Morte in Rsa, linchiesta si allarga Nuovi esposti da Uil e Codacons
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fonte:
- Il Secolo XIX
casi di covid e misure inadeguate, dieci le strutture genovesi nel mirino di alisa. la procura indaga su quattro residenze
Licia Casali Tommaso Fregatti Da una parte il primo elenco di Alisa delle dieci case di riposo di Genova dove si sono verificati i maggiori episodi di morti e contagiati, dall’ altra il racconto dell’ inferno vissuto nelle strutture denunciato da pazienti e operatori. Con casi sospetti tenuti nelle stesse stanze di pazienti non contagiati, percorsi mai attivati tra aree Covid e aree comuni, dispositivi di protezione inesistenti, personale sanitario mandato allo sbaraglio senza mascherine e guanti. E ancora tamponi mai effettuati anche su anziani con sintomi evidenti che poi so no morti poco dopo l’ arrivo in ospedale. Nelle carte dell’ inchiesta per epidemia colposa aperta dal pool sanità e lavoro della Procura di Genova (coordinata dal pubblico ministero Francesco Pinto), stanno confluendo ogni giorno documenti, elenchi di disposizioni, di strutture a rischio, ma anche nuovi esposti che raccontano lo sfacelo delle case di riposo a cavallo tra marzo e aprile ma anche come sono morti decine e decine di anziani. ‘Solo sessanta nella residenza anziani Piccolo Cottolengo il Pave rano tra il 21 di marzo al 14 aprile», denuncia ai carabinieri di Forte San Giuliano, Mario Carlo Benvenuto, segretario generale della Uil Fpl del pubblico impiego. Nelle ultime 24 ore sono arrivati in Procura almeno quattro esposti che raccontano l’ inferno all’ interno delle case di riposo genovesi. SINDAGA SU QUATTRO RSA E in particolare del Pavera no Piccolo Cottolengo di via Cellini a San Fruttuoso, della Rsa Villa Coronata e del San Camillo di via Domenico Chiodo al Righi. Nel caso del Piccolo Cottolengo l’ esposto è arrivato direttamente dal segretario generale della Uil Funzione Pubblica: ‘Abbiamo voluto presentare questa denuncia per rispetto e tutela degli operatori che hanno lavorato all’ interno della struttura: auspichiamo un pronto intervento della magistratura». Nella denuncia, il sindacalista ha evidenziato come all’ interno della casa di riposo di San Fruttuoso non fossero state separate area “sporca” e area “pulita”, e come il personale sanitario non fosse stato tutelato e non avesse usufruito dei dispositivi di protezione previsti. Con il risultato di 15 contagiati: ‘Non voglio entrare nel dettaglio – ha spiegato al Secolo XIX, Benvenuto – mi affido alla magistratura che faccia chiarezza e risalga alle responsabilità». I carabinieri di Forte San Giuliano, diretti dal luogotenente Massimiliano Turco, hanno anche ricevuto le querele di due parenti di anziani deceduti all’ interno della Rsa San Camillo di via Domenico Chiodo, al Righi. Anche in questo caso sono state evidenziate carenze nella gestione dei degenti. Un quarto esposto è stato presentato nelle scorse ore in Procura dal Codacons, associazione di difesa dei consumatori. Nella denuncia si racconta la vicenda di un’ anziana morta all’ ospedale Galliera dopo essere stata trasferita dalla Rsa Villa Coronata. La donna era stata ricoverata in ospedale il 6 aprile per un problema alle gambe. I medici l’ avevano sottoposta a Tac e saturi metro e avevano riscontrato la positività al Covid-19. Il quadro clinico della don na era precipitato nel giro di poche ore fino alla morte avvenuta il giorno dopo. ‘Un decesso – si legge in una nota dell’ associazione dei consumatori che ha raccolto la testimonianza dei familiari dell’ anziana – che solleva più di un dubbio circa le condizioni di degenza nella Rsa, le cause del contagio, l’ assenza di tamponi e le misure di prevenzione adottate». DIECI STRUTTURE NEL MIRINO Sono una decina le residenze per anziani genovesi finite sotto la stretta osservazione di Alisa, che ha censito 381 strutture in tutta la Liguria. Sono state le stesse Rsa a fornire i dati relativi all’ attività, compresi i numeri dei contagi, accertati o presunti, e dei decessi e nella sola Asl3 genovese sono risultate una decina le strutture considerate critiche: ‘I casi davvero gravi, con focolai di grosse dimensioni sono sei in tutta la Liguria o precisano i tecnici di Alisa o Le altre residenze vengono definite critiche perché al loro interno è riuscito a entrare il virus». I casi più gravi restano il San Camillo, al Righi, e Villa Crovetto, a Bogliasco. Tra le mura della Rsa di via Domenico Chiodo sono morti più di un terzo dei pazienti che risultavano ricoverati all’ inizio dell’ emergenza: 45 decessi su 120 ospiti e il trenta per cento del personale assente per sintomi sospetti. Percentuale ancora più alta nella struttura sulla collina di San Bernardo: 17 gli anziani morti sui 39 letti occupati e circa la metà del personale in malattia. Sono stati contagiati quasi tutti i ricoverati della residenza psichiatrica Skipper di Masone (38 positivi su 40 pazienti) e della Rsa Casa Boetto di via dei Reggio a Pegli, dove ben 30 dei 34 anziani ospiti presentano sintomi sospetti o test positivi. Percentuali altissime anche a Montoggio dove la residenza protetta Casa delle Primule, gestita dalla cooperativa Lanza del Vasto, at tualmente ha 28 pazienti potenzialmente infetti su 35 ospiti. Nove i decessi che però, secondo la struttura, non sarebbero legati al Co vid -19. Preoccupa anche la situazione alla Camaldolina, sempre in via Domenico Chiodo, con 32 casi sospetti su 76 ospiti complessivi. Per quanto riguarda il numero di decessi, osservate speciali restano Villa Veneto, ad Arenzano, con 11 morti (di cui 7 secondo la direzione non legati all’ epidemia da Covid 19) su 32 pazienti, il Centro Fides con 19 morti su 70 anziani. E poi la Sacra Famiglia a Riva rolo con 19 decessi su 94 ospiti, la residenza Cappuccine di via Rubatto con 18 su 120 e il Piccolo Cottolengo con 51 decessi e 27 ospiti con sintomi sospetti sui circa 600 posti letto occupati.
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