Ancora venti morti, diciassette nelle Rsa E i Nas fanno ispezioni
-
fonte:
- Corriere del Trentino
Trento Venti vittime, di cui 17 nelle case di riposo. E 9 gli anziani morti solo nella struttura Apsp Città di Riva. Numeri che portano a 342 i deceduti complessivi da inizio emergenza. Il censimento dell’ epidemia di Covid-19 porta a 86 i casi di contagio registrati ieri, di cui 39 nelle case di riposo, per un totale finora di 4.041 casi. Sono 1.040 invece i guariti. «Piangiamo tante morti, tanti anziani che, come spesso ho ripetuto, hanno costruito il nostro Trentino, la nostra autonomia, la nostra società», commenta il governatore Maurizio Fugatti con tono affranto aggiungendo poi «che si tratta di decessi avvenuti nei giorni scorsi di cui l’ Azienda sanitaria è venuta a conoscenza oggi ( ieri, ndr )». Intanto, la Procura di Trento, su sollecitazione del Codacons, ha aperto un’ indagine conoscitiva per fare degli accertamenti nelle strutture per gli anziani sul territorio attraverso i carabinieri del Nas. Una giornata nera, quella di ieri, dopo alcuni giorni in cui si registrava una flessione sia delle vittime sia dei contagi, guardando con fiducia alla Fase 2. Tant’ è che il presidente della giunta provinciale Fugatti è scoraggiato quando annuncia i numeri nel report quotidiano del tardo pomeriggio. «I dati sono pesantemente negativi per il numero di decessi, il record in Trentino in un solo giorno», commenta parlando delle venti vittime. Non tutti avvenuti ieri, però. Lo spiega nel dettaglio Paolo Bordon, dirigente generale dell’ Azienda sanitaria: «Il dato clamoroso di un numero così elevato è effetto dei tempi con cui le Rsa comunicano i decessi», spiegando che anche i 9 morti nella struttura di Riva risalgano al periodo tra il 30 marzo e i primi giorni di aprile, ma comunicati soltanto ieri. «Il più recente è del 14 aprile». Quanto ai contagi, i nuovi casi sono 86 (67 con tampone e 19 senza), dei quali 39 registrati nelle Rsa. Per quanto riguarda i tamponi effettuati sono stati complessivamente 1.246 (725 dalla Azienda sanitaria, 474 dal Cibio e 47 dalla Fondazione Mach), portando il caso di contagi rispetto ai tamponi al 7%. «Un dato positivo che conferma il calo della percentuale di positivi riscontrati rispetto ai tamponi effettuati – sottolinea Fugatti – e testimonia una stabilizzazione del contagio pur con numeri elevati». Ancora pesantemente colpite dunque le Rsa della provincia dove il dazio pagato dagli anziani che spariscono da soli in pochi giorni, è ancora alto. Come spiegato dall’ assessora alla salute e politiche sociali Stefania Segnana: «Oltre alle 17 vittime nelle Rsa, si registrano anche 39 casi di contagio rispetto al numero totale degli 86 casi». Complessivamente, ci sono stati 598 contagi nelle Rsa, 56 nelle case di cura (46 in meno dal giorno prima), 23 nelle strutture intermedie, 1.648 casi a domicilio in isolamento (47 in meno), 290 persone ricoverate in ospedale (12 in meno), e 44 in terapia intensiva. Il dato positivo dei guariti è di 1.040 complessivamente, 161 in più dal giorno precedente. L’ assessora ha poi evidenziato che dalla Protezione civile nazionale arriveranno quattro medici, 2 dei quali a disposizione delle Rsa in difficoltà. Rimarcando i continui incontri sul territorio con sindaci e Rsa per risolvere le criticità. Ma sulle residenze per anziani interviene anche la Cgil: «Nelle Rsa ci sono tanti casi problematici e si registra la mancanza di un protocollo univoco», denunciano il segretario della Funziona pubblica Luigi Diaspro e la referente per le case di riposo Roberta Piersanti. «Riscontriamo, a macchia di leopardo, gravi carenze sui dispositivi di protezione». E aggiungono: «I decessi sono superiori ai numeri diffusi» parlando di situazioni drammatiche con «anziani deceduti in solitudine, operatori ammalati e con essi i propri familiari». Anche la Procura di Trento è stata sollecitata dal Codacons per indagare sui decessi registrati nelle case di riposo della provincia. In particolare l’ associazione chiede di sequestrare le salme dei pazienti deceduti e di disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decesso. Per ora la Procura ha predisposto accertamenti attraverso l’ intervento dei carabinieri del Nas per vagliare la documentazione sui decessi.
marzia zamattio
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: case di riposo, Coronavirus, Covid-19, Procura, rsa
