Allarme Rsa: trovati altri 23 positivi A Mezzana c’ è un nuovo focolaio
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fonte:
- La Nazione
infettati dal coronavirus 14 ospiti della struttura e nove operatori sanitari dopo gli ultimi tamponi ieri morto un anziano di 81 anni. esposto del codacons: «a comeana bisogna procedere per omicidio»
di Laura Natoli PRATO Mezzana dopo Comeana. Un nuovo focolaio è esploso nella rsa «Serena» dove nel tardo pomeriggio di ieri sono arrivati i risultati dei tamponi eseguiti martedì. Il responso è stato impietoso: 14 anziani e 9 operatori positivi. I tamponi erano stati disposti nuovamente dopo la scoperta, avvenuta in ospedale, della positività al virus di una anziana ospite della rsa. La donna, negativa alla prima tornata dei tamponi e ai test sierologici, era stata portata in ospedale lunedì dopo una brutta caduta avvenuta nella rsa. Al Santo Stefano, oltre agli accertamenti per la caduta, le è stato fatto il tampone faringeo. Nessuno se lo aspettava: positiva anche se asintomatica. A quel punto è scattato il protocollo della Regione: gli ospiti della struttura e gli operatori sono stati di nuovo sottoposti al test. E il risultato è stato ancora più inquietante: ben 23 positivi a fronte dei 12 che erano emersi dieci giorni fa. L’ Asl potrebbe già da questa mattina intervenire, come ha fatto con la rsa di Comeana, prendendo in carico l’ aspetto sanitario della struttura per dividere gli anziani malati dai sani e seguirli direttamente. Come per la casa di accoglienza di Carmignano, si porrà anche il problema della mancanza di operatori disponibili: ben nove quelli che, essendo positivi, dovranno fare la quarantena a casa. Inizialmente i controlli erano scattati dopo la morte di tre anziani residenti a «Casa Serena» a Comeana: emersero, come detto, 12 casi. Fra l’ altro, proprio la scorsa settimana l’ Asl aveva inviato nella struttura una task force per verificare la salute dei pazienti, tutti in buone condizioni, e controllare se gli spazi erano idonei per dividere i malati dai sani. Non erano emerse particolari criticità, nessuno si sarebbe immaginato questa nuova tegola. «La signora risultata positiva è asintomatica e sta bene – confermava ieri mattina il direttore sanitario, Antonio Sferrino prima di essere informato della raffica di nuovi casi – Aveva già fatto il tampone, non ce lo saremmo aspettato». Intanto ieri a Prato si è contato un altro morto. Si tratta di un uomo di 81 anni deceduto al Santo Stefano con tampone positivo al Covid. L’ anziano non arrivava da nessuna casa di riposo. Oltre al decesso (che allunga inesorabilmente il numero dei morti) la Regione ha segnalato sette nuovi contagi nella provincia (si sale a 411 totali), mentre l’ Asl ne ha contati dieci: otto a Prato, uno a Montemurlo e uno a Vernio. Il trend dei contagi sembra in calo. Ma gli occhi restano puntati inevtabilmente sulle rsa. Una necessità diventata d’ obbligo negli ultimi tempi in quanto le rsa si stanno rivelando moltiplicatori del virus, che colpisce in maniera mortale soprattutto le persone fragili. E così Mezzana diventa a tutti gli effetti una sorvegliata speciale dopo il caos della rsa di Comeana su cui la procura ha acceso i riflettori con una inchiesta portata avanti dal procuratore Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Lorenzo Gestri. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo che nei giorni scorsi hanno acquisito i documenti e le cartelle cliniche dei cinque anziani deceduti a cui si devono aggiungere due morti sospetti, a cui però non è mai stato fatto il tampone. Numeri alti se si considera il totale degli ospiti: una trentina di cui ben 23 positivi al virus dall’ inizio dell’ emergenza. A sollevare l’ attenzione su quanto avvenuto nella rsa di Comeana è anche il Codacons che ieri ha presentato un esposto in procura in cui si chiede di estendere le indagini e di procedere per il reato di epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. «Quanto accaduto nella casa di riposo non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage – dicono dall’ associazione di tutela dei consumatori – Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venute a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducendoli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimi focolai di morte. I sindaci dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano avrebbero più volte chiesto alla Regione Toscana, all’ assessore alla Sanità e alla Asl Toscana Centro di far tamponi a tappeto a tutti gli ospiti, operatori e contatti esterni per limitare il contagio, ma i loro appelli sarebbero rimasti del tutto inascoltati». Il Codacons chiede di perseguire penalmente i responsabili dei contagi e dei decessi avvenuti nella rsa a causa «dell’ incapacità nella gestione dell’ emergenza – siano essi soggetti pubblici o privati – per la mancata adozione di tutti i provvedimenti previsti per affrontare l’ emergenza coronavirus. «In base al nostro ordinamento il dolo eventuale si verifica quando un soggetto pone in essere un comportamento accettandone i rischi e le conseguenze che, seppur non volute, appaiono possibili – dice il presidente Carlo Rienzi – Le tante carenze sul fronte delle misure a tutela degli anziani ospiti della rsa hanno reso certo il verificarsi dei decessi». Il Codacons ha diffuso un questionario grazie al quale i parenti delle vittime del coronavirus possono segnalare e denunciare eventuali carenze, ritardi od omissioni da parte degli organi sanitari sul fronte dell’ assistenza. Il questionario è pubblicato sul sito www.codacons.it © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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