Allerta prezzi: rischio di aumento sino al 30%
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fonte:
- La Voce di Mantova
previsti rincari sulla tazzina, ma per gli artigiani il rischio maggiore è di un saldo negativo delle imprese
MANTOVA Il covid-19 innesca una serie di rincari al bar e al parrucchiere; la tazzina viene già servita in alcune città con ritocchi all’ insù tra i 10 e i 30 centesimi, i panini e gli snack aumentano tra il 10 e il 20%. Il conto del coiffeur cresce di un terzo. In “fase 2”, secondo il Codacons, una famiglia arriverà a spendere in media 536 euro in più. Ma le stime nazionali potrebbero non trovare riscontro nella nostra provincia, almeno secondo le principali associazioni di categoria. Particolarmente sotto la lente d’ ingrandimento sono le attività artigianali di maggiore impatto durante i giorni della quarantena obbligata in casa, ovvero parrucchieri ed estetisti. La riapertura dell’ attività è cosa di pochi giorni, e ad oggi non sembra essere cambiato nulla. Ma sarà ancora così nei mesi a venire? «Per il momento – commenta Franco Bruno, addetto alle relazioni esterne della Cna – il comparto dell’ artigianato da me seguito, su un totale di 256 imprese, non ha dato un solo segnale di aumento dei prezzi. Non è detto che non vi siano in futuro, ma dal mio osservatorio la cosa non si è al momento verificata». Il Codacons, a livello nazionale mette in conto un aumento di spese per gli stessi esercenti o per i cosiddetti artigiani di servizio, per il solo fatto che nelle loro attività si sono rese necessarie spese di sanificazione e altro. Tutti elementi, questi, che concorrono a peggiorare il già critico quadro economico delle imprese segnate dal lockdown. Stesso ragionamento spendibile, a detta del Codacons, nei bar o negli altri negozi. Da Torino a Palermo in diversi bar la tazzina è arrivata a costare 1,50 euro; in qualche caso persino 2. E non è che l’ inizio. Per il Codacons, alla fine, la “fase 2” si rivelerà una stangata per le famiglie di 536 euro a causa dei maggiori costi per sanificazioni e Dpi portati dal virus cinese, come ad esempio i prodotti monouso. Già in aprile l’ Istat aveva registrato un aumento medio dei prodotti alimentari del 2,8%. «Per gli artigiani – prosegue Franco Bruno – il rischio maggiore è quello delle chiusure. Già i dati forniti dalla Camera di commercio relativi al primo trimestre 2020 parlavano di 190 imprese in meno nel mantovano, Aspettiamo ora il 2° trimestre, che potrebbe diventare indicativo per capire come saremo messi a fine anno. Per certo so, nel settore che seguo io, che molti artigiani prossimi alla pensione hanno già deciso di non voler proseguire le attività e molleranno. Il centro studi Cga paventa 10mila imprese artigiane in meno a fine anno. Qui da noi, dal 2016, ne abbiamo avute 1.000 in meno», conclude Bruno.
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