16 Aprile 2020

Maria Eleonora, salgono i contagi: scatta l’ inchiesta e pure la chiusura

due infermieri e un operatore socio assistenziale trasferiti in isolamento al san paolo palace hotel
Cresce il numero di contagiati al Maria Eleonora Hospital e sul focolaio scoppiato nella clinica la procura apre un fascicolo. Ieri la Cisl ha annunciato per oggi la chiusura della casa di cura e la sospensione delle attività ma nella struttura, dove sono stati avviati da giorni interventi di sanificazione nei vari reparti, ci sono ancora alcuni pazienti ricoverati e i trasferimenti negli altri ospedali non sono stati completati. Il numero dei positivi ha raggiunto quota 38 tra medici, infermieri e pazienti. Il dato è stato diffuso dall’ azienda sanitaria provinciale. Mercoledì sera due infermieri e un operatore socio assistenziale che lavorano nella clinica sono stati trasferiti in isolamento nell’ albergo San Paolo Palace. Qualcuno è risultato positivo al secondo tampone. È il caso di una delle infermiere rimaste 72 ore di fila in clinica quando è scoppiato il focolaio. Dopo l’ esito del tampone ha dovuto lasciare la casa dove abita con il marito e due figli piccoli e trasferirsi nell’ albergo Covid. Anche un medico rimasto dentro la struttura per 72 ore di fila è positivo al Covid. Sul fronte dell’ inchiesta giudiziaria, nell’ informativa del Nas dei carabinieri che è stata presentata ieri pomeriggio alla Procura gli investigatori ipotizzano che all’ interno della clinica potrebbero non essere state rispettate alcune prescrizioni per evitare la diffusione del Covid-19. Lo scopo degli accertamenti dei militari, guidati dal comandante Giovanni Trifirò ser virà ad appurarlo e a verificare se sussistano eventuali responsabilità penali. Il report – nel quale al momento non è stata individuata l’ origine del focolaio -ha portato l’ aggiunto Ennio Petrigni ad aprire un fascicolo conoscitivo, cioè senza indagati e senza ipotesi di reato. Fino a mercoledì, l’ ufficio giudiziario diretto da Francesco Lo Voi non aveva avviato inchieste simili, anche perché non erano stati presentati esposti. L’ informativa del Nas, che ha avuto la delega per le indagini, è invece una prima base su cui lavorare. Su un altro fronte, nella clinica è peraltro in corso un’ ispezione disposta dall’ assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, che è finalizzata ad accertamenti simili. Un’ altra indagine conoscitiva è stata avviata dalla Procura di Termini Imerese, guidata da Ambrogio Cartosio, e verte sul focolaio- ben più vasto e letale – scoppiato invece a «Villa delle Palme», la residenza per anziani che si trova a Villafrati, dove sono una settantina le persone risultate positive al virus, tra ospiti ed operatori, e ben undici i morti. Ieri il Codacons ha annunciato di avere presentato un esposto alla procura della Repubblica di Palermo, in cui si chiede di estendere le indagini e di procedere per il reato di epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. «Quanto accaduto nelle case di riposo non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage – afferma l’ associazione – anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venute a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducendoli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimi focolai di morte certa». Riguardo al Maria Eleonora Hospital Cisl ne ha annunciato la chiusura per oggi. Una circostanza non confermata dai vertici della clinica. La nota del sindacato è stata diffusa da Rosario Lo Piccolo, coordinatore provinciale della Sanità privata della Cisl Fp Palermo Trapani, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera diffida ai vertici della clinica, sollecitando «azioni immediate a tutela dei pazienti e del personale» e rimarcando come «alla fine di questo momento ognuno si assumerà le responsabilità di questa gestione». «In seguito alle ulteriori verifiche effettuate – aggiunge Lo Piccolo la struttura sospenderà le attività. Gli operatori sanitari e i medici seguiranno le disposizioni previste a livello nazionale e regionale, relative ai casi di positività o di non positività accertata al coronavirus». La Cisl sottolinea la necessità «di un sistema di controllo e dispositivi di protezione per tutto il personale sanitario. Unico modo per evitare l’ accendersi di focolai è mantenere l’ allerta altissima, attuare un meccanismo di monitoraggio preciso e puntuale e garantire la sicurezza di chi è in prima linea in ogni realtà ospedaliera e sanitaria». (*SA FI*)

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