21 Maggio 2020

Il caffè resta stabile, frutta rincarata

nei bar tarantini si punta a far tornare la clientela «l’ aperitivo ora costa meno, da 5 euro è sceso a 4» ortaggi e verdura alle stelle: pomodori a 10 euro una signora: «siamo a taranto, mica qui è milano»
Nicola SAMMALI Un aumento dei prezzi c’ è, ma soprattutto di frutta e verdura. A Taranto l’ effetto rincari nella fase 2 salva il caffè al bar ma si abbatte su pomodori, melanzane, zucchine, patate, ciliegie. Resta invariato, nella maggioranza dei casi, il listino di barbieri, parrucchieri ed estetisti. In linea col passato pre Covid è anche il costo di una cena al ristorante: non sono mancate però delle segnalazioni di casi di ritocchi al rialzo del servizio di consegna a domicilio, di pizze in particolare, e di alcuni menù a base di sushi. C’ è chi, come la birroteca Tabir, ha optato per la consegna gratuita delle birre artigianali, sia nel periodo di lockdown sia adesso che è possibile assaporarle di nuovo servite alla spina, nel locale di via Cavour. Nei negozi di abbigliamento, racconta invece qualche cliente appena uscito da uno store del centro, ci sono sconti del 30 per cento sulla collezione primavera, o del 50 per cento sugli accessori (i saldi quest’ anno partiranno il primo agosto). A lievitare, invece, saranno le tariffe degli stabilimenti balneari, dove sdraio, lettini e ombrelloni costeranno di più, con rare eccezioni. Difficile mantenere una politica sostenibile per le tasche di tutti, a causa della riduzione dei posti in spiaggia. «Se alziamo i prezzi in questo momento sarebbe solo un danno per noi» è la risposta più trasversale in questo momento in città, soprattutto dei titolari delle attività che da lunedì sono tornate a respirare. Tutelare il rapporto di fiducia col cliente, dicono, è il primo passo per venire fuori da una «situazione critica» che non risparmia nessuno. E così il prezzo di un caffè in via d’ Aquino, o in via di Palma, è di 1 euro; il servizio al tavolo è di 50 centesimi a persona; 3,50 euro è il costo per un aperitivo analcolico. «Qui da noi abbiamo portato il prezzo dei cocktail da 5 a 4 euro», spiega una barista, «non c’ è stato alcun aumento. La gente è tornata a consumare qui da noi, stiamo lavorando un po’ di più ma non è ancora quello a cui eravamo abituati». La conferma arriva direttamente da un cliente alla cassa per pagare il conto. Decisamente più piccata è stata la versione di una donna che rientrava dopo la spesa, con la mascherina indossata correttamente e le buste piene, lamentando prezzi troppo alti su una serie di prodotti della terra, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Ho trovato le zucchine a 2 euro al chilo, di solito le pago 90 centesimi; le melanzane 3,50 euro al chilo; le patate da 99 centesimi a 1,50 euro; le ciliegie 8 euro al chilo. Addirittura in zona ho visto i pomodori venduti a 10 euro al chilo, ma qui siamo a Taranto mica a Milano», commenta con un sospiro profondo. Già in occasione della riapertura dei mercati rionali con l’ agroalimentare erano stati battuti scontrini salati, e il trend, due settimane dopo, non sembra essere cambiato. L’ allarme del Codacons sul rischio di rincaro dei prezzi non riguardava soltanto il caffè al bar, ma anche il settore benessere, quindi dal taglio dei capelli alla pulizia del viso. «Personalmente il mio listino è lo stesso di sempre», spiega un barbiere con pettine e forbici alle mani, confortato dall’ assenso del cliente. «Ma so di colleghi che invece hanno alzato i prezzi», ammette, «ma posso capirli, perché siamo rimasti chiusi a lungo e ricominciare non è semplice: abbiamo sostenuto spese per sanificare gli ambienti, e dobbiamo acquistare i dispositivi di protezione per noi e per i nostri clienti». Poco più lontano, la porta di un altro coiffeur è aperta. Dentro ci sono due clienti, indossano le protezioni obbligatorie: dalle visiere alle mascherine, nel rispetto del distanziamento fisico. «Anche io ho scelto di non modificare il listino, è lo stesso di prima». La stessa cosa riferisce un altro operatore, a due passi da piazza Immacolata. «I prezzi sono gli stessi, e per quello che riguarda le protezioni individuali qui le abbiamo da sempre: certo, adesso la pulizia delle postazioni avviene con una maggiore frequenza, ma siamo abituati. Lavoriamo su prenotazione e per le prossime settimane siamo praticamente pieni». La soluzione studiata dai centri estetici, almeno per una buona parte, non è quella dell’ aumento dei prezzi ma una scelta precisa: «Abbiamo deciso di non fare un servizio base come le sopracciglia, ma di associarlo ad altri trattamenti, per rientrare del monouso e dei materiali in più». Infine i lidi. Qualcuno non aprirà, qualcuno ha già comunicato l’ aumento del costo degli abbonamenti stagionali. Sulla pagina Facebook si leggono gli aggiornamenti: per assicurare la necessaria sicurezza si deve ridurre il numero degli ombrelloni. I costi extra fanno il resto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
nicola sammali

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this