. “Dram matici, attesi e superati sono i dati odierni sul crollo della produzione industriale di aprile, commenta l’ uf ficio studi di Confcommercio secondo cui “gli interventi pubblici di sostegno alle attività produttive che hanno di più patito la crisi andrebbero concentrati e rafforzati per sostenere la ripresa dell’ economia che, in termini di prodotto e di occupazione, si potrà costruire solo attraverso e dentro le imprese.” Per il Codacons in assenza di sostegni specifici serviranno anni per tornare ai livelli pre -crisi, mentre l’ Unc parla di “ca duta record, peggiore anche di quella subita durante la grande crisi del 2009.” I sindacati, come sottolinea la Cisl chiede invece “di abbandonare strategie puramente difensive e tornare ad investire.”

Il Giornale, 12/06/2020 05:15
Alitalia ammette la furbata: stop ai biglietti da e per Linate
giallo sulla data di riapertura del city airport milanese slitta l’ incontro dell’ azienda in commissione trasporti
Alitalia ha aggiornato ieri i suoi sistemi e per il mese di luglio non vende più biglietti da e per Linate, aeroporto chiuso non si sa fino a quando. Ma, anche se può sembrare strano, i voli da e per Linate sono acquistabili in agosto: non si tratta di un’ Alitalia «furbetta» ma di una necessità di pianificazione. A conferma di questo va detto che anche EasyJet, Klm, Iberia, Air France, Lufthansa vendono biglietti da e per Linate datati agosto (qualcuna anche luglio). Motivo? L’ incertezza che regna sulla data di riapertura di Linate: se il governo dovesse decidere la riapertura sotto data (cosa non inverosimile) gli aerei partirebbero vuoti. Ma che cosa succede a un passeggero vittima di questa confusione? Se l’ aeroporto, alla data della sua prenotazione, sarà ancora chiuso, egli potrà decidere di partire da Malpensa oppure di accettare un buono da spendere entro un anno: nessun rimborso in contanti. Lo prevede il decreto Cura Italia, ma la norma suscita la protesta del Codacons: «Il voucher è illegittimo, e su questa via si sono indirizzati sia l’ Unione europea sia l’ Antitrust, che sollecitano la pratica del rimborso», riferisce il presidente del Codacons Marco Donzelli. Ma la confusione governativa in fatto di trasporto aereo è totale, e ha trovato conferma, ieri, nell’ annullamento per la seconda volta di un’ audizione alla Camera dei ministri di Trasporti e Sviluppo. I piani per la newco, annunciata per l’ 1 giugno, sono in alto mare, e si vuole evitare lo scontro in commissione. Di ieri la notizia che l’ aeroporto di Trapani Birgi, a meno di un miracolo, non riaprirà perché privo di voli. Ma non è l’ unico: sono almeno una dozzina gli aeroporti che rischiano di non riaprire più. Sono tutti quelli sotto il milione di passeggeri all’ anno, e che oggi soffrono di un calo verticale della domanda da parte delle compagnie: un aeroporto esiste se c’ è richiesta di voli. All’ Enac, l’ ente per l’ aviazione civile, sono registrati 45 aeroporti, numero peraltro spesso criticato come eccessivo (in Francia sono 34, in Germania 39). Alcuni, è vero, sono inattivi, con zero passeggeri nel 2019: Forlì, Foggia, Aosta, Albenga. Ma ci sono anche scali che servono numeri irrisori: Salerno Pontecagnano ha totalizzato nell’ arco dell’ intero 2019 quattro passeggeri, uno a trimestre, Grosseto 247, 20 al mese, Taranto Grottaglie 603, 50 al mese, Bolzano 765, due al giorno, per poi salire sopra i mille all’ anno con Marina di Campo (1.869), Brescia Montichiari (96.01, che comunque ha una specializzazione sul cargo), Parma 71mila, Cuneo Levaldigi 89.787. Con Pantelleria si sale sopra i 100mila (165.118) e da qui ai 779.082 di Trieste troviamo un ampio elenco: Crotone S. Anna, Perugia, Lampedusa, Comiso, Reggio Calabria, Rimini Miramare, Trapani Birgi (appunto), Ancona Falconara, Pescara. «Tutti a rischio», dice Antonio Marano, rappresentante dei piccoli nel direttivo di Assaeroporti e presidente di Trieste Airport. Da pochi giorni in Italia sono aperti 23 scali, durante il lockdown ne sono rimasti attivi una dozzina. Il paradosso, detto per inciso, è che, sebbene chiusi al pubblico, negli aeroporti sono continuate le presenze in tutto alcune centinaia – dei dipendenti degli enti di Stato: vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, agenti della Guardia di finanza e della dogana lasciati ai loro posti di lavoro anche in assenza del lavoro. Ma perché tanti scali locali sono a rischio? «Se passa l’ idea di rimettere al centro del mercato un’ Alitalia protetta, i piccoli aeroporti sono fritti», avverte Marano. La sua preoccupazione è che, per favorire la compagnia pubblica, vengano penalizzate le low cost che hanno costituito il fattore di crescita e sviluppo dell’ incoming turistico per tante regioni. «Alitalia ha ormai una quota del 15% del mercato italiano, che scende all’ 8% sui voli internazionali: il resto è quasi tutto low cost. Con un’ Alitalia dominante soffrirebbero i viaggiatori, l’ intero sistema aeroportuale e i territori, a causa delle dinamiche concentrate sui grandi scali. I piccoli aprono solo se c’ è traffico».

La Voce di Rovigo, 12/06/2020 05:01
istat settore auto praticamente azzerato rispetto a marzo
Nuovo crollo dell’ industria
ROMA – Nuovo drammatico crollo per la produzione industriale ad aprile, con cali a doppia cifra anche se in lieve ripresa rispetto a marzo. A farne le spese sono settori trainanti dell’ economia come il tessile -abbigliamento e soprattutto il comparto auto, con produzione sostanzialmente azzerata rispetto a marzo. Nel dettaglio, l’ indice della produzione industriale ha mostrato un 19,1% rispetto a marzo e addirittura 42,5% su anno, mentre nella media del periodo febbraio -aprile, il livello della produzione cala del 23,2% rispetto ai 3 mesi precedenti. Tutti i principali settori di attività economica registrano diminuzioni. Le più accentuate sono quelle delle industrie tessili e dell’ abbigliamento (-80,5%) mentre i cali minori si osservano nella produzione di prodotti farmaceutici (-6,7%) e nelle industrie alimentari, bevande e tabacco. Crollo è pressoche totale nel settore auto, in cui la produzione ad aprile si è praticamente azzerata rispetto a marzo con una caduta del 100%. Su base annua il crollo è stato del 98,4% mentre nei primi 4 mesi la produzione è scesa del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Preoccupate le reazioni delle forze produttive e delle associazioni consumatori. “Drammatici, attesi e superati sono i dati sul crollo della produzione industriale di aprile”, commenta l’ ufficio studi di Confcommercio, secondo cui “gli interventi pubblici di sostegno alle attività produttive che hanno di più patito la crisi andrebbero concentrati e rafforzati per sostenere la ripresa del l’ economia che, in termini di prodotto e di occupazione, si potrà costruire solo attraverso e dentro le imprese”. Per il Codacons in assenza di sostegni specifici serviranno anni per tornare ai livelli pre -crisi, mentre l’ Unc parla di “caduta record, peggiore anche di quella subita durante la grande crisi del 2009”. I sindacati, come sottolinea la Cisl chiede invece “di abbandonare strategie puramente difensive e tornare ad investire”. Grido di allarme anche del presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti: “I dati relativi si commentano da soli. Crollo della produzione industriale e indici in negativo fotografano l’ impatto concreto della crisi Covid-19 sulle imprese e i territori della Lombardia. Nonostante ciò le imprese sono im pegnate con forza a riorganizzare le proprie produzioni, incarnando la voglia di reazione della Lombardia. La prima preoccupazione maggiore è la contrazione degli ordini, sia dal mercato interno (-9,5%) che dall’ estero (-5,5%), che non vorremmo innescasse una crisi di fiducia da parte delle imprese. Per scongiurare ulteriori peggioramenti di uno scenario economico già sufficientemente complesso abbiamo bisogno che il sistema Lombardia reagisca in tempo reale, con azioni concrete. Da parte di tutti”.

L’Unione Sarda, 12/06/2020 04:21
il caso. per le partite che si svolgeranno a porte chiuse
Codacons : «Rimborsate gli abbonati»
Mentre la Figc prende tempo sull’ eventuale ritorno del pubblico allo stadio, il Codacons ha lanciato una campagna per far richiedere da parte dei tifosi alle società sportive la restituzione di quanto pagato per biglietti e abbonamenti non usufruiti delle partite che a causa del Coronavirus si giocheranno senza pubblico. La richiesta «Alcuni club si stanno muovendo in tal senso, riconoscendo voucher o sconti sul prossimo campionato», spiega il Codacons, «ma la situazione è troppo incerta e molti stanno chiedendo il rimborso in denaro». L’ associazione ha pubblicato nel proprio sito un modulo da compilare per avere la restituzione di quanto pagato per le restanti partite di campionato a porte chiuse e fornisce inoltre consulenza telefonica con legali preposti (numero 89349966 dal lunedì al venerdì, orari 14-17). Il Cagliari, dal canto suo, si sta attrezzando per garantire l’ emissione di voucher della validità di 18 mesi. La società starebbe pensando a due opzioni per gli abbonati di questa stagione: un voucher per l’ acquisto di abbonamenti e biglietti, oppure, in fase di studio, sempre un buono, ma per l’ acquisto di merchandising nei vari store. (v.ca.)

Il Notiziario, 12/06/2020 04:10
Nello scontrino la tassa per “Covid-19″…
BOLLATE – In questo tormentato periodo caratterizzato in tutto dal Coronavirus, tra le varie truffe smascherate se ne aggiungono di continuo più o meno “accettate” e si sono già registrate in diverse zone, come quella che riguarda la “tassa Covid”. Si tratta di un’ aggiunta in scontrino che va dai 2 ai 4 euro applicato da alcuni esercenti ai propri clienti e inserito direttamente come sovrapprezzo nello scontrino, per finanziare i maggiori costi sostenuti dagli esercizi commerciali a causa del Coronavirus. Il Codacons, che riceve da giorni segnalazioni dei consumatori circa rincari e voci di spesa originali applicati in un certo numero di negozi, lo descrive con il festival dell’ illegale che potrebbe configurare il reato di truffa e contro cui il Codacons ha già presentato una denuncia alla Guardia di Finanza e all’ Antitrust. In questo senso quindi ora avrete un motivo in più ogni volta che vi viene consegnato uno scontrino fiscale: operate immediatamente un controllo accurato e se dovesse capitarvi (come accaduto ad un bollatese, ma non nella nostra città) di leggere “tassa per Covid- 19”, rientrate nel negozio e chiedete subito spiegazione, ma ricordate che si tratta di una situazione illegale: le tasse non le può imporre un singolo commerciante. P.Minora.

Prima Novara, 12/06/2020 03:49
Istituto De Pagave: Codacons diffida Comune e farà esposto in Procura per gestione Covid-19
“si ritiene necessaria l’ istituzione di una commissione speciale’.
L’ istituto pubblico di assistenza e beneficenza ‘De Pagave’ di Novara è una delle strutture in cui il Coronavirus ha colpito in maniera più dura nel territorio del novarese: un’ ottantina di contagiati, 44 decessi tra gli ospiti e una ventina di ammalati tra gli operatori. Istituto De Pagave Pd e Movimento 5 Stelle chiedono all’ amministrazione di istituire una commissione speciale, al fine di approfondire i motivi che hanno innescato una crisi così grave. Nella struttura manca il direttore generale ed è a fine incarico la responsabile sanitaria: è indispensabile che tale situazione di incertezza cessi. Per tale motivo anche il Codacons appoggia la realizzazione di una commissione e diffiderà il Comune di Novara affinché cerchi una soluzione a questi problemi. La posizione del Codacons ‘La situazione delle case di riposo è stata gravissima sino ad ora, con un’ ecatombe di morti e malati di coronavirus tra le persone che più dovevamo proteggere, i nostri padri e le nostre mamme anziani – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – l’ istituto De Pagave deve essere monitorato con attenzione. Ci è giunta notizia che dal 15 giugno prossimo venturo si consentirà ai parenti di accedere su appuntamento all’ interno del parco dell’ istituto: questo segnale positivo non deve però trasformarsi in una fiammata di nuovi contagi. Per questo motivo, si ritiene necessaria l’ istituzione di una commissione speciale’. Per tali ragioni il Codacons, da sempre in trincea per proteggere il diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione presenterà diffida al Comune di Novara in merito a tale notizia e si costituirà parte civile nell’ instaurando processo penale, in quanto è già in corso un’ indagine della magistratura sulla vicenda. Per rimanere aggiornato sulle principali notizie di tuo interesse, seguici cliccando sui social che preferisci!

Il Tempo, 12/06/2020 03:45
tra i settori più colpiti dal fermo delle attività il tessile e l’ abbigliamento
Produzione di auto azzerata ad aprile
dati choc nel mese più duro di lockdown: cali a doppia cifra nell’ industria
… Non è uscita una sola auto dagli impianti industriali italiani ad aprile. Basta questa considerazione che arriva dai dati Istat sulla produzione durante la fase più acuta del lockdown. Complessivamente si registra un nuovo drammatico crollo per la produzione industriale ad aprile con cali a doppia cifra anche se in lieve ripresa rispetto a marzo. A farne le spese settori trainanti dell’ economia come il tessile -abbigliamento ma soprattutto il comparto auto con produzione sostanzialmente azzerata rispetto a marzo. Nel dettaglio ad aprile l’ indice della produzione industriale ha mostrato un calo del 19,1% rispetto a marzo e addirittura del 42,5% su anno mentre nella media del periodo febbraio -aprile, il livello della produzione cala del 23,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Come detto tutti i principali settori di attività economica registrano diminuzioni. Le più accentuate so no quelle delle industrie tessili e abbigliamento( -80,5%) mentre i cali minori, invece, si osservano nella produzione di prodotti farmaceutici (-6,7%) e nelle industrie alimentari, bevande e tabacco. Dove invece il crollo è pressoche totale è nel settore auto in cui la produzione si è praticamente azzerata ad aprile rispetto a marzo con una caduta del 100%. Su base annua il crollo è stato del 98,4% mentre nei primi quattro mesi la produzione è scesa del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Preoccupate le reazioni delle forze produttive e delle associazioni consumatori. «Drammatici, attesi e superati sono i dati odierni sul crollo della produzione industriale di aprile, commenta l’ ufficio studi di Confcommercio secondo cui «gli interventi pubblici di sostegno alle attività produttive che hanno di più patito la crisi andrebbero concentrati e rafforzati per sostenere la ripresa dell’ economia che, in termini di prodotto e di occupazione, si potrà costruire solo attraverso e dentro le imprese». Per il Codacons in assenza di sostegni specifici serviranno anni per tornare ai livelli pre -crisi, mentre l’ Unc parla di »caduta record, peggiore anche di quella subita durante la grande crisi del 2009». LEO. VEN.

La Nuova Ferrara, 12/06/2020 03:33
Maxinchiesta sui decessi nell’ Argentano Si indaga su Manica, Fiorana e Villa Aurora
la procura cerca risposte e nomina un superperito: è saverio parisi, braccio destro del virologo andrea crisanti di padova
Daniele Predieri Quanti sono i “veri” morti per Covid nelle strutture per anziani dell’ Argentano, Residenza Manica, la Fiorana e Villa Aurora? E quanti sanitari sono rimasti contagiati all’ interno delle varie residenze e perché e come è accaduto questo? E visto che Argenta è stato il focolaio più importante del Ferrarese, cosa ha innescato tutto questo? Chi è stato il paziente zero da cui è iniziata la catena dei contagi, e come e perché si è diffuso il virus e soprattutto, per finire, si poteva evitare o almeno contenere? Le domande sono sempre le stesse, da mesi ormai. Ora, però, sono al centro della maxinchiesta che la procura di Ferrara ha aperto sulle strutture argentane: Manica, Fiorana e Villa Aurora. Parte dunque il conteggio giudiziario dei decessi, con tutte le conseguenze che ne deriveranno dal punto di vista penale poiché l’ indagine è aperta per omicidio colposo. In campo il superespertoPer rispondere a tutte queste domande, la stessa procura si è affidata ad un virologo di Padova, Saverio Parisi, che fa parte del pool di esperti del dipartimento universitario guidato dal più “famoso” Andrea Crisanti, lo scienziato al quale si deve il blocco del contagio nel Veneto. Anche la procura stessa, dunque, si affida ai tecnici, per poter leggere e interpretare i numeri dei decessi e dei contagiati tra chi era in prima linea nel fronteggiare il contagio del coronavirus. La maxinchiesta ha accorpato diversi fascicoli già aperti in procura: il primo quello sul decesso di una donna 90enne, ospitata alla Residenza Manica, il cui figlio chiedeva conto e ragioni della morte della madre e a questi si sono aggiunti altri esposti. Uno, più generico del Codacons, in cui si chiede di chiarire i motivi dei decessi e accertare se siano stati provocati da omissioni o altro. Domande e dubbi sui morti nelle residenze per anziani ad Argenta diventati materia di interpellanze: in consiglio comunale ad Argenta, dal capogruppo Lega, Ottavio Curtarello, e in Parlamento dalla deputata M5S, Stefania Ascari, che si concentra anche sui decessi alla Manica. Quindi la maxinchiesta ha accorpato atti depositati in procura e non solo: e potrebbe fare da apripista. Da ciò che si appende sono annunciati diversi altri esposti (uno dall’ avvocato Gabriella Azzalli di Argenta sempre sul Manica), atti che potrebbe essere accorpati all’ indagine in corso. È possibile dunque che vi siano sviluppi investigativi a breve: la procura dovrà raccogliere materiale investigativo per consentire al virologo di rispondere ai quesiti al centro dell’ indagine. Operatori e sanitari espostiInfine, visto che nel Ferrarese vi sono stati – vedi qui a parte – 59 decessi in residenze anziani – altra situazione d’ allarme a Villa Alma di Codigoro – non è escluso che l’ indagine possa essere allargata. Non solo ai decessi, soprattutto ai rilievi e e alle critiche dei sanitari poi contagiati. In questi mesi, non a caso, la Nuova ha raccolto decine di segnalazioni di sanitari e operatori che dopo essersi esposti in prima persona denunciando carenze di protezioni e disservizi sarebbero oggi oggetto di procedimenti a loro carico. L’ indagine della procura dovrà far chiarezza anche su questi casi. -© RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nazione (ed. Empoli), 12/06/2020 03:17
Dentix, la speranza dopo il crac «Possibile riavere indietro i soldi»
l’ associazione regionale dei consumatori codacons spiega cosa può fare chi ha iniziato una cura con la catena odontoiatrica accendendo un finanziamento per pagarsi interventi ancora non finiti
di Samanta Panelli EMPOLI «In pochi giorni, tanti consumatori si sono rivolti ai nostri sportelli: a Empoli se ne contano 7, a Prato sono stati 27 e a Firenze, per portare un altro esempio, 44. Numeri destinati a crescere». Non ha dubbi l’ avvocato Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana (sedi anche a Prato e Firenze, 055.7398841, [email protected]), a disposizione dei clienti della catena odontoiatrica Dentix alle prese con il silenzio dell’ azienda, il possibile fallimento e il timore di perdere i soldi. Avvocato, perché i clienti Dentix si rivolgono a voi? «Per capire come poter recuperare i soldi. In molti, tutti i clienti empolesi a esempio, hanno pagato con un finanziamento. E questo è un bene». Cosa deve fare chi ha acceso un finanziamento? «Deve contattare la finanziaria. E’ un passo che il consumatore può fare personalmente, anche se venendo da noi ha un’ assistenza tecnica. Il cliente, inviando i documenti a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o via pec, segnala in maniera dettagliata la sua storia e la sua situazione. Dato che il contratto di finanziamento è cosa diversa ma accessoria al rapporto fra consumatore e studio dentistico, se quest’ ultimo viene meno, non c’ è più l’ obbligo di corrispondere le rate». In caso invece di pagamento a mezzo bonifico? «Siamo di fronte a un pagamento tracciato, ma è più difficile rivalersi. L’ opzione perseguibile è la causa in Spagna, complessa e onerosa». E se il pagamento è stato effettuato in contanti? «La situazione si fa disperata, in quanto il pagamento non è tracciato. Sconsigliamo sempre l’ utilizzo di contanti in queste circostanze». C’ è anche chi è rimasto magari a metà del percorso di saldo, è possibile recuperare l’ intera somma finanziata? «Sia per la restituzione dell’ importo già pagato sia per bloccare il pagamento delle rate che restano è sempre necessario rivolgersi alla finanziaria. Ma nei casi di finanziamento la gente può stare serena: è possibile recuperare tutto». L’ opzione stop all’ addebito in banca è valida? «Tante volte in associazione sento frasi del tipo ‘ho revocato il rid e festa finita’. Il problema non si risolve così: dietro il pagamento, c’ è un contratto. Quindi, è importante comunicare alla finanziaria la situazione in maniera dettagliata e attendere le indicazioni: sospendere il pagamento senza questo passaggio significa violare il contratto». Procedere con ordine, dunque. «Bisogna prendere in mano la situazione senza far passare troppo tempo e avvalendosi di un’ assistenza qualificata che può essere la nostra o quella di un legale. La situazione è critica ma, ripeto, la soluzione c’ è soprattutto per chi ha acceso un finanziamento. Al vaglio c’ è anche l’ ipotesi class action, ma al momento è prematura». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

L’Eco di Bergamo, 12/06/2020 03:16
Sanificazione auto, spunta la tassa Covid «Pratica illegale, segnalate certi episodi»
il caso anche in bergamasca ci sono autofficine e gommisti che fatturano costi compresi tra i 15 e i 30 euro per l’ igienizzazione dell’ abitacolo. i consumatori: «non devono pesare sui clienti»
Qua e là, è spuntata anche questa: la «tassa Covid» sulla sanificazione delle auto. L’ allarme, lanciato a livello nazionale dal Codacons, si è registrato anche in Bergamasca. Chi recentemente ha portato il proprio veicolo da un meccanico per manutenzione o riparazioni, oppure dal gommista per il cambio gomme stagionale, in alcuni casi s’ è trovato sulla fattura una voce legata a «sanificazione Covid», o «kit sanificazione Covid». Una voce che sarebbe legata ai costi che i meccanici devono sostenere per garantire l’ intervento sull’ auto in sicurezza, come prescritto dalle linee guida tracciate dal governo. «Abbiamo avuto segnalazioni anche in provincia di Bergamo, con “tasse” anche abbastanza onerose, dai 15 ai 30 euro, evidenziate in fattura tra l’ altro in maniera esplicita», conferma Umberto Dolci, presidente di Federconsumatori Bergamo: «Nessuno mette in dubbio che i professionisti abbiano dei costi in più da sostenere legati alle precauzioni – riconosce Dolci -, ma ancora una volta il rischio d’ impresa è scaricato sui consumatori. Consumatori che, peraltro, ogni giorno si trovano pure loro a far fronte ai rincari, alle maggiori spese e ai minori guadagni legati all’ emergenza. Occorre senso di responsabilità e misura: riteniamo improprio ed eccessivo far pagare questo costo». «Nei giorni scorsi avevamo raccolto anche in Bergamasca numerose segnalazioni per un’ altra fantomatica “tassa Covid”, quella applicata da alcuni parrucchieri e centri estetici – ricorda Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -. Sono cose che non si possono tollerare, non possono essere sempre i consumatori a pagare. Occorre segnalare, contestare e contrastare queste pratiche. È indubbio che gli imprenditori abbiano maggiori spese: ma anche i consumatori stanno subendo importanti difficoltà economiche in questa fase». «Si tratta di una pratica del tutto illegale, e contro la quale presenteremo le dovute denunce ad Antitrust e Guardia di finanza: non esiste alcuna norma che obbliga i consumatori a sanificare la propria autovettura nelle officine, né che vincoli i tagliandi o le riparazioni al pagamento di “tasse” legate al Covid», è la posizione espressa da Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Le linee guida tracciate dal governo, naturalmente, impongono anche per il settore delle autoriparazione il rispetto di un rigoroso e articolato protocollo, che passa dall’ utilizzo dei dispositivi di protezione, dalla sanificazione costante degli ambienti, ma anche – ciò che è al centro della polemica – dall’ igienizzazione dell’ abitacolo o di singole parti (quelle più esposte al lavoro del professionista) con specifici prodotti disinfettanti; un’ operazione che andrebbe eseguita sia prima di effettuare l’ intervento (per garantire la sicurezza del meccanico da eventuali tracce di virus lasciate dal cliente) sia dopo l’ intervento (per garantire la sicurezza del cliente da eventuali tracce di virus lasciate dal meccanico). Carte alla mano, comunque, nessun provvedimento governativo impone che questa voce sia scaricata sul cliente, né tantomeno che la sanificazione venga presentata come una prestazione al pari di una riparazione. Sono le stesse associazioni di categoria delle autoriparazioni a scagliarsi contro la minoranza di professionisti che applica la «tassa»: «È ingiustificata e scorretta la richiesta di pagamento per “sanificazione anti Covid” – ha infatti dichiarato Alessandro Angelone, presidente nazionale di Confartigianato Autoriparazione -. La nostra linea è di non applicare costi aggiuntivi ai clienti e di assicurare gratuitamente l’ igienizzazione della vettura attraverso uno spray sulle zone di contatto come sedili, volante, pomelli e freno a mano». L. B.

La Stampa (ed. Savona), 12/06/2020 02:45
decine di chiamate dalla provincia
Rimborsi ai consumatori Pool di legali del Codacons
«Nessuno vuole vedere fallire società ed enti coinvolti, ma i consumatori vanno tutelati nei loro diritti e non possono essere chiamati a coprire i costi della crisi di vettori, tour operator, albergatori o agenzie di ticketing». Lo afferma con decisione il Codacons, che sta ricevendo decine di chiamate dalla provincia di Imperia per chiedere supporto al servizio di assistenza legale messo a disposizione nelle scorse settimane: le restrizioni e i divieti relativi agli spostamenti delle persone hanno generato inevitabili ricadute sui diritti dei consumatori, diritti che il Codacons cerca di tutelare attraverso un pool di legali specializzati nel Diritto del consumo. Tanti imperiesi lamentano l’ assenza di informazioni precise sulle modalità per ottenere il rimborso da vettori, tour operator, albergatori o venditori di servizi e in alcuni casi il rifiuto esplicito – da parte di enti, aziende e società coinvolte – di procedere autonomamente ai rimborsi. Tutte circostanze che si porrebbero in contrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione (per circostanze inevitabili e straordinarie) prevede il diritto del consumatore ad ottenere la restituzione delle somme pagate. «I cittadini non possono essere abbandonati a sé stessi e hanno diritto alla restituzione di quanto speso», commenta il Codacons. Per assistere e informare gli interessati è attivo un servizio di assistenza legale specializzato, accessibile contattando il numero 89349966 (dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 17). mau.vez. – © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nazione (ed. Prato), 12/06/2020 02:41
Clienti Dentix disperati, ma si possono sospendere le rate
il codacons toscana: «da prato già 27 richieste di aiuto». e i vertici della clinica provano a rassicurare: «abbiamo l’ obiettivo
PRATO I telefoni degli studi Dentix da giorni suonano a vuoto. Risponde, al massimo, una voce registrata. Sono invece roventi le linee telefoniche delle associazioni di tutela dei consumatori, Codacons Toscana in testa. E delle 77 segnalazioni già pervenute agli uffici regionali dell’ associazione ben 27 arrivano da clienti pratesi (44 fra Empoli e Firenze, sei da Pistoia) anche se i numeri sembrano destinati a crescere. Tante storie simili, di persone che si sono rivolte alla catena di cliniche dentistiche low-cost, ma che adesso, dopo la mancata riapertura delle stesse al termine del lockdown, si trovano senza risposte, spaventate dall’ idea di perdere gli anticipi già versati per interventi ancora non realizzati, o, peggio, costrette a dover pagare le rate dei finanziamenti sottoscritti con la finanziaria di riferimento del gruppo Dentix. «E’ possibile sospendere le rate e, in caso di fallimento o chiusura di Dentix, ipotesi che si sente ventilare da giorni, riavere quanto è già stato versato, visto che decadrebbe anche il contratto principale collegato al finanziamento», spiega l’ avvocato Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana. «Le finanziarie in questi casi sono obbligate a restituire i soldi già incassati, ma servirà tempo per le istruttorie. Per sospendere le rate è comunque preferibile inviare una pec o una raccomandata alla finanziaria e attendere la risposta». Più difficile invece la situazione di chi ha già versato il saldo totale per un intervento che ancora non è stato effettuato. Senza contare che magari c’ è anche chi ha un’ urgenza ed è costretto a rivolgersi ad altri professionisti, pur continuando a pagare le rate della finanziaria collegata a Dentix: «Solo per interventi non rimandabili e urgenti – chiosa Bartolini – è possibile con l’ aiuto di un legale rimettere in conto la parcella direttamente a Dentix». E’ la stessa catena di cliniche dentistiche a provare a rassicurare gli animi: «Nei mesi della pandemia abbiamo garantito i servizi d’ urgenza e i trattamenti indifferibili. Da metà maggio stiamo attrezzando i nostri centri con tutti i dispositivi di sicurezza. Abbiamo avuto un picco di chiamate molto alto al centralino che ha generato delle lunghe code di attesa», spiega Angel Lorenzo Muriel, fondatore e presidente di Dentix in una nota. «Il silenzio operativo ha avuto il fine di consentire un piano di possibile riapertura delle cliniche, malgrado il momento storico e aziendale complicato e critico. Ci stiamo adoperando per garantire le urgenze e ripristinare le cure. Quando l’ azienda avrà modo di aprire gli ambulatori continueremo i trattamenti con lo stesso servizio che abbiamo sempre offerto». L.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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