21 Aprile 2020

A Torino morti 500 anziani «Erano tutti ospiti di lisa»

e Senza giri di parole la sindaca Chiara Appendino va al cuore del problema e snocciola i numeri che riguardano in decessi avvenuti nelle Rsa della città. Dati che non avremmo mai voluto ascoltare. «L’ indice di mortalità negli ultimi tre mesi – ha spiegato – è pari a 102 casi a febbraio, 199 a marzo e 197 nei primi 18 giorni di aprile. Paragonando i dati a quelli disponibili per l’ anno passato, registriamo per i mesi di marzo e aprile una differenza di oltre 217 decessi avvenuti presso le Rsa. Stiamo cercando dei dati comparativi sulla mortalità in casa per persone nella stessa fascia di età degli ospiti delle Rsa, ma è evidente che l’ incremento non può che essere preoccupante». Parole, quella della prima cittadina, che confermano la “strage” avvenuta negli ospizi, le cui cause, molteplici, saranno accertate sono nel prossimo futuro. Sull’ ecatombe del nonni, indagano anche diverse procure piemontesi, compresa quella di Torino, ma le inchieste, almeno per ora, sono coperte dal massimo riserbo. Perché bisogna distinguere responsabilità diverse, quelle interne alle strutture e quel le esterne. Ad un primo esame, chi gestisce le case di riposo avrebbe dato l’ allarme per tempo, ma non sarebbe stato ascoltato se non dopo almeno un mese. Intanto, sulla vicenda residenze per anziani, la procura di Ivrea ha aperto alcuni fascicoli di inchiesta e su delega del procuratore Giuseppe Ferrando, i carabinieri del Nas starebbero indagando sulle situazioni che si sono venute a creare nelle case di riposo di “Piovano Rusca” a Nole Canavese, “Sereni Orizzonti” a San Mauro Torinese, “Villa Lina” a Corio Canavese, “Residence del Frate” a Bairo, “Arnaud” a Vol piano, “Annunziata” a Marcorengo di Brusasco, “Beata Vergine della Consolata Fatebenefratelli” a San Maurizio Canavese e “San Giovanni Battista” a Bosconero. Inchieste nate dopo alcuni esposti presentati da parenti degli ospiti e dal Codacons che ha chiesto anche di indagare per «epidemia e omicidio plurimo doloso», non solo nei riguardi del presidente della Regione Alberto Cirio, ma anche dei vertici delle aziende sanitarie. Respinge le accuse il governatore che ribatte: «L’ attenzione della Regione nei confronti delle Rsa è sempre stata altissima – ha detto Cirio -. La prima ordinanza dedicata alle strutture per anziani è datata 23 febbraio ed è in corso un monitoraggio completo. Bisognerà con rigore accertare tutte le responsabilità. La tutela della salute è fondamentale, soprattutto quando si parla di persone fragili e anziane». Per far fronte alle problematicità nelle Rsa, ieri il direttore dell’ unità di crisi, Vincenzo Coccolo, ha chiesto aiuto ai militari scrivendo una lettera al Comando truppe alpine di Bolzano e ha chiesto rinforzi per : «ricevere ulteriore personale sanitario qualificato infermiere per la gestione delle emergenze nell’ ambito delle Residenze socio sanitarie». [m.bar.-a.p.]

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