22 Aprile 2020

Tanti esposti in procura Accertamenti in corso anche all’ Opera Pia Clara

ivrea Codacons, sindacati dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari. Gli esposti alla Procura di Ivrea sulla gestione dei casi di Covid-19 in Rsa e ospedali arrivano da ogni parte. E ora si aggiungono anche le denunce delle famiglie delle persone decedute nelle strutture sanitarie per anziani, che iniziano a raccontare come le residenze hanno gestito i cari che loro gli avevano affidato. Resta il fatto che l’ attività coordinata dal procuratore capo Ferrando, in questo momento, è quanto mai complessa. Perché le denunce sono spesso troppo generiche, tendono ad allargarsi a dismisura invece di riguardare dei casi specifici. Il modus operandi messo a punto dal magistrato, in questo momento, è chiaro. Sono i carabinieri a raccogliere le denunce, poi il nucleo dei Nas, si reca nelle strutture sanitarie per l’ attività investigativa, acquisendo documentazioni e testimonianze da parte di residenti e personale sanitario. Le relazioni vengono allegate a una serie di fascicoli per “atti relativi”, ovvero senza capi d’ imputazione, né indagati, dove si raccolgono i casi su cui si posa la lente della Procura di Ivrea. Al momento, ma la situazione è in continua evoluzione, se ne contano una quindicina. L’ ultimo in ordine cronologico riguarda l’ Opera Pia Clara di Chivasso, dove sono stati effettuati recentemente i tamponi visto l’ aggravarsi della situazione. Si aggiungono la Cinque Torri di Settimo Torinese, la San Giuseppe di San Mauro e quella di Chialamberto. Oltre a queste sono segnalate quelle già citate nell’ esposto del Codacons, che ha chiesto «l’ arresto dei responsabili». Sono la Piovano Rusca di Nole Canavese, la Sereni Orizzonti di San Mauro, la Villa Lina a Corio Canavese, il Residence del Frate a Bairo, Arnaud a Volpiano, la Annunziata a Marcorengo di Brusasco, la Beata Vergine della Consolata Fatebenefratelli a San Maurizio Canavese, la San Giovanni Battista a Bosconero.Sul tema delle case di riposo, venerdì scorso si è tenuta una riunione in videoconferenza con Asl, strutture, amministratori e organizzazioni sindacali per fare il punto. Tra le priorità per la messa in sicurezza: i tamponi per isolare i positivi, un provvedimento per aiutare nella carenza di personale e un canale preferenziale per gli approvvigionamenti dei dispositivi di protezione individuale. —

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