10 Aprile 2020

Esposto in Procura del Codacons «Chiarezza sulle morti da Covid»

il procuratore: «impossibile sentire i testimoni, spesso sono persone in isolamento situazione molto complessa»
Un esposto in Procura, «per accertare le responsabilità e punire i colpevoli». Lo ha depositato in tutti i tribunali regionali il Codacons delle Marche, per fare chiarezza su quella che definisce «una strage assurda da Coronavirus». Le indagini però, al momento, sono quanto mai complicate. Sui morti da Covid-19 registrati nelle Marche, il Codacons ha chiesto accertamenti con un esposto depositato ieri alle Procure di Ancona, Ascoli, Macerata, Fermo, Pesaro, chiedendo «di aprire delle indagini sul territorio e verificare eventuali carenze e omissioni da parte della pubblica amministrazione. Da tutta Italia arrivano segnalazioni di malati e parenti dei deceduti che denunciano difficoltà nel sottoporsi ai tamponi, nel mettersi in contatto con gli organi sanitari locali o ricevere in modo tempestivo le necessarie cure mediche – spiega il Codacons -. Una situazione che sta portando diversi parlamentari a presentare vergognosi emendamenti al decreto Cura Italia, finalizzati proprio a cancellare le responsabilità civili e penali di istituzioni e strutture sanitarie in caso di omessa assistenza ai pazienti, violando la Costituzione». Nell’ esposto, il Codacons chiede di sequestrare tutte le cartelle cliniche e le attestazioni dei deceduti in regione. Alla Procura di Macerata, per il momento, risulta già avviata un’ altra indagine partita da un esposto del Codacons: si tratta della segnalazione dell’ aumento del costo delle mascherine, su cui la Guardia di finanza è stata chiamata a fare approfondimenti. Sono poi state aperte le inchieste relative a quanto accaduto in alcune case di riposo della provincia. «Ma in verità in queste condizioni è difficilissimo fare indagini – spiega il procuratore capo Giovanni Giorgio -, perché non è possibile fare sopralluoghi o sentire le persone, che magari sono in isolamento e non possono spostarsi. Il governo dovrebbe pensare a una norma per consentire di acquisire in modo valido le dichiarazioni rese via Skype o con la videochiamata, altrimenti per adesso si può fare ben poco per chiarire i fatti e le circostanze». Tutto il possibile comunque si fa, come è avvenuto per le case di riposo: la Procura con i carabinieri e, nel caso di Cingoli, con gli ispettori dell’ Area Vasta 3, ha acquisito tutti i documenti sull’ organizzazione e la gestione dell’ emergenza «che, comunque – prosegue il procuratore -, è poi eccezionale. Questo rende ancora più difficile addebitare un comportamento colposo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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