17 Aprile 2020

«Strage nelle Rsa», esposto ai pm

verona Da Villa Bartolomea a Legnago, da Colà di Lazise a Sommacampagna fino a Castelnuovo del Garda: «Se in tutto il Veneto il coronavirus ha fatto scoppiare la bomba case di riposo, nel Veronese la situazione appare addirittura drammatica». Non usa mezzi termini il Codacons nell’ esposto-denuncia presentato ieri mattina in Procura a Verona per denunciare «la strage di anziani nelle Rsa scaligere» e chiedere ai pm di «capire cosa sia accaduto e per colpa di chi». Tredici pagine, quelle depositate dall’ associazione dei consumatori sul tavolo della magistratura scaligera, in cui si sottolinea che «quanto accaduto nelle case di riposo del Veronese non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage. Chiediamo di perseguire i responsabili dei contagi e dei decessi avvenuti nelle residenze per anziani a causa dell’ incapacità nella gestione dell’ emergenza per la mancata adozione di tutti i provvedimenti previsti per affrontare l’ emergenza (mancanza di dispositivi di rianimazione, ventilatori, tamponi, mancato screening mediante tampone, mancanza di mascherine e altri presidi sanitari, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro), per il reato di omicidio plurimo con dolo eventuale». A firmare l’ atto di denuncia è il legale rappresentante del Codacons, avvocato Giuseppe Ursini, che sollecita la Procura di Verona a «utilizzare ogni strumento investigativo per verificare l’ accaduto» e a «effettuare controlli mirati sulla gestione della emergenza Coronavirus nelle Rsa». Tutto questo, «poiché si sono registrati una serie di eventi che solleverebbero punti interrogativi e quanto meno dubbi sull’ operato della stessa pubblica amministrazione tutta, ritenendo indispensabile che venga accertato se possano eventualmente sussistere nessi di causalità tra i decessi e i contagi abnormi nelle rsa e le inadeguatezze del sistema sanitario nazionale e l’ operato della pubblica amministrazione, laddove le autorità’ competenti non si siano adoperate tempestivamente anche dotandosi dei mezzi adeguati per fronteggiare l’ emergenza dettata dal coronavirus». Se tali ipotesi risulteranno fondate, per l’ associazione «i responsabili dovranno essere perseguiti per concorso in omissione di soccorso, omesso controllo e vigilanza, ritardo nel compimento degli atti di ufficio, omicidio colposo plurimo, diffusione colposa di epidemia, concorso in strage».
laura tedesco

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