19 Aprile 2020

Rsa, proseguono i controlli I Nas: decine già ispezionate

Sono decine le Rsa bergamasche già controllate dai carabinieri del Nas di Brescia, ma molte verifiche restano ancora da fare. È un lavoro lungo e complesso quello dei militari, che devono acquisire documenti, cartelle cliniche, ascoltare dipendenti e parenti degli anziani deceduti, per poi approfondire le posizioni delle strutture in cui sono state rilevate criticità e riferire alla Procura. Ci vorrà tempo, si parla di settimane, per avere un quadro completo. Attualmente in Procura non risulta essere aperto un fascicolo, che potrebbe essere una costola di quello già aperto per epidemia colposa a carico di ignoti sull’ ospedale di Alzano. Ma appare molto probabile che parta l’ inchiesta anche sulle Rsa, sulle quali stanno arrivando in Procura una serie di esposti, l’ ultimo depositato dal Codacons qualche giorno fa. Intanto sulla vicenda Rsa i sindacati Fnp Cisl, Spi Cgil e Uilp Uil di Bergamo hanno incontrato (in rigorosa videoconferenza) il direttore dell’ Ats Massimo Giupponi e si sono dichiarati «insoddisfatti della assoluta mancanza di risposte non giustificata dai risultati conseguiti» e delle «azioni fin qui effettuate». «Non possiamo certo tacere la profonda diversità tra il resoconto dell’ Ats e il racconto quotidiano che ci viene fatto o che viene riportato dalla stampa, dai responsabili e dagli operatori delle Rsa – dicono Augusta Passera, Caterina Delasa e Emanuele Dalfino, responsabili dei Pensionati di Cgil Cisl Uil provinciali -. Carenza di sostegno e consulenze sanitarie, carenza di indicazioni su come agire e gestire pazienti sintomatici, sono ormai doglianze quotidiane e diffuse tra i responsabili delle associazioni e delle singole Rsa. Così come la responsabilità delle chiusure delle Rsa. Non è stata citata da Ats la questione dei centri diurni integrati e delle ispezioni finalizzate alla riapertura che alcune case di riposo hanno segnalato alla stampa». «Nessun accenno ad una riapertura seppur controllata degli accessi – proseguono -. Cioè a consentire alla Rsa di riprendere il loro ruolo socio sanitario di risposta alle esigenze del territorio. Certo in modo sicuro e controllato con tamponi per i nuovi ospiti e isolamento precauzionale almeno in fase iniziale». Da noi interpellato, Giupponi non ha ritenuto di dover replicare ai sindacalisti.

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