Un traffico da 2,5 milioni
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fonte:
- Settegiorni
smaltimento illecito di rifiuti e discariche abusive: la maxioperazione tocca anche pregnana e ossona
PREGNANA (fae) Scoperto un giro di smaltimento di oltre 23.000 tonnellate di rifiuti in discariche abusive, per un profitto illecito di circa due milioni di euro. Mercoledì mattina, in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia, i Carabinieri del Noe hanno dato esecuzione a un’ ordinanza di misura cautelare nei confronti di sedici persone (sei in carcere, tre agli arresti domiciliari e sette con obbligo di firma) ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti in concorso e realizzazione di discariche abusive ubicate in Piemonte, Lombardia e Veneto. Tra coloro che sono stati sottoposti a obbligo di firma anche Gerardo Della Valle, classe 1954, residente a Mar callo e gestore della discarica abusiva di Cerrione (Biella). I sei finiti in carcere sono Claudio Tommasi di Soriso (Novara), Lorenzo Lupo di Gargallo (Novara), Sergio Cova di Laveno Mombello (Varese), Giuseppe Pesce di Rosarno (Reggio Calabria), Giovanni Caridi di Mediglia e Antonino Napoli di Rubiera (Reggio Emilia). Ai domiciliari Massimiliano Vezzalini di Modena, Matteo Molinari di Busto Arsizio e Daniele Frustillo sempre di Busto. Obbligo di firma, oltre che per Della Valle, per Stefano Angi di Fenegrò (Como), Domenico Aquilino di Fiorano Mo denese (Modena), Quirino Lanzafame di Catania, Maurizio Assanelli di Pagazzano (Bergamo), Cesar Avila di Sanremo (Imperia) e Walter Caracundo di Trezzano Rosa. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati nove capannoni industriali riconducibili ad aziende operanti nel campo del trattamento dei rifiuti unitamente a vari automezzi – anche appartenenti a società di trasporto – utilizzati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro. Le attività investigative sono state condotte dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Milano e coordinate dalla Dda di Torino e hanno consentito di individuare un gruppo criminale operante nel campo del trattamento e trasporto dei rifiuti, dedito alla gestione e smaltimento illecito di ingenti quantitativi, costituiti da rifiuti indifferen ziati urbani e speciali. Il materiale proveniente prevalentemente – su diversi canali da varie regioni del Nord Italia, veniva stoccato e poi abbandonato in capannoni industriali dismessi, dando luogo, in tal modo, alla creazione di numerose discariche abusive, localizzate e sequestrate anche a Ossona e Pregnana Milanese oltre che nelle province di Alessandria, Biella, Novara, Como e Treviso. Le indagini hanno avuto origine da un monitoraggio sul fenomeno degli incendi ai danni degli impianti formalmente autorizzati alla gestione dei rifiuti e di diversi capannoni industriali adibiti a discariche abusive, avviato nel marzo 2018 a seguito della recrudescenza di tale fenomeno in tutto il territorio. Gli incendi sono poi risultati essere una modalità di smaltimento illecito. E’ così stata scoperta un’ articolata rete criminale costi tuita da diversi soggetti, alcuni dei quali collegati a imprese operanti nel settore dei rifiuti, altri privi di qualsiasi titolo autorizzativo, che condividevano un rodato programma che prevedeva lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali. Per la maggior parte i rifiuti stoccati provenivano dalla raccolta indifferenziata e venivano poi abbandonati proprio nei capannoni industriali dismessi che sono poi stati sequestrati. Venivano immessi nel circuito illegale utilizzando un falso codice dell’ elenco europeo dei rifiuti (Eer) riferito prevalentemente a «plastica e gomma» oppure a «imballaggi di materiali misti», cioè rifiuti su cui è ancora possibile un recupero di materia, in luogo del corretto codice corrispondente ai rifiuti che non presentano frazioni valorizzabili, che possono quindi essere smaltiti solo in discarica autorizzata o al termovalorizzatore. Il Codacons depositerà nomina di parte offesa ed è pronta a costituirsi parte civile. «Enorme il danno all’ ambiente e alla collettività afferma il presidente Marco Donzelli – Tali comportamenti non possono e non devono venire in alcun modo tollerati. L’ ambiente deve essere preservato in tutte le sue forme, altrimenti un domani ne pagheremo le conseguenze».
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