Rsa, scattano le verifiche «Valuteremo linee guida, Dpi e organizzazione»
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fonte:
- Corriere del Trentino
TRENTO Sono loro, gli anziani, ad aver pagato il prezzo più alto. È accaduto un po’ in tutto il mondo. Le case di riposo sono contenitori di fragilità e il coronavirus ha trovato terreno fertile colpendo duramente. Tragedie annunciate? È stato fatto davvero tutto il possibile? I dubbi sono tanti. Il grido disperato dei familiari arriva da più parti. Ora la Procura partirà con una serie di acquisizioni documentali per far luce sulla «strage di morti nelle Rsa», per usare i termini usati dal Codacons in uno degli esposti depositati. «Valuteremo le linee guida , l’ organizzazione, le direttive e le buone pratiche cliniche e assistenziali. Ma verificheremo anche se c’ erano i Dpi e come sono stati distribuiti e utilizzati», sintetizza il procuratore capo Sandro Raimondi che ieri ha incontrato i carabinieri del Nas e del reparto operativo di Trento per delineare la linea di intervento. Sarà il sostituto procuratore Marco Gallina a guidare le indagini condotte dal Nas e dai colleghi del reparto che avranno il compito di coordinare le cinque compagnie sul territorio. La Procura ha aperto due fascicoli d’ indagine a modello 45 (atti che non costituisco una notizia di reato) quindi senza l’ iscrizione di indagati, fascicoli ora sono stati riuniti. Al momento si tratta di una fase conoscitiva, preliminare di raccolta documentale per delineare un quadro. I carabinieri nei prossimi giorni avranno il compito di raccogliere dati, documenti relativi a direttive e linee guida fornite dall’ Azienda sanitaria, ma saranno acquisiti documenti anche in Provincia e nelle diverse strutture dislocate sul territorio, sono circa una settantina. Il procuratore parla di una sorta di «mappatura delle Rsa e delle case di cura» e punta a una ricostruzione anche da un punto di vista temporale dei contagi e dei decessi. Sono 179 i morti nelle case di riposo trentine registrati dall’ inizio della pandemia al 15 aprile scorso, numero ulteriormente salito negli ultimi giorni. La Procura intende fare un intervento capillare cercando di capire se c’ erano delle strutture più a rischio rispetto ad altre e in questo caso quali precauzioni e piani di protezione degli ospiti sono stati adottati. «Dobbiamo anche capire quali sono le strutture che hanno finalità solo assistenziale e quali anche di cura», precisa Raimondi. Al momento siamo ancora solo in fase esplorativa, successivamente scatteranno i controlli da parte dei carabinieri nelle singole strutture. Raimondi parla di una fase 2 dell’ indagine. Già nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Trento hanno effettuato un sopralluogo nella casa di riposo di Cadine un modello virtuoso che ha registrato zero contagi. A sollecitare l’ intervento della magistratura sono stati due esposti del Codacons, tra cui uno incentrato sulle due strutture di Ledro e Pergine, che sono state tra quelle più colpite dal Covid-19 e che hanno registrato il maggior numero di decessi. L’ associazione consumatori parla di «una strage», il Trentino è tra le province dove si è registrato il più alto numero di decessi nelle residenze sanitarie assistenziali, e chiede «misure urgenti in grado di garantire indagini precise sulle responsabilità della strage di anziani sul territori». Un terzo esposto, inviato via pec, è stato presentato, il 20 aprile scorso invece dagli avvocati Fabrizio Miracolo e Roberto Cappa, con studio a Viareggio, che hanno agito su delega di una parente di uno degli anziani deceduti all’ interno dell’ Apsp di Pergine «Fondazione Montel» di via Pive. I legali hanno chiesto il sequestro di documenti e della struttura. Ma nel frattempo si sta muovendo per via legali anche il sindacato Nursing Up degli infermieri che si è affidato all’ avvocato Maria Cristina Osele e ha formalmente diffidato il direttore generale dell’ Azienda sanitaria, Paolo Bordon. Nella nota, consegnata ieri, si chiede di «provvedere con la massima urgenza e senza indugio all’ effettuazione di tamponi ed esame sierologico per immunoglobuline per tutto il personale sanitario». Il sindacato chiede un’ agenda precisa con la programmazione degli esami e il riconoscimento al personale dell’ infortunio Inail.
dafne roat
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