16 Aprile 2020

Le morti nelle Rsa: quattro le inchieste avviate in Procura

il procuratore capo prete: «non è escluso che ne vengano aperte altre» le ipotesi di reato: omicidio colposo aggravato ed epidemia colposa
Paolo Cittadini Omicidio colposo, aggravato dall’ essere stato commesso all’ interno di una struttura sanitaria, ed epidemia colposa. Queste le ipotesi di reato che la Procura di Brescia contesta nei fascicoli di indagine aperti nelle scorse ore sulle morti da Coronavirus in alcune strutture sanitarie e di residenza per anziani della provincia. Atti che la procura ha avviato in maniera autonoma o in seguito ad una serie di esposti arrivati negli uffici del quarto piano del Palazzo di Giustizia. «AL MOMENTO non ci sono indagati – sottolinea il procuratore capo di Brescia Francesco Prete -. Sono quattro i fascicoli aperti, ma crediamo che nelle prossime ore il numero possa crescere». La gestione dell’ emergenza Coronavirus e quel che è accaduto soprattutto nelle residenze per anziani finisce così sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. L’ altissimo numero di decessi tra gli ospiti delle Rsa, i tanti contagi registrati tra gli operatori sanitari impegnati in queste strutture e i mancati tamponi all’ interno delle Rsa vorrebbero una risposta e a darla potrebbe essere la magistratura. «Le indagini sono in corso – conferma il procuratore capo Prete – e sono partite in maniera autonoma come avviene per situazioni di tale portata e perché frutto degli esposti arrivati, anche da associazioni pubbliche, e che dobbiamo per forza approfondire. Stiamo raccogliendo la documentazione che arriva dal Nas. Successivamente verranno fatte tutte le valutazioni del caso. La nostra attività è appena iniziata». Tante le carte che gli investigatori, così come è accaduto nei giorni scorsi in altre province del nord Italia, hanno raccolto e portato via dalle Rsa della provincia. Documenti e cartelle cliniche che nelle prossime ore dovranno essere esaminate per provare a trovare una relazione tra i decessi, il virus ed eventuali negligenze. SONO TRE i magistrati a cui la procura ha affidato le indagini sui decessi da Covid 19. Un piccolo pool coordinato dal procuratore aggiunto Carlo Nocerino. «Al momento gli esposti arrivati sono circa una decina – ammette Nocerino -. Interessano le residenze per anziani e una struttura sanitaria. Nei prossimi giorni il numero credo sia destinato a crescere». Il lavoro degli inquirenti si preannuncia tutt’ altro che facile: «Il reato di epidemia colposa viene contestato per permettere alcuni accertamenti particolari – spiega il procuratore aggiunto Nocerino -. Resta ovvio che è difficile trovare e distinguere le responsabilità in situazioni dovute a una pandemia di una portata inconcepibile fino a quando non ha fato vedere i suoi effetti sulla popolazione e il servizio sanitario». SUL TAVOLO della procura di Brescia a ieri pomeriggio ancora non era arrivato l’ esposto del Codacons sull’ istituto Bassano Cremonesini, la struttura per disabili di Pontevico dove si sono registrati 22 decessi sulle oltre 230 pazienti ospitate e dove il 75% del personale sanitario – così sottolinea il Codacons nell’ esposto – è risultato positivo al Coronavirus . «Lo abbiamo depositato martedì – fanno sapere dall’ associazione di tutela per i consumatori -. Già ne avevamo depositato uno con cui chiedevamo alla Procura di fare luce sui decessi nelle strutture per anziani. Serve capire se è effettivamente fatto di tutto per impedire il diffondersi del contagio tra una popolazione molto fragile». Resta da capire se nei prossimi giorni ci saranno sviluppi e se qualcuno sarà iscritto nel registro degli indagati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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