27 Maggio 2020

L’ Asp “abbandona” Cat@hospital e manda i documenti in Procura

l’ azienda era l’ unica a non aver aderito al servizio unico i commissari: «spese ingenti somme e ritardi pluriennali»
Gaetano Mazzuca Dopo una lunga attesa e la spesa di «ingenti somme», l’ Asp di Catanzaro aderisce al centro unico di prenotazione per l’ area centrale. Era l’ unica azienda sanitaria del territorio ancora assente dal servizio. Un gap colmato ieri dalla delibera 300 approvata dai commissari che guidano l’ azienda dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il lungo e complesso iter del centro di prenotazione pare non essere del tutto terminato. In calce alla delibera, infatti, i commissari, Luisa Latella e Salvatore Gullì (Franca Tancredi risulta assente), hanno fatto aggiungere che «l’ atto corredato della necessaria documentazione verrà inviato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti per quanto di rispettiva competenza». In attesa che la magistratura faccia chiarezza su tutte le fasi, anche quelle rimaste ancora in ombra, la delibera approvata ieri dall’ Asp ricostruisce la cronologia degli eventi. A partire dall’ ormai lontano 2013 quando l’ allora direttore generale trasferiva il Cup Cat@hospital dalla Provincia di Catanzaro all’ Azienda sanitaria provinciale. I servizi di assistenza e supporto venivano assegnati all’ amministrazione provinciale per 24mila euro all’ anno. Dodici mesi dopo una nuova delibera del direttore generale facente funzioni affidava a una società privata i servizi di manutenzione e assistenza del Cat@hospital per 36 mesi oltre ai servizi di supporto e avvio del progetto cup della durata di 12 mesi. Nel 2016 l’ allora direttore generale firmava un’ altra delibera con cui sempre alla stessa società provata veniva affidato il servizio assistenza per 12 mesi. Con quello stesso atto veniva inserita la possibilità che la società potesse effettuare attività specialistiche on site con un costo giornaliero di 650 euro più Iva. A maggio del 2019 veniva esteso per un altro biennio l’ affidamento alla società spiegando di dover sanare la pregressa situazione debitoria. Solo pochi mesi prima intanto veniva creato il nuovo sistema di prenotazione telefonico ed on line delle prestazioni sanitarie, il Cup interaziendale-area centrale Calabria che comprendeva i due ospedali di Catanzaro, gli ospedali e le Asp di Crotone e Vibo Valentia. L’ Asp catanzarese invece «mantenendo il sistema Cat@hospital, di fatto si collocava fuori dall’ unico sistema integrato». A distanza di ormai due anni dal Cup unico dell’ area centro Calabria l’ Asp di Catanzaro continua in solitudine e, come certifica una relazione interna, non è stata «realizzata alcuna integrazione». Per i commissari «nonostante le ingenti somme spese fino a oggi e il ritardo pluriennale» il cup Cat@hospital è penalizzante per i cittadini. Solo l’ adesione al cup dell’ area centro consentirà di «ridurre i tempi di attesa, contenere il disagio e i costi per gli spostamenti». La storia di Cat@hospital sembra ormai vicina alla sua conclusione, ma a scrivere la parola fine potrebbe essere la magistratura. Codacons soddisfatto:era uno scandalo Il Codacons esprime soddisfazione per la decisione assunta dalla commissione straordinaria. «Appariva davvero scandalosa – scrive Francesco Di Lieto – questa “moltiplicazione” dei costi e da tempo chiedevamo chiarezza su chi avesse davvero interesse a mantenere una macchina con costi così elevati. Anche perché – prosegue Di Lieto – in questa vicenda sembrerebbero coinvolti i “signori dei contratti” e “parenti illustri”». «Ci sono mezzo milione di motivi per essere soddisfatti per questo atto di indirizzo che – conclude Francesco Di Lieto – mette fine allo spreco di risorse spese per non essere liberi di prenotare a piacimento su più aziende sanitarie e ospedaliere on line e per telefono».

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