Fase 2: rischio caro prezzi. Una stangata da 536 euro a famiglia
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fonte:
- TraderLink
Sono i prezzi a preoccupare le famiglie . Con il ritorno alla vita normale, una stangata da 536 euro potrebbe abbattersi su ogni famiglia . L’ allarme lo ha lanciato il Codacons , che ha approntato un attento e ben calibrato studio, nel quale ha provveduto ad analizzare prezzi e tariffe che potrebbe aumentare con la riapertura dei negozi. Lo stesso Codacons, attraverso una nota, ha provvveduto a spiegare che il decreto approntato dal Governo ha previsto la riapertura di tutte quelle attività che a causa del Coronavirus sono rimaste chiuse dallo scorso marzo. Ma il ritorno alla normalità, sicuramente, non sarà indolore. E potrebbe avere una pesante ricaduta in fatto di costi sulle famiglie italiane. Perché ci sarebbe questo sconsiderato aumento dei prezzi ? Secondo il Codacons, esercenti e commercianti sarebbero infatti chiamati a sostenere nuovi costi per sanificare i propri locali. Ma non solo. Le regole del distanziamento ridurranno sensibilmente i loro guadagni, a causa del minore afflusso giornaliero di clienti. I prezzi aumenteranno e a pagare sarà ogni singola famiglia Arriverà, quindi, uno smisurato aumento dei prezzi . Sicuramente, ma questo potrebbe anche innescare una bomba sociale ed economica, e a pagarne le conseguenze potrebbero essere i consumatori finali. Commercianti ed esercenti dovranno sostenere maggiori costi per mantenere in regola i propri negozi, e i costi verranno ribaltati sul prezzo della merce . Il Codacons ha già registrato forti incrementi in molti listini, come quello alimentare, che secondo i dati riporati dall’ Istat ad aprile ha registrato un incremento del 2,8%. A breve riapriranno anche parrucchieri, ristoranti, abbigliamento, alberghi e centri estetici: ogni singolo aspetto della vita delle persone potrebbe apparire più caro, con un generico aumento dei prezzi. Ogni famiglia arriverà a pagare qualcosa come 536 euro in più. L’ aumento sconsiderato dei prezzi viene calcolato anche dalla Coldiretti , che ha registrato una crescita dei prezzi al consumo per la frutta (+8,4%), per la verdura (+5%), per il latte (+5%) e per i salumi (+3,4%). Secondo la Coldiretti l’ aumento dei prezzi sarebbe stato determinato dalla corsa agli acquisti degli Italiani in quarantena, ma anche dallo sconvolgimento in atto sul mercato per le limitazioni ai consumi fuori casa per le chiusure imposte alla ristorazione dall’ emergenza coronavirus. Secondo quanto riporta la Coldiretti, il carrello della spesa degli Italiani ha registrato un rincaro nonostante l’ andamento dell’ inflazione . A spingere i prezzi e a costituire un maggior costo per ogni singola famiglia è stata principalmente la paura di rimanere senza scorte nella dispensa: un timore che ha portato all’ acquisto di prodotti a lunga conservazione. Con semplici accorgimenti ogni famiglia italiana può tagliare i costi nel carrello e trovare il giusto equilibrio fra prezzo e qualità. Innanzitutto è importante programmare la spesa, magari facendo la tradizionale lista, optare per acquisti ridotti ma più frequenti, evitando la maxi spesa quindicinale o mensile negli ipermercati, preferire prodotti locali e di stagione, controllare le scadenze e scegliere formati adatti alle esigenze della casa. Prezzi: ecco dove ogni famiglia spende di più Ma quali sono stati i prodotti che hanno portato ad un esborso maggiore, almeno fino ad oggi. I prezzi sono cresciuti principalmente per la pasta (+3,7%), le uova (+3,2%), i piatti pronti (+2,5%), il burro (+2,5%), le carni (+2,5%), i formaggi (+2,4%), lo zucchero (+2,4%), gli alcolici (+2,1%) il pesce surgelato (+4,2%) e l’ acqua (+2,6%). La Coldiretti riferisce che con l’ emergenza Coronavirus gli Italiani hanno aumentato l’ acquisto di alimenti sani ricchi di vitamine come la frutta e verdura per aiutare a rafforzare il sistema immunitario contro il virus con balzi della spesa trainati dalla voglia di avere in casa una riserva naturale di vitamine consigliata anche dall’ ISS, nei consigli sull’ alimentazione durante l’ emergenza COVID-19, invita proprio ad aumentare la quota di alimenti vegetali nella nostra dieta con più frutta e verdura e più legumi in ogni pasto della giornata . Ma proviamo a vedere quali sono i dati ufficiali sui prezzi. Nel mese di aprile, l’ Istat stima che l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività ( NIC ), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e una variazione tendenziale nulla (da +0,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. L’ azzeramento dell’ inflazione è imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici, che amplificano la loro flessione sia nella componente regolamentata (da -9,4% a -14,1%) sia in quella non regolamentata (da -2,7% a -7,6%); questa dinamica è in parte compensata dall’ accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari (da +1,1% a +2,7%), trainata dagli Alimentari non lavorati (+4,3%) e, in misura minore, dalla riduzione della flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%). L’ inflazione di fondo , al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +0,8% a +1,0%, entrambe da +0,7%. L’ inflazione acquisita nel 2020 è pari a +0,1% per l’ indice generale e a +0,7% per la componente di fondo. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in modo marcato da +1,0% a +2,5%, mentre la crescita di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto passa da +0,6% a +0,8%. L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5% su base mensile e dello 0,1% su base annua (come nel mese precedente), confermando la stima preliminare. L’ indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua. Prezzi e famiglia: l’ appello del Codacons Il Codacons rivolge un appello a commercianti, artigiani ed esercenti, affinché mantengano stabili i prezzi praticati al pubblico . Non cadano quindi nella tentazione di applicare rincari agli utenti per rifarsi dei minori guadagni di questi mesi. Il Codacons comprende le difficoltà affrontate dal commercio – osserva Carlo Rienzi -. Tuttavia, non è certo aumentando prezzi e tariffe che sarà possibile recuperare le perdite . Al contrario eventuali rincari allontaneranno gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid. I danni saranno ingenti per tutti. È necessario, inoltre, contenere i costi dei servizi di sanificazione per evitare speculazioni a danno degli esercenti. In tal senso, il Codacons apre la strada a convenzioni con le ditte del settore che praticano prezzi calmierati, e che potranno essere inserite sul sito dell’ associazione.
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