MILANO, CORONAVIRUS: CODACONS SCENDE IN CAMPO A TUTELA DEI LAVORATORI DELLA FONDAZIONE DON GNOCCHI
ECCO IL TESTO DELLA DENUNCIA IN PROCURA PRESENTATA OGGI CONTRO COOPERATIVA E FONDAZIONE
Il Codacons scende in campo a tutela dei lavoratori della Fondazione Don Gnocchi, illegittimamente sospesi dal servizio per aver denunciato carenze ed omissioni nella gestione dell’emergenza coronavirus da parte della struttura.
L’associazione ha presentato poco fa un esposto alla Procura della Repubblica di Milano in cui si chiede di indagare sulla vicenda alla luce dei possibili reati di abuso d’ufficio e violenza provata. Si legge nel testo della denuncia:
“se quanto esposto e riportato dai media corrispondesse alla realtà dei fatti, si potrebbe essere in presenza di responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti dal reato di violenza privata, da quella di abuso del diritto ed eccesso di potere, a quella di abuso di ufficio, a carico della Fondazione Don Gnocchi di Milano in primis e della Ampast Plast Coop ravvisandosi nella scelta di sospendere i lavoratori sulla base del “diritto di non gradimento” da parte della Fondazione – per avere i lavoratori esercitato un loro diritto legittimo di difesa e di tutela dei propri diritti firmando un esposto in cui si chiedeva ai Pm di Milano di indagare – un provvedimento illegittimo, ritorsivo, strumentale […]
La “clausola di non gradimento” è uno strumento che può essere legittimamente previsto e disciplinato nei contratti di appalto, e tuttavia è onere del committente e dell’appaltatore verificare che l’esercizio del non-gradimento sia fondato su comprovate motivazioni e, comunque, rispettoso dei canoni di buona fede e correttezza che devono accompagnare sempre qualsiasi rapporto contrattuale diversamente, il contratto di appalto assurgerebbe, rispetto alla posizione dei singoli dipendenti, ad un vero e proprio “contratto a danno di terzi” fattispecie da escludersi nel nostro ordinamento.
Al committente, in questo caso la FONDAZIONE DON GNOCCHI, non può essere attribuito un potere di gradimento tale da condurre ad una sorta di facoltà di recesso ad nutum a danno del dipendente sgradito (Trib. Torino, 4 marzo 2019).
I motivi oggettivi e giustificativi non possono certo essere la limitazione del diritto di difesa da parte dei lavoratori a fronte delle responsabilità e omissioni della Fondazione Don Gnocchi e della Cooperativa Ampast nella gestione della emergenza coronavirus all’interno della Rsa”.
Per tali motivi il Codacons ha chiesto alla Procura di Milano “di predisporre tutti gli accertamenti necessari volti a verificare responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti dal reato di violenza privata, da quella di abuso del diritto ed eccesso di potere, a quella di abuso di ufficio, a carico della Fondazione Don Gnocchi di Milano in primis e della Ampast Plast Coop ravvisandosi nella scelta di sospendere i lavoratori sulla base del “diritto di non gradimento” da parte della Fondazione un provvedimento illegittimo, ritorsivo e strumentale”.
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