12 Aprile 2020

Superati i duemila contagi, una bambina di 10 mesi trovata positiva ad Avola

altre sei vittime: a palermo e nel messinese aumentano i guariti, 22 in più di venerdì
Supera il tetto dei 2000 malati l’ epidemia di Coronavirus in Sicilia, ma con un ritmo che si mantiene al di sotto dei 40 casi al giorno, mentre aumenta ancora il numero quotidiano dei guariti: 22 in più rispetto a venerdì scorso, per un totale provvisorio di 209 persone. Per l’ esattezza, secondo l’ ultimo bollettino dell’ emergenza diffuso ieri dalla Regione, su oltre 2600 test virologici effettuati nell’ arco di una giornata (nuovo record) sono stati accertati 34 nuovi pazienti, che portano a 2001 il bilancio complessivo dei contagiati nell’ Isola: 620 ricoverati (dieci in meno in 24 ore) di cui 58 in terapia intensiva, e 1381 in isolamento domiciliare. Ma come ogni giorno dall’ inizio del cammino epidemico, si è allungato anche l’ elenco dei decessi, arrivando a quota 154 con altre sei vittime. La maggior parte hanno riguardato il territorio di Messina: una signora di 87 anni di Montagnareale ricoverata al Policlinico e una novantacinquenne al Cutroni Zodda di Barcellona, mentre una cinquantenne di Pagliara da tempo in dialisi è morta all’ ospedale Cannizzaro di Catania, dove aspettava di essere sottoposta a un intervento ai reni. Due morti anche a Palermo: un settantenne al Cervello e un altro anziano in provincia. Tornando al numero dei contagiati, su scala territoriale l’ area etnea resta quella più colpita con 567 casi, seguita da Messina con 354, Palermo con 307, Enna con 286, Agrigento con 120 e zero ricoverati, Caltanissetta 107, Trapani 105, Siracusa 100, Ragusa 55. Tra i nuovi casi c’ è anche quello di bimba di appena 10 mesi, di Avola, annunciato dal sindaco Luca Cannata, che sta cercando adesso di «ricostruire la rete dei contatti della piccola e dei genitori per ridurre al massimo i rischi di contagio, ma al tempo stesso stiamo dando supporto alla famiglia». La piccola è stata ricoverata in un ospedale, al momento non sarebbe in gravi condizioni. Per i suoi familiari sono stati attivati i protocolli di sicurezza. Per restare nel Siracusano, ricordando la vicenda di Calogero Rizzuto, il direttore del Parco archeologico deceduto nelle scorse settimane, e i diversi contagi tra il personale sanitario dell’ ospedale del capoluogo, il Codacons ha annunciato che si costituirà parte offesa nel procedimento aperto dalla procura sulla gestione dell’ emergenza all’ Umberto I, mentre a Canicattini Bagni dieci anziani e tre operatrici di una casa di riposo sono risultati positivi al Covid 19 in seguito ai controlli disposti giovedì scorso. Tutto sarebbe partito dalle condizioni critiche di un’ ospite della struttura, recentemente dimessa dal reparto di geriatria dell’ Umberto I e tornata nella casa di riposo accusando i sintomi del virus. Gli anziani, su disposizione dell’ Asp, pur risultando asintomatici, sono stati trasferiti nel Covid Center di Noto per essere meglio monitorati, mentre gli operatori risultati positivi sono in isolamento nelle proprie abitazioni. A Palermo, invece, sono stati tutti trasferiti i pazienti affetti da Coronavirus nella clinica Maria Eleonora: 14 degenti nei centri Covid mentre tre operatori, già dal 7 aprile, erano stati trasferiti all’ Hotel San Paolo. Nelle stesse ore in cui l’ azienda comunicava che nella cinica restano comunque sette pazienti in attesa del risultato del tampone, a Ragusa, via social network, circolava la notizia di un macellaio risultato positivo al virus, con tanto di nome e cognome dell’ uomo e del suo esercizio. Per fare un po’ di chiarezza è dovuto scendere in campo il sindaco Peppe Cassì, precisando che il commerciante «si era già opportunamente posto in isolamento e i familiari hanno deciso di chiudere a scopo precauzionale la macelleria, nella quale comunque erano a lavoro dipendenti che non avevano avuto contatti diretti con il soggetto. È stato subito attivato il protocollo previsto in questi casi per ricostruire eventuali rapporti con altre persone». A Messina, intanto, sembra sia scoppiato un altro focolaio, stavolta nel poliambulatorio ex Inam, dove sono risultati positivi al Covid-19 sette dipendenti, tanto che il commissario dell’ Asp per l’ emergenza Coronavirus, Carmelo Crisiscelli, nell’ attesa di conoscere il risultato dei tamponi effettuati sul resto del personale, ha deciso di chiudere la struttura sottoponendola a sanificazione. Sempre nel Messinese, infiamma la polemica sull’ opportunità di dedicare un’ area dell’ ospedale di Sant’ Agata di Militello ai malati Covid. Dopo il parere contrario espresso dalla direzione del nosocomio, ieri ha preso posizione anche l’ assessore regionale alle Autonomie locali, Bernadette Grasso, secondo la quale «l’ incapacità gestionale e l’ irresponsabilità dell’ azienda sanitaria, a tutti i livelli, non possono bloccare la fattibilità di un progetto ben redatto dal soggetto attuatore, cioè dal direttore generale Policlinico di Messina, e approvato con apposito parere dal servizio sanitario di Igiene ambientale». (*ADO*) Hanno collaborato Marco Petrolito e Rita Serra.

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