18 Aprile 2020

Case di riposo, indagano le procure di mezzo Veneto Blitz dei Nas a Merlara

i carabinieri acquisiscono le cartelle cliniche degli anziani ospiti deceduti
Venezia Verona, Venezia, Rovigo e Padova: le procure venete stanno indagando su morti e contagi da Covid 19 nelle case di riposo. Ieri mattina, blitz dei Nas del comando di Padova all’ istituto per anziani «Pietro e Santa Scarmignan» di Merlara. Subito dopo aver ricevuto da parte del procuratore capo Carmelo Ruberto la delega a indagare in seguito all’ apertura di un fascicolo esplorativo, i Nas si sono recati nella struttura di Merlara ad acquisire le cartelle cliniche dei ventotto anziani deceduti, e le procedure alle quali si sono attenuti gli operatori per contenere il contagio. I carabinieri del Nucleo a tutela della salute hanno acquisito informazioni su come e dove sono morti gli anziani, hanno preso la lista dei ricoverati e i protocolli adottati subito dopo le comunicazioni della Regione. A breve verranno sentiti i vertici della comunità per capire gli ordini di servizio, quando sono arrivati guanti e mascherine e se gli anziani siano stati opportunamente distanziati già dai primi casi positivi. Già da dieci giorni i Nas sono all’ opera in tutta la provincia per reperire informazioni sulla gestione delle Rsa e hanno acquisto documentazioni in due case di riposo a Verona, due a Ficarolo (Ro), blitz anche alla Configliachi di Padova, dove nel frattempo è già stata aperta un’ inchiesta per due decessi. Intanto anche a Verona la procura ha avviato le indagini. Dopo l’ esposto presentato giovedì mattina dal Codacons sulla «strage nelle residenze per anziani scaligere», nelle ultime ore ne sono stati depositati altri due. Si tratta di atti di denuncia firmati da organismi sindacali: il primo, riguarda sempre «l’ eccessivo numero di decessi registrato all’ interno delle Rsa veronesi», mentre il secondo invita la magistratura scaligera a indagare sulla carenza – e in certe situazioni addirittura sulla mancanza – di dispositivi di protezione (mascherine, tute, guanti) per il personale medico e infermieristico dell’ Usl 9. «Sono denunce ad ampio spettro, ragion per cui – annuncia il procuratore di Verona, Angela Barbaglio – ho incaricato la polizia giudiziaria di effettuare una serie di accertamenti preliminari al fine di verificare se sussistano i presupposti per aprire un’ inchiesta, ipotizzare eventuali reati e iscrivere nomi nel registro degli indagati». Anche la procura di Venezia ha deciso di vederci chiaro e sta vagliando l’ isolamento dei pazienti positivi, la richiesta di effettuare i tamponi, la dotazione di mascherine e guanti al personale, la creazione di percorsi dedicati per le consegne. Gli investigatori stanno passando al setaccio le prassi messe in atto da febbraio a oggi nelle case di riposo della provincia e ha aperto un’ indagine conoscitiva sulla gestione dell’ emergenza coronavirus nelle strutture per anziani pubbliche e private. Il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, ha incaricato i Nas di Treviso di analizzare le cartelle cliniche dei trentatré ospiti deceduti e dei 400 positivi, gli ordini di servizio, le disposizioni interne e tutta la documentazione e le testimonianze utili «al fine di acquisire dati relativi alle linee guida seguite ed ai decessi avvenuti nelle predette strutture». Quasi metà dei decessi nel territorio di competenza dell’ Usl 3 Serenissima si sono verificati alla «Salute» di Fiesso d’ Artico, che conta 85 ospiti positivi. Il maggior numero di contagiati è alla Residenza Venezia di Marghera (87 su 115 ospiti, di cui 14 ricoverati) e un cluster importante è alla Casson di Chioggia con 46. Osservati speciali il Centro Nazaret a Mestre, l’ Adele Zara a Mira e la residenza Anni Azzurri di Quarto d’ Altino. Solo l’ Antica Scuola dei Battuti di Mestre non ha neanche un caso tra i 337 ospiti: ha attivato un rigoroso isolamento fin da febbraio. Non è un’ inchiesta, quella della Procura veneziana, ma un’ indagine conoscitiva. «All’ esito dell’ attività richiesta ai Nas, con la più attenta e scrupolosa valutazione dei dati che saranno acquisiti e attesa l’ eccezionalità e la drammaticità della situazione, saranno svolti eventuali ulteriori accertamenti che saranno ritenuti necessari e di competenza», annuncia il procuratore Cherchi.
monica zicchiero

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