Vertice tra Procura e Nas sulle case di riposo Contagi, solo 18 i nuovi casi
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fonte:
- Corriere del Trentino
trento Dieci deceduti, ma solo 18 i tamponi positivi sui poco meno di 600 analizzati in 24 ore. «Circa il 3% di quelli esaminati, una percentuale che ci fa sorridere – ha commentato il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti -. Ma non dobbiamo pensare che la battaglia sia vinta. Il numero inferiore di test analizzati oggi poi – ha sottolineato – non deve far dimenticare che il Trentino è il terzo territorio nazionale per tamponi effettuati rispetto alla popolazione, dietro a Bolzano e Veneto ma di molto superiore alla media nazionale». In Trentino ogni 100 residenti sono stati effettuati 4,1 tamponi, contro i 2,1 di media in Italia. Il basso numero di contagiati non è l’ unico dato positivo della giornata: diminuiscono le persone in terapia intensiva (da 40 a 38) e quelle ricoverate in ospedale (da 272 a 254). Altre 34 persone si aggiungono a quelle dimesse e guarite, portando il totale a 1.329 da inizio dell’ emergenza. Dei 10 decessi, tre sono avvenuti nelle rsa. All’ interno di queste strutture attualmente i casi positivi sono 632 (il totale è di 1.195 da inizio emergenza). E proprio le rsa saranno oggetto di un vertice tra il procuratore capo Sandro Raimondi e i carabinieri del Nas. Questi ultimi domani si recheranno in Procura per verificare gli esposti presentati dal Codacons e valutare la situazione all’ interno delle strutture per disporre eventuali accertamenti. Nella conferenza stampa di ieri, Fugatti ha parlato anche della ripartenza dopo il 4 maggio, ieri annunciata anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, seppure con mascherine e distanziamento sociale che andranno mantenuti fino al vaccino. «Una posizione che va nel senso di quanto abbiamo sempre sostenuto – ha specificato Fugatti -. Potremo concedere delle libertà ma sempre mantenendo alta l’ attenzione». Prudenza che si trasforma in una frenata più decisa su una eventuale ripartenza delle scuole. «I modelli matematici ci dicono che la riapertura delle scuole ha un coefficiente di rischio di ripartenza del contagio elevato, più della riapertura delle fabbriche. Questo – ha specificato – non vuol dire che le scuole non riapriranno, ma che si dovrà trovare un modo per ridurre questo rischio». Anche perché la Provincia non vuole prendersi la responsabilità di mettere a rischio la salute dei minori: «Non voglio dover rendere conto ai genitori del contagio dei loro figli. Dobbiamo avere pazienza e trovare una soluzione adeguata, anche se capisco le loro preoccupazioni della gestione dei bambini quando loro dovranno tornare al lavoro». Tra i capisaldi provinciali per questa nuova fase di contegno e gestione del virus ci sarà l’ isolamento delle persone positive tramite l’ utilizzo di strutture alberghiere che si sono messe a disposizioni su tutto il territorio provinciale. Ieri hanno aderito all’ iniziativa una struttura con 24 stanze nella Paganella, una con 15 nelle Giudicarie, una con 30 nella Val di sole, una in Val di fassa con 40 stanze e una nell’ Alto Garda con 84 posti. Attualmente le persone positive asintomatiche o con sintomi lievi in isolamento domiciliare sono 1.560. L’ azienda sanitaria ha annunciato ieri che partiranno i test sierologici per la ricerca di anticorpi rivolti agli operatori sanitari. Attraverso un prelievo del sangue si rileverà un’ eventuale contrazione del virus. «Siamo tra le prime realtà in Italia a partire con i test sierologici – ha dichiarato il direttore generale dell’ Azienda provinciale per i servizi sanitari Paolo Bordon – e abbiamo deciso di metterlo a disposizione degli operatori che sono in prima linea in questa emergenza». Il direttore del dipartimento di prevenzione Antonio Ferro ha aperto alla possibilità di ricorrere al plasma ricco di anticorpi nella terapia: «Siamo in contatto con Pavia, se si dimostrerà efficace lo useremo».
dafne roat
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